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Intelligenza artificiale e lavoro in Italia: il 72% si sente più efficiente ma crescono i timori

Secondo la ricerca HR & Payroll Pulse di SD Worx, i dipendenti italiani sono tra i più convinti del ruolo dell'IA nelle proprie mansioni, ma emergono forti lacune nella formazione aziendale e nella governance etica in vista dei nuovi obblighi dell'AI Act.

Mercato e Lavoro

L'intelligenza artificiale si conferma un prezioso alleato per la produttività, ma solleva interrogativi e preoccupazioni sul fronte della formazione e della governance aziendale. Secondo la ricerca “HR & Payroll Pulse” condotta da SD Worx, il 72% dei lavoratori italiani che utilizza regolarmente l’IA dichiara di essere diventato più efficiente. Nonostante l'utilizzo quotidiano riguardi attualmente poco più di un dipendente su quattro (il 27%, un dato leggermente inferiore alla media europea del 29%), l'Italia si distingue per una forte convinzione riguardo al futuro tecnologico. Ben il 57% dei lavoratori italiani prevede infatti che l'intelligenza artificiale svolgerà una quota rilevante o la maggioranza dei propri compiti quotidiani, superando nettamente la media europea del 46,5%. Tuttavia, questa consapevolezza si accompagna a un livello di ansia superiore rispetto al resto d'Europa: il 30% dei dipendenti italiani teme che l'IA possa rendere superflua una parte significativa delle proprie mansioni, una percentuale che sale addirittura al 45% tra coloro che già la utilizzano quotidianamente. Nonostante questi timori, la maggioranza dei lavoratori, pari al 62%, resta convinta che le proprie peculiari abilità umane non potranno essere completamente rimpiazzate dalle macchine, interpretando l'avvento dell'intelligenza artificiale come una condivisione delle mansioni piuttosto che come una sostituzione integrale. Un nodo cruciale emerso dall'indagine riguarda la formazione e il supporto aziendale.

Sebbene l'AI Act europeo imponga ai datori di lavoro di garantire un livello appropriato di alfabetizzazione tecnologica, solo il 20% dei dipendenti percepisce che la propria azienda stia guidando attivamente la forza lavoro verso questa transizione, e appena il 53% di chi utilizza già l'IA dichiara di ricevere un supporto adeguato. A ciò si aggiunge una significativa criticità sul fronte della governance etica: solo il 49% dei datori di lavoro italiani afferma di possedere una governance HR per l'utilizzo responsabile dell'IA, e appena il 38% dei lavoratori ritiene che la propria organizzazione agisca seguendo principi etici, un valore inferiore alla media europea del 52%, mentre le aziende sono chiamate ad adeguarsi ai requisiti di trasparenza previsti dalla normativa comunitaria.

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