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Libra: il Governo USA ferma Facebook

Libra non può partire senza una adeguata analisi delle sue caratteristiche, dice lo House Financial Services Committee. Che non sembra fidarsi molto.

Libra non è nemmeno nata, come (quasi) criptovaluta, ma i suoi punti deboli sono già abbastanza da giustificare uno stop. Questo è il parere dello House Financial Services Committee, un dipartimento del Governo americano che ha richiesto una moratoria nello sviluppo della moneta digitale ideata da Facebook.

La moratoria, spiega il Comitato, riguarda sia Libra in quanto valuta elettronica sia Calibra come suo wallet digitale. Insieme, queste sembrano dare vita a "un sistema finanziario globale completamente nuovo" che potrebbe portare problemi ai suoi utilizzatori. Non solo chi è già iscritto a Facebook, ma anche entità esterne come investitori e consumatori.

L'accusa che viene esplicitamente fatta a Libra, e indirettamente alla Libra Association, è la poca chiarezza del progetto. Il white paper che Facebook ha pubblicato riporta "scarse informazioni" sul ruolo che Libra e Calibra avranno. Come anche dei rischi collegati alla sicurezza dell'infrastruttura e alla mancanza di protezioni derivanti dalle normative finanziarie classiche.

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Senza un adeguato controllo, spiega il Comitato, servizi come Libra possono "mettere a rischio la stabilità finanziaria americana e globale". E di certo non aiuta che le criptovalute si portino dietro parecchi dubbi in quanto a sicurezza.

Questi dubbi "sono ancora più lampanti alla luce del passato problematico di Facebook", si spiega. E qui la società di Mark Zuckerberg paga le conseguenze del caso Cambridge Analytica. Ma anche dei tanti altri casi in cui non ha gestito in modo appropriato i dati dei suoi utenti o le informazioni presenti sul social network.

Servono norme, anche per Libra

Troppi rischi, insomma. Così a Facebook e ai suoi partner viene chiesto di "cessare immediatamente i progetti di implementazione" di Libra e Calibra. Fino a quando "i regolatori e il Congresso avranno l'opportunità di esaminare questi problemi e agire di conseguenza". Una strada che appare molto lunga, fatta di consultazioni pubbliche e di nuove normative in tutto il campo delle criptovalute.

Non è probabilmente un caso che la richiesta di moratoria arrivi dopo il G20 di Osaka. Qui la Financial Action Task Force ha presentato un documento in cui collega le criptovalute al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e al traffico di armi. Per evitare questi rischi, le piattaforme blockchain collegate alle criptovalute dovrebbero attivare nuove forme di identificazione di chi si scambia denaro digitale. Questo modificherebbe drasticamente il modo in cui certe piattaforme operano ed eliminerebbe di fatto, in alcuni scenari, l'anonimità delle criptovalute.

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Pubblicato il: 03/07/2019

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