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Più sicurezza per IBM Cloud, spaziando dai DDoS ai container

IBM sceglie Cloudflare per proteggere applicazioni e API da attacchi massivi via Internet ed estende alcune funzioni di sicurezza ai container

Autore: Redazione Impresacity

Uno degli aspetti critici di cui tenere conto nello sviluppo di applicazioni cloud-native è il livello di sicurezza dell'ambiente che le ospita. La questione si affronta muovendosi lungo due direttrici principali: considerando la sicurezza sin dalle prime fasi dello sviluppo (ed è l'ambito del sempre più diffuso DevSecOps) e ovviamente dotando gli ambienti cloud specifici di particolari funzioni di protezione.

Partendo da questo secondo presupposto IBM ha deciso di offrire agli utenti di IBM Cloud una nuova gamma di servizi mirati sviluppati in collaborazione con Cloudflare. Complessivamente prendono il nome di IBM Cloud Internet Services e sono progettati per proteggere le applicazioni e i microservizi in cloud da attacchi di tipo DDoS.

Più genericamente lo scopo dei servizi è garantire la disponibilità delle risorse in cloud "affacciate" su Internet, con funzioni di DNS, protezione DDoS, bilanciamento del carico e Web Application Firewall. La collaborazione con Cloudflare è stata attivata perché gli IBM Cloud Internet Services si basano sulla rete di quest'ultima, che comprende oltre 125 datacenter in tutto il globo.

cloud

I Cloud Internet Services non sono l'unica novità di IBM in campo sicurezza cloud. L'azienda ha anche annunciato due nuovi servizi legati alla protezione delle applicazioni virtualizzate via container. Si parte da IBM Cloud Security Advisor, un servizio informativo che tra l'altro segnala agli sviluppatori a quali vulnerabilità le loro applicazioni virtualizzate potrebbero essere soggette.

L'altra novità riguarda IBM Cloud App ID, che in sé non è una novità come servizio ma è stato potenziato. Acquista infatti la possibilità di gestire l'autenticazione degli utenti non sono alle applicazioni in generale ma anche ai container.
Pubblicato il: 16/03/2018

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