Scopri i vincitori degli Italian Project Awards 2025
Un bilancio degli annunci all’Oracle AI World di Las Vegas di fine ottobre: dalle suite applicative e la nuova era degli agenti autonomi alla sicurezza nativa nel dato
Fonte: immagine fornita da agenzia
La maturità dell’AI è sempre più realtà: definitivamente superata la fase delle aspettative, l’intelligenza artificiale è ormai diventata un solido motore d’esecuzione nella vita di tutti i giorni e all’interno delle attività di aziende pubbliche e private. È questo il quadro tracciato da Andrea Sinopoli, Country Leader di Oracle Italia, nel raccontare i contenuti e gli annunci chiave emersi dall’evento Oracle AI World, svoltosi a fine ottobre a Las Vegas, e nel fare il punto sulle specificità del mercato italiano.
“Abbiamo cambiato il nome della nostra conferenza due anni fa, passando da Oracle CloudWorld a Oracle AI World, una decisione forte e voluta direttamente da Larry Ellison pochi giorni prima dell'inizio. Il sottotitolo era chiaro: ‘AI changes everything’. Oggi la consapevolezza con cui ci confrontiamo è proprio questa: l'intelligenza artificiale ha già cambiato tutto quanto”, ha sottolineato Andrea Sinopoli (nella foto di apertura).
Ed è proprio nel cuore delle suite applicative enterprise che si inserisce uno degli annunci più rilevanti per la gestione dei processi aziendali: Fusion Claw. Oracle ha scelto di disaccoppiare l’attività di addestramento e calcolo intensivo dell’intelligenza artificiale rispetto all’esecuzione operativa affidata agli agenti intelligenti. Questa separazione risponde a una duplice esigenza: ottimizzare le risorse computazionali di fronte alla crescente voracità infrastrutturale e garantire un controllo stringente, misurabile e sicuro tramite apposite console di governo.
Un esempio pratico e tangibile di questa evoluzione è stato raccontato con il caso di Burger King Italia, che utilizza l'AI in maniera preventiva e proattiva per migliorare il servizio di delivery e abbassare drasticamente il numero di ordini sbagliati. Nelle parole di Andrea Sinopoli, questo approccio rappresenta il perfetto fattore di mediazione per il mercato italiano, combinando la solidità di un backbone gestionale con la flessibilità di agenti capaci di portare a termine task complessi.

Un altro pilastro dell'evento ha riguardato la security, affrontata ribaltando i paradigmi tradizionali: l’AI non introduce nuovi rischi, ma amplifica l'efficacia di detection e intervento, registrando un incremento prestazionale. Per neutralizzare la complessità derivante dal proliferare di agenti autonomi all’interno delle organizzazioni, Oracle ha scelto di spostare la sicurezza direttamente all'interno del dato. In questo modo, l'utente e il suo agente attivano funzionalità avanzate operando rigorosamente all'interno del perimetro dei permessi e dei grant di accesso assegnati, introducendo in prospettiva anche controlli biometrici e identità multilivello per preservare il controllo umano (man in the loop).
Sul fronte dell’offerta tecnologica ed ecosistemica, Oracle ha sorpreso il mercato con una forte spinta verso l’apertura. È stata presentata una nuova suite multimediale, inserita all’interno della componente Fabric, completamente basata su AI e destinata al mondo dei creator, delle major cinematografiche e della produzione di contenuti 3D, capace inoltre di azzerare la latenza nei flussi di streaming e personalizzare l'advertising. Contestualmente, la strategia infrastrutturale ha aperto all'integrazione dei chip di ultima generazione di Google e alla partnership strategica con Snowflake, ora disponibile direttamente sul marketplace Oracle. Soluzioni che si affiancano ai software proprietari come Acceleron, il software proprietario di Oracle impiegato sulle risorse per ottimizzarne l'utilizzo, e a innovazioni di rete mirate all'efficientamento energetico.
Entrando nel dettaglio delle specificità del tessuto industriale dell'Italia, Andrea Sinopoli ha evidenziato come il nostro mercato si trovi a gestire il bivio del make or buy nella modernizzazione dei processi gestionali. L'introduzione di Fusion Claw e dei rilasci applicativi nativi offre il giusto punto di equilibrio tra la solidità di un backbone enterprise e l'agilità degli agenti autonomi.
A ciò si affianca il tema dell'apertura delle piattaforme e dell'ecosistema dati: in un contesto eterogeneo e frammentato come quello delle PMI italiane, la collaborazione con Snowflake sul marketplace e le capacità di Oracle AI Database, che integra in modo nativo la componente vettoriale e sfrutta il principio della "gravità del dato" per consentire interrogazioni e scoperte avanzate senza la necessità di movimentare le informazioni, garantiscono un livello superiore di governance e sicurezza. Grazie al concetto di "gravità del dato", inteso come peso specifico delle informazioni, i dati aziendali non devono essere movimentati continuamente: il database è in grado di leggere diversi formati e semantiche differenti, dando contesto alle informazioni e garantendo al contempo una qualità superiore, una discovery avanzata e una sicurezza nativa per definizione.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato