Skybackbone Engenio, la continuità del business targata Oracle

Il giovane ma agguerrito system integrator modenese nasce dieci anni fa da esperienze quasi trentennali sulle tecnologie Oracle

Disaster recovery e business continuity sono aspetti sempre importantissimi dell'IT di oggi. Ne parliamo con Luca Bulgarelli, Direttore Commerciale di Skybackbone Engenio, system integrator con sede principale a Carpi, alle porte di Modena, e molto attivo sulle soluzioni Oracle tramite il VAD Icos.

Un’azienda giovane

L'azienda nasce nel 2011 con un obiettivo molto chiaro: quello di diventare un’affermata ‘cloud company’, ovvero un'azienda in grado di erogare sul mercato servizi cloud e managed services, i servizi gestiti”, esordisce Luca Bulgarelli, nel tracciare un identikit di Skybackbone Engenio. Ma in realtà, la storia dell’azienda parte da molto più lontano, visto che le persone che la compongono attualmente provengono “da importanti system integrator con una storia specifica rilevante nel declinare nel modo corretto le infrastrutture IT”, prosegue Bulgarelli, sottolineando che “attualmente ci occupiamo anche delle applicazioni, grazie a una conoscenza approfondita delle più importanti applicazioni presenti sul mercato, come per esempio le applicazioni Oracle, che richiedono molta conoscenza per poter disegnare al meglio quelle che sono le infrastrutture più nobilitanti per poter erogare i servizi nel corretto modo, ovvero servizi che non devono mai fermarsi che soprattutto devono avere performance sempre elevate”.

Trent’anni di esperienza

Proseguendo nella storia, il percorso professionale di Luca Bulgarelli con Oracle “parte da molto lontano, ovvero all'inizio degli anni 90, e anche se Skybackbone Engenio come ho detto è nata solo dopo il 2010, il nostro team di tecnici aveva già approcciato Oracle quando questa si afferma sul mercato con l'applicazione più importante, cioè quella che l'ha trainata ai vertici delle classifiche delle imprese IT: il database, cuore della tecnologia di Oracle. In sostanza, abbiamo scoperto negli anni 90 una tecnologia che anche oggi non ha pari e che noi stiamo coltivando assieme a questo grande vendor sul mercato, con lo scopo di implementarne le grandi peculiarità, fondamentali per progetti di business continuity e disaster recovery”.

Non solo: “alla fine degli anni 90, come noto, Oracle acquisisce Sun Microsystems, grande player di infrastrutture, e arriva quindi a coniugare sistemi e database in un unico vendor”, ricorda Bulgarelli, sottolineando che “questo rafforza ulteriormente la posizione del vendor, e noi possiamo praticamente dire che sono 30 anni che siamo a fianco di Oracle per portare sul mercato questa grande tecnologia con la nostra esperienza acquisita nel corso degli anni".

Disaster recovery e business continuity

Riguardo all’importanza di avere un piano di disaster recovery e di business continuity, Luca Bulgarelli non ha dubbi: “oggi è fondamentale che i sistemi informativi non si fermino mai, in quanto l'informatica è penetrata nelle aziende a tutti i livelli. Se pensiamo solo fino a 30 anni fa c'era poco più della contabilità nelle aziende, mentre oggi invece troviamo l’informatica a tutti i livelli: nei magazzini, nei siti produttivi oltre che ovviamente negli uffici e nella produttività individuale. Questo ha per esempio consentito in questo lungo periodo di lockdown di essere produttivi anche da casa. È però importante che i sistemi non si fermino mai, e per fare questo occorre che le aziende progettano un vero piano di disaster recovery o business continuity in funzione di quelle che sono le proprie necessità”.

Entrando nel vivo del tema, “innanzitutto occorre un Disaster Recovery Plan sulla carta, che dice esattamente cosa fare quando accade il disastro”, fa notare Bulgarelli, spiegando che “dal punto di vista tecnologico invece occorre avvalersi dei più sofisticati strumenti per poter replicare in un secondo sito le mie applicazioni, in modo che siano pronte per entrare in gioco quando il sito produttivo viene meno all'istante zero. In questo, la tecnologia Oracle è sicuramente una delle più importanti che abbiamo a disposizione, perché parlando della parte dei database, Oracle è l'unica che riesce a garantire una replica sincrona dei propri dati in modalità estremamente sicura”.

In concreto, questo significa che “quando io scrivo una transazione sul sito di produzione, la stessa transazione viene scritta sul sito di Disaster Recovery o di business continuity”, prosegue Bulgarelli, evidenziando che “questo fa sì che nell'istante in cui avviene il disastro, nel secondo sito io abbia esattamente gli stessi dati che hanno il sito di produzione, e quando l'utente si collegherà a sito di disaster recovery, non avrà perso alcuna informazione”.

Si tratta come noto di un aspetto fondamentale, che viene indicato come parametro dall'acronimo RPO, Recovery Point Objective, “ovvero il punto dato dal quale riparto: se si dovesse ripartire con un punto dato asincrono, indubbiamente i miei utenti dovrebbero rimettere dentro tutte le informazioni che sono andate perse, con il dubbio che ne manchi qualcuna”, spiega Bulgarelli.  Un altro punto estremamente importante è la prova del disastro, prosegue Bulgarelli, spiegando che “io non devo provare il disastro quando avviene, ma devo fare una o due simulazioni durante l'anno, nelle quali all'istante zero si interrompono i sistemi sul sito di produzione e si verifica che dall'altra parte nel sito di disaster recovery le cose funzionino bene, in modo da non farsi trovare impreparati nel momento del disastro”.

Le sfide che ci attendono

Resta il tempo per chiedere a Luca Bulgarelli quali sfide ci attendono: “indubbiamente siamo davanti a una svolta epocale dal punto di vista della digital transformation. Come noto, stanno arrivando dall'Europa molti fondi, e ci auguriamo che vengano utilizzati nel migliore dei modi: le premesse ci sono tutte, e questo darà una grande spinta del Paese verso la trasformazione digitale. Anche in questo caso, noi insieme a Oracle saremo in prima linea in questa sfida per portare sul mercato ancora maggiori benefici derivanti dalle tecnologie che abbiamo oggi a disposizione”.  

Gli esempi non mancano: “non si parla solo delle soluzioni di disaster recovery e di business continuity, ma anche di applicazioni sempre più performanti sia dal punto di vista della velocità sia da quello della continuità applicativa”, conclude Luca Bulgarelli, anticipando che “nei prossimi 3-5 anni i riflettori saranno puntati sia sulla tecnologia sia anche sui benefici per i nostri utenti e le nostre imprese, che sono attese da grandi sfide in termini di mercati internazionali e di grandi sviluppi per il nostro Paese”.
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