Il Cio Andrea Roero racconta come la tecnologia stia rivoluzionando un'eccellenza del design italiano con 92 anni di storia.
La chiacchierata con Andrea Roero, Group Chief Information Officer di Molteni&C, a latere del 3Dexperience World 2026 di Dassault Systèmes a Houston, è stata l’occasione giusta per raccontare il complesso percorso verso la digitalizzazione di un’azienda del manufacturing, eccellenza del design Made in Italy.
“A seguito della crescita esponenziale del Gruppo – racconta Roero – ci si è resi conto che non sarebbe bastato assumere nuove risorse (magari più aggiornate, ndr) ma, piuttosto, efficientare i processi secondo una pura logica di business. Solo la tecnologia può abilitare questa trasformazione, ottimizzando le operazioni senza comunque sostituirsi alla competenza dell’uomo”.
Non si può, ovviamente, evitare di parlare di intelligenza artificiale, sostenendo ancora una volta che “sostituire i professionisti Molteni è durissimo, se non impossibile. L'AI è un "companion" capace di velocizzare la produzione e incrementare i volumi di vendita, restando comunque un supporto alla crescita, che rimane di responsabilità delle risorse umane”.
Il progetto di digitalizzazione di Molteni&C avviato da Roero parte con un’analisi razionale della situazione. Per esempio, Solidworks veniva utilizzato per appena l’8% delle potenzialità, così ci si è concentrati su un utilizzo più intenso delle soluzioni Dassault Systèmes già in house, cercando una collaborazione più attiva del vendor e del partner coinvolti. A questo proposito, Roero chiede a Dassault Systèmes e ai suoi partner un approccio più intenso: “serve più valore aggiunto ai clienti”.
L’azienda italiana, eccellenza mondiale delle forniture d’arredo che oggi realizza una “living experience” e che da più di 90 anni punta su artigianalità, personalizzazione e qualità, ha registrato una crescita notevole oltreoceano, in particolare nell’ambito contractor, ovvero le forniture per aziende e grandi infrastrutture.
Se non si fosse proceduto a una revisione totale dei processi non si sarebbe riusciti a stare al passo con la domanda, era dunque inevitabile un deciso cambio di rotta, a partire proprio dalle opportunità e dalle nuove funzionalità fornite dalla suite di soluzioni Dassault Systémes.
Da novembre 2023 e con il supporto del Ceo, Roero ha implementato basi tecnologiche essenziali, come il disaster recovery, l’high availability, la cybersecurity e una Rete ridondata, senza neanche spendere troppo. “Con 7mila euro – afferma Roero – abbiamo ridato nuova vita a un impianto quasi dismesso, trasformandolo in un ambiente ridondante, salvando diversi posti di lavoro. Le quattro plant attive ora comunicano tra loro e sono in grado di scalare velocemente la produzione di laminati, chassis, vetri”.
Il percorso di Roero non è stato certo lineare, come in mille altri casi comuni alle grandi aziende italiane, il manager si è dovuto districare tra l’apatia diffusa nei confronti della digitalizzazione e della tecnologia dei progettisti che “si è sempre fatto così”. “Grazie al supporto incondizionato del Ceo e di “alleati interni” ben scelti – prosegue il manager – ho scardinato la classica visione della realizzazione del prodotto di qualità senza compromessi”. Mentre, se si vuole scalare e, soprattutto, se non si vuole rimanere indietro rispetto alla concorrenza, si deve pensare il prodotto in funzione della filiera e delle esigenze del mercato. Una produzione, dunque, ottimizzata nel rapporto con i fornitori e con i clienti.
Alla lunga, quando il percorso di digitalizzazione sarà concluso e quando le nuove generazioni di ingegneri progettisti AI native entreranno in azienda, la visione di Roero prevede la realizzazione di una tracciabilità totale della singola componente. “Siamo tra i pionieri del consorzio UE Eudr (il Regolamento sulla Deforestazione) – ricorda Roero – per la definizione di uno standard di tracciabilità basato su Nft e blockchain e sensori che ci porterà al Digital Product Passport e abbiamo aderito al progetto (che ha l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e l’ innovazione orientata all’ economia circolare nel settore, incoraggiando pratiche che estendano la durata dei mobili attraverso la manutenzione, la riparazione, la rigenerazione e il rinnovo, ndr)”.
Il controllo obbligato sulla deforestazione, in verità, è solo un pretesto, perché il Digital Product Passport può diventare un potentissimo strumento di crescita del business. In primo luogo, si ha il pieno controllo del parco fornitori, con garanzie da trasferire al cliente che consolidano la qualità del prodotto Molteni&C. Ma è dall’altra parte della filiera che si otterranno i massimi benefici.
Esattamente come l’idea dell’elettrodomestico intelligente che fa la spesa da solo o come la stampante che dialoga direttamente con il centro assistenza, anche il mobile può dialogare con un centro di raccolta informazioni. “Pensiamo alle ripercussioni positive sulla manutenzione – spiega Roero – ma anche su altri aspetti del comparto per niente trascurabili, come il mercato dell’usato o la necessità di trasferire e adattare forniture da un punto vendita all’altro di un cliente”.
Si apre la finestra su una marea di nuovi servizi possibili che la clientela altospendente di Molteni&C accoglierebbe volentieri. Il pensiero va, per dirne una, a un abbonamento annuale a un servizio Vip che comprenda riparazione, adattamento, sostituzione, trasloco e chissà cos’altro. Il tutto grazie alla blockchain e all’intelligenza artificiale, che raccoglie i dati dei progetti eseguiti e ne monitora silenziosamente il ciclo di vita per grandi opportunità di up e crosselling.