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Sicurezza Android: per le imprese si può fare di più

Android convince per la sua flessibilità, ma la gestione della sicurezza deve essere migliorata

Redazione Impresacity

Android è il sistema operativo mobile numericamente più diffuso al mondo, quindi non stupisce che il numero di dispositivi con il sistema operativo controllato da Google aumenti anche nelle imprese. Quando si tratta di utilizzi professionali, però, la sicurezza dei device e la protezione delle informazioni che contengono diventano un elemento chiave. E da questo punto di vista c'è da migliorare, anche secondo una ricerca targata Panasonic Business.

Il report Android On The March di Panasonic indica innanzitutto che le imprese adottano sempre più prodotti Android pensati in ottica business, con la conseguenza che la loro quota percentuale sul totale dei tablet e dei dispositivi handheld aziendali - esclusi gli smartphone - è salita mediamente al 72 percento nella regione Emea (la rilevazione è relativa alla prima metà del 2018). La quota di penetrazione dovrebbe aumentare ulteriormente nel prossimo futuro, o almeno così dichiara la maggioranza (55 percento) delle aziende analizzate.

Android conquista le imprese perché è flessibile, quindi in particolare può essere personalizzato in base alle necessità aziendali. I device Android sono anche più economici di quelli basati sul principale sistema operativo concorrente, ossia iOS di Apple. E non guasta che continui nel tempo ad acquistare funzioni pensate in modo specifico per l'utenza aziendale, come Android for Work o la possibilità di integrazione del sistema operativo con soluzioni di sicurezza di terze parti certificate.

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Proprio la sicurezza è un potenziale punto debole dei dispositivi Android nelle aziende. La mancanza di uno stretto controllo di Google sulle personalizzazioni del sistema operativo ha portato a una frammentazione del mercato, il che ha conseguenze anche dal punto di vista della sicurezza. La maggior parte (66 percento) del campione analizzato da Panasonic Business ritiene ad esempio che i propri dispositivi dovrebbero ricevere più patch di sicurezza di quante non ne ricevano attualmente.

Sembra anche mancare una politica omogenea per l'applicazione delle patch di sicurezza, con percentuali probabilmente anche troppo alte di chi non ha un controllo diretto sul patching. Solo il 38 percento del campione indica ad esempio di usare una piattaforma di Mobile Device Management (MDM), mentre il 30 percento si affida agli aggiornamenti Over-the-air (OTA) del produttore del singolo dispositivo e il 23 percento alla buona volontà degli utenti finali.

Qualche problema può venire anche dalle aspettative sul supporto dei dispositivi che non sono più in produzione. Il mondo aziendale non è alla rincorsa dell'ultimo modello e si aspetta invece stabilità. Per questo la maggioranza (67 percento) del campione desidera che un dispositivo Android sia supportato dal suo produttore sino a tre anni dopo l'uscita dal mercato. Una richiesta logica ma che non è affatto detto venga soddisfatta dai produttori. "È importante che gli acquirenti riconoscano che non tutti i dispositivi Android sono uguali", ha sintetizzato in questo senso Jan Kaempfer, General Manager for Marketing di Panasonic Computer Product Solutions.

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Pubblicato il: 21/02/2019

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