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Meno del 30% delle aziende cripta smartphone e tablet

Uno studio realizzato da Sophos testimonia la crescita di interesse e applicazione delle tecnologie di encryption, ma il mobile resta trascurato.

Autore: Redazione ImpresaCity

Nel complesso di soluzioni di sicurezza utilizzabili dalle imprese per lottare contro il cybercrime, la crittografia costituisce un'arma relativamente efficace. Eppure, come si apprende da uno studio realizzato da Sophos su 1.700 decision maker It nel mondo, le imprese non si preoccupano particolarmente di utilizzarla.
Si nota una differenza non trascurabile fra i differenti settori analizzati. Nel campo del finance, infatti, l'encryption è intensamente utilizzata (58%) e lo stesso vale per telecomunicazioni e It (56% per tutte e due), mentre i dati si abbassa notevolmente per la sanità (31%), il manufacturing (34%) e il commercio/distribuzione (38%). In questi stessi segmenti, si trova il più alto tasso di realtà che non prevede alcun progetto evolutivo.
Fra le piattaforme che beneficiano più frequentemente di crittografia, si piazzano in testa i server (70%), seguiti dai pc fissi (66%), portatili (60%), Mac (43%). Sono in coda, troviamo smartphone e tablet, entrambi con il 29%.
Dal punto di vista dei dati più frequentemente cifrati, quelli sui clienti (76%) e sui pagamenti (75%) precedono le informazioni finanziarie (70%) e quelle bancarie (69%). Più indietro troviamo i dati sulla proprietà intellettuale (59%), le risorse umane (57%), la sanità (53%) e tutto ciò che viene creato dei dipendenti (40%).
Nel campione mondiale analizzato da Sophos, il 79% prevede di estendere l'utilizzo dell'encryption Al massimo entro tre anni, ma la metà lo farà già nel corso dei prossimi 12 mesi. Permangono, comunque, alcune barriere all'implementazione, in particolare la disponibilità di budget (37%), l'incidenza sulle prestazioni (31%) e la mancanza di conoscenza della materia (28%).
Pubblicato il: 10/02/2016

Tag: Cloud

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