Dall'elevata dipendenza dai cloud provider extra-UE alla rapida adozione dell'IA nel settore bancario e assicurativo, il nuovo report di Deloitte evidenzia le priorità strategiche per l'autonomia economica dell'Europa.
La crescita esponenziale dei servizi digitali e la diffusione accelerata dell'intelligenza artificiale rendono improrogabile un cambio di passo per l'ecosistema economico e finanziario europeo. È quanto emerge dal report “Sovranità Digitale & Finanziaria. Navigare il cambiamento nell’Era della Trasformazione”, realizzato da Deloitte in qualità di Knowledge Partner di ABI per la prima edizione di WeSec - Il Salone della Sicurezza, in programma a Milano il 22 e 23 settembre. Lo studio mette in luce una forte dipendenza strutturale da fornitori extra-UE, un fattore che rappresenta una vulnerabilità critica per la stabilità e la competitività del Vecchio Continente.
Nonostante la forte espansione dei pagamenti digitali - che nel primo semestre del 2025 hanno raggiunto quota 77,7 miliardi di transazioni non-cash nell'area euro, registrando un incremento del 7,7% su base annua - le infrastrutture sottostanti mostrano evidenti fragilità. Il mercato del cloud computing europeo vede il principale operatore locale detenere una quota di appena il 2%, mentre quasi due terzi dei pagamenti con carta transitano su sistemi extraeuropei. A questa situazione si aggiunge l'impatto della transizione tecnologica: secondo i dati del report OCSE–Banca d'Italia, l'intelligenza artificiale è già una realtà consolidata nel 70% del comparto assicurativo e nel 59% di quello bancario. Tuttavia, il 75% delle imprese che utilizzano l'IA si affida a servizi cloud di terze parti e il 39% impiega modelli sviluppati da provider esterni, amplificando ulteriormente i rischi legati alla dipendenza tecnologica.
La sfida della sovranità non è solo infrastrutturale ma anche culturale. Come evidenziato dall'indagine IACOFI della Banca d'Italia, l'Italia registra un livello di alfabetizzazione finanziaria digitale pari a 4,6 su 10, posizionandosi al di sotto della media dei Paesi OCSE e tra gli ultimi posti nell'Unione Europea. Per colmare questo divario e rafforzare l'autonomia strategica, il report di Deloitte individua tre direttrici fondamentali: la definizione di una governance solida basata su una stretta collaborazione pubblico-privata, una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera e la necessità di nuovi investimenti mirati sulle infrastrutture tecnologiche proprietarie.
Come sottolineato da Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, affrontare queste priorità con un approccio collaborativo è essenziale per dare vigore alla competitività europea. Sulla stessa linea Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea, che ribadisce come la resilienza digitale sia inscindibilmente legata alla stabilità del sistema finanziario e alla capacità di integrare gli strumenti di pagamento a livello tecnologico, monetario e infrastrutturale.
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