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SAP cambia il modello di pricing per adattarsi alla trasformazione digitale

Risolto il nodo del cosidetto Indirect Access, che ha provocato problemi a diversi utenti nella gestione delle licenze SAP

Come auspicavano molti utenti, SAP ha affrontato il problema del rapporto tra le sue licenze software e il modo in cui gli utenti usano sempre più spesso gli applicativi SAP. Il punto critico su cui era necessario fare chiarezza è il cosiddetto Indirect Access, che per SAP stessa avviene quando "dispositivi, bot, sistemi automatizzati, ecc. accedono direttamente al Digital Core" e quando "persone o qualsiasi dispositivo o sistema indirettamente usano il Digital Core attraverso un software intermedio non-SAP, come ad esempio un front-end non SAP, una soluzione custom, o un’applicazione di terze parti".

Il problema è che in scenari di digitalizzazione e in particolare in ambienti distribuiti/IoT è facilmente immaginabile che una miriade di oggetti-utenti non umani accedano al Digital Core (SAP ERP, S/4HANA e S/4HANA Cloud) di un ambiente SAP. Anche la software house tedesca descrive spesso scenari del genere. Ma il modello di licenza tradizionale di SAP non prevede queste implementazioni e si basa su una ipotesi molto più tradizionale di utilizzo degli applicativi: per numero di utenti.

Questo scollamento tra il modello di licensing e il modo in cui le aziende cominciano a usare i software SAP ha creato come minimo incertezza e in almeno un paio di casi ha portato a vere e proprie richieste di risarcimento da parte di SAP. I casi noti sono entrambi del 2017 e riguardano Diageo e AB InBev: nel primo si tratta di una causa legale con una richiesta a Diageo per circa 54 milioni di sterline, il secondo è stato risolto senza andare in tribunale e chiuso per una somma imprecisata (i danni erano stati valutati in oltre 600 milioni di dollari).

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Precedenti spiacevoli per qualunque software house e SAP ha pensato bene di evitarli, modificando il modo in cui si calcolano i costi dell'Indirect Access. L'unità di calcolo non è più il numero di utenti, reali o virtuali, ma il numero dei record (o, più chiaramente, documenti) creati nel sistema SAP. La software house tedesca ha identificato nove tipi diversi di documenti che sono legati ad altrettante attività (acquisti, vendite, produzione, controllo qualità, time management...) e che portano valore alla gestione delle loro informazioni. Solo questi tipi di documenti saranno contabilizzati, gli altri no. Inoltre non sarà fatta pagare qualsiasi operazione legata a un documento ma solo la prima creazione: letture, aggiornamenti e cancellazioni sono a costo zero.

Il nuovo modello di pricing non è obbligatorio. Saranno le aziende utenti a decidere se quello tradizionale risulta ancora più coveniente, come è ad esempio per le classiche implementazioni di SAP come sistema solo amministrativo/contabile, usato unicamente da personale umano. Chi invece preferisce il nuovo modello potrà valutarlo, effettuare gli opportuni calcoli ed eventualmente procedere a una migrazione delle licenze già in uso.

Sempre per questioni di trasparenza, SAP ha deciso di creare una separazione organizzativa netta tra chi si occupa di vendere le licenze software e chi invece dell'auditing delle licenze stesse. Per la parte di auditing dovrebbe essere creato un team globale, a garanzia che le singole valutazioni seguiranno sempre i medesimi metri di giudizio.
Pubblicato il: 11/04/2018

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