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AI agentica, cybersecurity e competenze concrete per le imprese: dal 24 al 26 novembre torna a Milano l’evento dedicato all’ecosistema Microsoft, con oltre 90 sessioni per aiutare i professionisti IT a trasformare le novità tecnologiche in soluzioni da portare subito in azienda
Fonte: immagine fornita da agenzia
Superata l’anno scorso la boa dell’edizione numero 30, dal 24 al 26 novembre WPC torna all’NH Milano Congress Centre di Assago. È la più importante conferenza italiana sulle tecnologie Microsoft e l’appuntamento più atteso dalla community che ruota attorno a questo ecosistema. Organizzata da OverNet Education, partner Microsoft da sempre attivo nella formazione ICT, WPC riunisce ogni anno i migliori esperti del settore per tre giorni di formazione tecnica avanzata, contenuti esclusivi e networking. L’agenda conta più di 90 sessioni inedite. Il focus è sull’AI agentica in azienda, sulla sicurezza nell’era dell’intelligenza artificiale, su dati e architetture e sullo sviluppo software, senza perdere di vista la formazione pratica, le esigenze delle imprese italiane e il confronto con le community tecniche e i gruppi di prodotto Microsoft.
Per saperne di più su quelle che sono le novità dell’edizione di quest’anno di WPC, la numero 31, ImpresaCity ne ha parlato con Marco D’Angelo, responsabile dell’evento (nella foto di apertura), che esordisce sottolineando la forte accelerazione in atto da tempo nel mondo dell’IT, con “l’AI in particolare che è sempre più al centro del confronto tecnologico, con un impatto che non riguarda soltanto le possibilità offerte dagli strumenti, ma coinvolge anche il modo in cui vengono sviluppati e implementati i sistemi, oltre alla gestione degli eventuali problemi”. Il punto centrale è proprio quello di porre attenzione anche alle nuove vulnerabilità che possono emergere in un contesto in cui l’intelligenza artificiale accelera lo sviluppo tecnologico e modifica il panorama delle minacce.
La centralità di questi argomenti non significa però, prosegue Marco D’Angelo, trasformare WPC in una conferenza esclusivamente dedicata all’intelligenza artificiale. Il pubblico di riferimento è composto da professionisti che devono acquisire competenze applicabili al proprio lavoro, spesso in aziende che non hanno ancora integrato l’AI in modo esteso nei processi: “per queste aziende, soprattutto le PMI, talvolta avere troppa AI potrebbe sembrare eccessivo. Per questo, oltre a raccontare cosa è possibile fare con l’AI, puntiamo molto sulla formazione sulle tecnologie e sulle pratiche consolidate, mantenendo l’attenzione sulle competenze necessarie per realizzare progetti concreti”.
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WPC applica la stessa prospettiva all’altro grande tema del momento, la cybersecurity. Non è soltanto un argomento da approfondire sul piano teorico, ma un insieme di competenze indispensabili per affrontare un contesto tecnologico sempre più complesso: l’obiettivo dichiarato è quello di “aiutare i partecipanti a comprendere le trasformazioni in corso e a tradurle in scelte e implementazioni efficaci per fronteggiare un panorama di minacce sempre più sofisticato”, evidenzia Marco D’Angelo.
Nell’edizione 2026 trova spazio anche il rapporto tra intelligenza artificiale e apprendimento, perché oggi la trasformazione riguarda non solo ciò che viene insegnato, ma anche il modo in cui le persone imparano, come sottolinea Marco D’Angelo: “oggi non si fa soltanto formazione sull’AI, ma è l’AI stessa che entra nel modo in cui le persone imparano, ed è per questo che abbiamo previsti workshop dedicati al ruolo dell’intelligenza artificiale nella formazione e al suo utilizzo nei percorsi di apprendimento”.
Tra gli altri elementi che rimangono una costante di WPC spicca è il rapporto diretto con Microsoft: “da tempo abbiamo iniziato a confrontarci non più soltanto con Microsoft Italia, ma anche direttamente con i gruppi di prodotto di Redmond, con un dialogo che permette di portare alla conferenza competenze più vicine allo sviluppo delle tecnologie e di aggiornare i contenuti alla luce delle novità annunciate da Microsoft”, racconta Marco D’Angelo, sottolineando che la collocazione in calendario va in questa direzione: WPC “si svolge la settimana successiva a Microsoft Ignite, l’evento tecnico mondiale di Microsoft, e la vicinanza tra i due appuntamenti consente agli speaker di aggiornare i contenuti alla luce degli annunci più recenti”.
Anche questo è un aspetto che contribuisce al valore di WPC, che da sempre risiede soprattutto nella possibilità di acquisire competenze solide e immediatamente spendibili nella vita aziendale di tutti i giorni: “lo scopo di WPC è accompagnare i professionisti IT nell’evoluzione tecnologica senza perdere di vista la dimensione pratica. Sono tre giorni di formazione intensa, confronto e condivisione di esperienze, con sessioni approfondite che permettono ai partecipanti di mettere alla prova quanto appreso una volta tornati in azienda. Certo, a WPC si viene anche per fare networking, ma soprattutto per tornare a casa potendo dire: ho imparato, adesso posso mettere in pratica quello che ho visto”, conclude Marco D’Angelo.
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