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Aura, Leo e Marie, gli agenti AI in missione per conto di Solidworks

Leo e Marie completano il trio di copilot a disposizione dell’ecosistema Dassault Systèmes riunitosi a Houston per il consueto 3D Experience World.

Tecnologie AI

Al 3D Experience World 2026 di Houston, Texas, Manish Kumar, Ceo di Solidworks e vicepresidente per l’R&D di Dassault Systèmes ha illustrato molto bene il ruolo dell’AI nella progettazione e nella realizzazione del prodotto fisico. La nuova AI, quella generativa e degli agenti, è una rivoluzione da favorire e di cui, ancora una volta, non c’è da aver paura. “L’AI è un multiplayer, noi siamo il valore, l’AI è un motore e noi i driver – metaforizza Kumar”.

Un messaggio rassicurante, una dialettica cavalcata da tutti i vendor di tecnologia ma che nel contesto della progettazione industriale assume un significato diverso e più profondo. Un contesto in cui si “trasformano idee in prodotti” gli fa eco Pascal Daloz, Ceo di Dassault Systèmes. Dove, al contrario di altri ambiti dove il fine non è necessariamente un oggetto fisico, l’AI “può solo accompagnare”, con grande intelligenza, ma mai prevaricare.

È l’AI per l’industria, che deve poggiare su tre principi fondamentali: fiducia, sicurezza e sovranità. Fiducia dei risultati, sicurezza dei dati e controllo sugli stessi per garantire la totale adesione alla compliance.

Scappa il wow alla community

L’efficacia delle demo che girano tra i padiglioni del George L. Brown Convention Center di Houston è degna dei più alti wow da parte della community Solidworks, centinaia di partecipanti al rito collettivo annuale di Dassault Systèmes. Progettisti, sviluppatori, prototipatori e inventori che creano, effettivamente, esattamente come un Leonardo o un Watt, un Brown.

Questo ecosistema oggi ha a disposizione un modello di sviluppo ingegneristico unico capace di ridurre i tempi e gli errori, e dunque di mostrarsi concorrenziale in un’economia che viaggia a tavoletta e che esclude chi rimane indietro.

Lo testimonia Andrea Roero, Chief Digital & Innovation Officer di Molteni Group, sul palco insieme a Giampaolo Bassi, italiano, senior vicepresident per Mainstream Innovation e Customer Role Experience in Dassault Systèmes, per raccontare come Molteni concilia qualità con velocità, innovazione con artigianalità.

Leo e Marie si aggiungono ad Aura

Se la scorsa edizione del 3D Experience World ha visto l’introduzione del co-pilot assistant Aura, quella di quest’anno vede l’integrazione di Leo e Marie all’interno della piattaforma di progettazione Solidworks che completano il trio di agenti AI a disposizione.

Aura esplora le possibilità, Leo le concretizza, Marie applica la scienza – sintetizza Daloz” proponendo un team di supporto in cui ognuno ha un ruolo ben definito nella journey del progettista. È la visione 3DExperience di Dassault Systèmes un circolo autogenerante e autoconclusivo che coinvolge gli ambiti del design, della simulazione, del manufacturing, ma anche della governance e del marketing per raggiungere una Generative Experience guidata dai Virtual Companions di cui sopra.

Un circolo, sottolineano più volte i manager di Dassault Systèmes a sua volta racchiuso nell’orbita dei dati, delle soluzioni, delle idee e delle persone. Perché, è bene sottolinearlo, le persone e la creatività devono rimanere elementi primari nell’innovazione industriale.

Ogni copilot fa il suo

Come detto, ogni copilot fa il suo ed entra in gioco in step successivi. Aura è il supporto per il design, Leo per l’ingegnerizzazione, la simulazione e la produzione e, infine, Marie si occupa di consultare la knowledge base per validare tutti gli aspetti del progetto, compresi quelli di governance.

Il livello di supporto è straordinariamente efficace. Il trio valuta diversi aspetti, non solo intrinsechi al modello in progettazione, ma che riguardano anche l’ambito di utilizzo fino alla verifica delle regolamentazioni di legge.

Impressionante la profondità del controllo già in fase di progettazione volto a individuare fin da subito gli errori e le criticità nel workflow. Altrettanto impressionante il dettaglio raggiungibile in fase di prototipazione nell’analisi di ogni layer di parametrizzazione fino alla verifica, per dirne una, del carico gestibile e dei punti deboli del modello.

Funzionalità che meritano approfondimenti ma che già a una prima occhiata lasciano scappare wow paragonabili ad altri contesti consumer. Come detto, la folla di entusiasti è corposa e coinvolta ed è ben coltivata da Dassault Systèmes che svolge un ruolo molto profondo di evangelizzazione, anche presso le nuove generazioni che avranno la fortuna di trovarsi AI native. La generazione successiva ai digital native, secondo chi scrive, che sapranno accogliere l’AI senza neanche accorgersene, superando qualsiasi obiezione che già oggi ci sembra superabile.

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