Tamara Callegari, Sales Director di DataCore, racconta come DataCore stia evolvendo lo storage in chiave software-defined, puntando su cyber resilience, integrazione con Veeam e intelligenza artificiale per semplificare la gestione delle infrastrutture e rendere i team IT più efficienti
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Il messaggio di DataCore è molto semplice: vogliamo supportare le aziende nel trasformare lo storage da semplice costo infrastrutturale a leva strategica per resilienza, performance e sostenibilità economica.
Le nostre novità si sviluppano principalmente in tre direzioni. La prima riguarda un Software-Defined Storage sempre più evoluto, con funzionalità avanzate, indipendente dall'hardware vendor e dall'hypervisor e già pronto per il mondo dei container.
Il secondo aspetto è rappresentato dalle performance, fondamentali per supportare workload mission critical, ma anche scenari ad alte prestazioni come l'High Performance Computing e le applicazioni data intensive. In questo ambito abbiamo introdotto una nuova soluzione a portafoglio, Nexus.
Infine, la cyber resilience by design. Per noi la protezione del dato resta una priorità assoluta e stiamo lavorando per democratizzare lo storage enterprise di alto livello, rendendolo più accessibile, efficiente e pronto ad affrontare le sfide moderne.
La collaborazione con Veeam è naturale e strategica. Condividiamo la stessa visione: garantire continuità operativa e protezione del dato in qualsiasi scenario, dal core all'edge fino al cloud.
Abbiamo investito molto nell'integrazione tra Veeam e SANsymphony, sviluppando un plug-in che rende i backup più semplici e veloci. Anche nell'ambito cloud native e Kubernetes, con la nostra soluzione Puls8 basata su OpenEBS, abbiamo realizzato un'integrazione con Veeam Kasten per assicurare la protezione del dato negli ambienti containerizzati. Infine, con Swarm, la nostra piattaforma Object Storage, condividiamo una strategia di protezione contro gli attacchi ransomware grazie all'immutabilità del dato.
Se dovessi riassumere la nostra strategia AI con un hashtag direi #AIEasyOperation. Oggi il problema non è la mancanza di tecnologia, ma la complessità. Per questo ci stiamo concentrando su tre elementi: monitorare costantemente l'infrastruttura, rilevare i problemi prima che diventino incidenti e risolverli in modo autonomo. L'obiettivo è evolvere verso un approccio agentico, nel quale l'intelligenza artificiale non si limita a suggerire le azioni da intraprendere, ma diventa parte attiva dello storage management, prendendo decisioni operative e supportando concretamente i team IT.
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