▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...

Assunzioni introvabili e potenziale sprecato: le due facce del mercato del lavoro italiano

Presentato il Terzo Report di CNEL e Unioncamere: il divario tra domanda e offerta non è solo questione di competenze, ma chiama in causa la bassa partecipazione al lavoro, la stabilità dei ruoli e le condizioni occupazionali.

Mercato e Lavoro

Nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato 2.869.000 assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedono serie difficoltà nel reperire il personale necessario. Questo paradosso emerge con forza dal Terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro, realizzato da CNEL e Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Istat e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che per la prima volta offre una lettura integrata tra previsioni, offerta disponibile e flussi effettivi di entrata e uscita. La domanda di lavoro si concentra per circa il settantadue percento nel settore dei servizi, con le micro e piccole imprese che pianificano oltre un milione e ottocentomila assunzioni, mentre le maggiori difficoltà di reperimento si registrano nel comparto delle costruzioni, nelle industrie del legno e del mobile, nel settore metalmeccanico e nei servizi informatici. Tuttavia, il problema non riguarda unicamente le professionalità altamente specializzate, ma investe ampiamente anche tecnici, operai qualificati, addetti alla manutenzione e personale della ristorazione.

Il documento evidenzia come esista un immenso bacino occupazionale inutilizzato che rimane ai margini del mercato, composto non solo dai disoccupati tradizionali ma soprattutto da forze di lavoro potenziali e inattivi, tra cui spiccano quasi quindici milioni di donne inattive penalizzate nelle età centrali dagli impegni di cura familiare, oltre a giovani diplomati e laureati la cui inattività è prevalentemente concentrata nel Mezzogiorno. Analizzando i dati delle Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro, emerge inoltre che molte delle posizioni difficili da coprire sono caratterizzate da un intenso ricambio occupazionale, dove le attivazioni si equivalgono quasi alle cessazioni. Ciò dimostra che gran parte del fabbisogno non nasce dalla creazione di nuovi posti di lavoro, ma dalla necessità continua di sostituire lavoratori che lasciano l'impiego a causa dell'instabilità, della stagionalità e di condizioni occupazionali poco attrattive che rendono difficile per le aziende trattenere il personale.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Notizie correlate

Iscriviti alla nostra newsletter

Soluzioni B2B per il Mercato delle Imprese e per la Pubblica Amministrazione

Iscriviti alla newsletter

www.impresacity.it - 8.5.7 - 4.6.4 - X0