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AWS, nessuna fuga dalla Cina

Il cloud provider globale estende i servizi nel paese asiatico allontanando qualsiasi ipotesi di abbandono

Redazione

Espansione dell'infrastruttura data center di AWS in Cina. Il provider ha annunciato l’apertura di una nuova regione nel Paese asiatico, in collaborazione con il partner locale Ningxia Western Cloud Data Technology (Nwcd). La regione si chiamerà Aws China (Ningxia) e andrà ad affiancarsi quindi alla Aws China (Beijing) operata da Sinnet.

In totale il colosso di Seattle dispone ora di sette “aree” dislocate in Asia Pacifico (Pechino, Mumbai, Seul, Singapore, Sydney e Tokyo) per 46 zone di disponibilità differenti (la nuova regione in Ningxia è basata su due availability zone).

La mossa di Aws allontana quindi definitivamente l’ipotesi di un abbandono del mercato cinese, ventilata non più tardi di un mese fa dopo la cessione di alcuni asset a Sinnet. Un accordo da 300 milioni di dollari, raggiunto per conformarsi completamente alle stringenti norme locali sull’erogazione di servizi cloud.

Amazon Web Services iniziò le proprie operazioni in Cina nel 2014 e, come altri operatori (tra cui Microsoft), ha via via dovuto adeguarsi a direttive sempre più stringenti. Lo scorso giugno è entrato ad esempio in vigore un nuovo impianto normativo che, allo scopo dichiarato di combattere più efficacemente gli hacker, ha di fatto consegnato un potere di controllo ancora maggiore nelle mani del governo.

Il lancio di una nuova regione è il segno che i rapporti tra Pechino e Aws sono solidi, anche se i nuovi clienti cinesi del provider (fra quelli attuali ci sono anche colossi come Lenovo e Xiaomi) sigleranno accordi con i partner locali, vale a dire Sinnet ed Nwcd. In questo modo verrà garantita la compliance alla legislazione del Paese.  
Pubblicato il: 13/12/2017

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