Scopri i vincitori degli Italian Project Awards 2025
Nasce una società dedicata per sviluppare un hub europeo per l'interoperabilità aperto a tutti i prestatori qualificati di servizi fiduciari
Aruba e Asseco Data Systems, società con sede principale in Polonia specializzata in soluzioni IT e servizi fiduciari, hanno costituito una joint venture finalizzata alla realizzazione di un hub europeo per lo scambio transfrontaliero di comunicazioni elettroniche certificate qualificate.
L'iniziativa segna una nuova tappa nella collaborazione tra i due operatori, attiva dal 2025, e punta a creare un tassello fondamentale dell'infrastruttura europea per il recapito elettronico, portando su scala continentale l'esperienza maturata in Italia con la PEC e in Polonia con il sistema e-Doręczenia.
La nuova società si occuperà dello sviluppo di un hub di interscambio progettato per consentire ai prestatori qualificati di servizi fiduciari (Qualified Trust Service Provider, QTSP) di recapitare comunicazioni elettroniche oltre i confini nazionali attraverso servizi elettronici di recapito certificato qualificato (Qualified Electronic Registered Delivery Services, QERDS), in conformità al quadro normativo eIDAS. Inizialmente aperta a tutti i prestatori qualificati di servizi fiduciari dell'Unione europea, l'infrastruttura è destinata a fungere anche da punto di accesso per i fornitori di servizi di recapito elettronico extraeuropei. Concepito come componente essenziale dell'infrastruttura digitale sovrana europea, l'hub punta a superare la frammentazione tra i sistemi nazionali e a consentire a imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini di scambiare comunicazioni elettroniche con pieno valore legale oltre i confini nazionali, rispondendo alle esigenze di un'economia digitale sempre più globale.
Per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, questa evoluzione renderà possibile utilizzare servizi interoperabili di comunicazione certificata nei rapporti con soggetti di altri Paesi europei. Si tratta di un'opportunità particolarmente significativa per le aziende che operano a livello internazionale e hanno la necessità di trasmettere contratti, documenti e comunicazioni formali, potendo dimostrare con valore legale l'avvenuta consegna e ricezione dei messaggi, l'identità dei soggetti coinvolti, l'invio e la ricezione delle comunicazioni, nonché l'integrità e la riservatezza dei dati. L'eliminazione delle barriere tra i sistemi nazionali potrà quindi contribuire a semplificare i processi aziendali e a rafforzare la competitività delle imprese all'interno del mercato unico.
L'hub sarà progettato per operare con standard e soluzioni tecnologiche differenti e per gestire le evidenze di invio e ricezione tra i diversi prestatori di servizi, mentre il contenuto delle comunicazioni rimarrà presso i fornitori del mittente e del destinatario. L'infrastruttura si avvarrà inoltre di data center situati in Europa, secondo un modello che coniuga interoperabilità, protezione delle informazioni e controllo europeo sulla gestione delle comunicazioni certificate.

A rendere possibile questa evoluzione è il Regolamento eIDAS 2.0, che consente ai prestatori qualificati di concordare modalità di interoperabilità tra i rispettivi servizi di recapito certificato. Pur non imponendo tale interoperabilità, il quadro normativo europeo crea le condizioni per questa forma di cooperazione, riconoscendo ai servizi qualificati specifiche presunzioni legali in merito all'integrità dei dati, all'identità del mittente e del destinatario e all'esattezza della data e dell'ora di invio e ricezione. La joint venture nasce proprio con l'obiettivo di tradurre questa possibilità normativa in un'infrastruttura condivisa, basata su un modello di governance aperto e accessibile agli operatori qualificati di tutta l'Unione.
“Le norme europee rendono possibile l’interoperabilità, ma non bastano a realizzarla: serve qualcuno che la renda concreta. Ed è esattamente ciò che stiamo facendo insieme ad Asseco, le cui competenze nell’ambito dei servizi fiduciari ne fanno un partner naturale. Nessuno dovrebbe essere costretto a cambiare la propria casella di posta, i software che utilizza o le proprie abitudini. Il nostro compito è far dialogare sistemi diversi, rendendone invisibile la complessità, affinché inviare una comunicazione certificata in un altro Paese europeo diventi semplice quanto inviarla all’interno del proprio Paese. E non si tratta di un’iniziativa riservata a due soli operatori: le porte sono aperte a chiunque voglia contribuire”, commenta Andrea Sassetti, Amministratore Delegato di Aruba PEC.
“Il percorso avviato con Aruba nel 2025 ha dimostrato che sistemi nazionali differenti possono dialogare tra loro nel pieno rispetto delle regole europee. Oggi, con la costituzione della joint venture, trasformiamo il successo del progetto pilota realizzato insieme in un'iniziativa dedicata, con l'obiettivo di estendere questo modello all'intero mercato dell'Unione Europea. Siamo convinti che la realizzazione di una soluzione in grado di consentire lo scambio di documenti certificati tra Paesi diversi in modo semplice, sicuro ed economicamente conveniente contribuirà a rendere l'economia europea più forte e competitiva”, conclude Andrzej Dopierała, Presidente di Asseco Data Systems.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato