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Studio I-Com e TeamSystem: l'uso dell'AI raddoppia nelle imprese ma l'Italia si divide in due

La quota di aziende che utilizzano soluzioni di IA sale al 16,4%, ma il divario tra Nord-Ovest e Mezzogiorno cresce a 7,1 punti percentuali. La maturità digitale si conferma il fattore abilitante decisivo: le imprese ad alta digitalizzazione fatturano più del doppio e hanno il 75,5% di probabilità di adottare l'IA.

Tecnologie AI

L'adozione dell'intelligenza artificiale nel tessuto produttivo italiano registra una forte accelerazione, evidenziando tuttavia un marcato squilibrio territoriale e dimensionale. Secondo lo studio "L’IA nei territori: le policy per accelerare la competitività", curato dall'Istituto per la Competitività (I-Com) in collaborazione con TeamSystem e presentato a Milano presso la sede della Regione Lombardia, la quota di imprese con almeno 10 addetti che impiega tecnologie di IA è raddoppiata in dodici mesi, passando dall'8,2% del 2024 al 16,4% del 2025 (a fronte del 5% rilevato nel 2023). Contestualmente si è assistito a un ampliamento della forbice geografica: il divario di adozione tra il Nord-Ovest (19,3%) e il Mezzogiorno (12,2%) è salito a 7,1 punti percentuali, più che raddoppiando rispetto ai 2,7 punti registrati l'anno precedente.

La penetrazione delle tecnologie analizzate varia in modo netto sia per dimensione aziendale sia per collocazione regionale. Utilizza l'IA il 14,2% delle imprese tra 10 e 49 addetti, quota che sale al 27,6% tra quelle con 50-249 dipendenti e raggiunge il 53% tra le grandi realtà, mentre il 77% delle piccole imprese non impiega l'IA e dichiara di non prevederne l'adozione. Nella mappa dei territori guidano la Provincia autonoma di Bolzano (25,4%), il Piemonte (22,6%), l'Emilia-Romagna (19,4%) e la Lombardia (19,1%), a fronte di Regioni quali Trento, Calabria, Marche e Campania che si attestano intorno o al di sotto della soglia del 10%.

La ricerca identifica nella maturità digitale complessiva il prerequisito fondamentale per l'integrazione delle architetture di intelligenza artificiale. A parità di settore, dimensione e localizzazione, le aziende con un livello di digitalizzazione "alto" registrano ricavi superiori del 65,2% rispetto a quelle con intensità digitale "molto bassa", differenziale che raggiunge il 105,3% – più del doppio – per le organizzazioni a digitalizzazione "molto alta". Inoltre, l'adozione di al meno una tecnologia di IA si associa a un incremento medio del fatturato pari al 9,8%. Sul fronte dei processi, la presenza simultanea di strumenti quali business intelligence, piattaforme cloud, CRM e analisi dei dati eleva la probabilità stimata di adozione dell'IA al 75,5%, contro il solo 4,8% stimato per le strutture prive di questa dotazione di base.

Il raggiungimento del target europeo della Decade Digitale, fissato al 75% di adozione aziendale al 2030, genererebbe un impatto economico aggiuntivo stimato in circa 230 miliardi di euro (5,7% del fatturato aggregato), mentre un'adozione al 60% (target nazionale) produrrebbe 175 miliardi di euro (4,3%). Come rimarcato da Stefano da Empoli, Presidente di I-Com, la strategia nazionale per l'IA dovrà focalizzarsi sul sostegno alle piccole imprese – rappresentanti oltre il 95% delle aziende italiane – attraverso un coordinamento stringente tra risorse statali e regionali. A livello normativo e di incentivazione, l'analisi sottolinea i limiti del nuovo iper-ammortamento di Transizione 5.0 per le strutture a ridotta capienza fiscale, evidenziando l'opportunità di introdurre crediti d'imposta per software in modalità SaaS e canoni cloud, in linea con le istanze confindustriali e con le proposte di finanziamento a fondo perduto avanzate dal fronte associativo tramite il progetto "Investo Digitale".

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