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Dynatrace Innovate Roadshow: un approccio univoco alla telemetria

L’azienda americana spinge su una gestione dei log uniforme e altamente centralizzata.

Tecnologie

Ritrovo di partner e clienti al Dynatrace Innovate Roadshow di Milano. Una vasta platea che si è portata a casa il valore delle testimonianze dei tanti clienti che si sono avvicendati sul palco. Il segnale è evidente: la gestione unificata della telemetria è un tema più che mai attuale, anche in contesti non necessariamente enterprise.

La diffusione dei servizi applicativi cloud, l’ampliamento del perimetro architetturale, con la conseguente esplosione degli attacchi veicolati attraverso applicazioni e servizi, ha reso un tema da specialisti il verbo di cui si disquisisce nei consigli di amministrazione. In ambienti tecnologici così fortemente dipendenti dai servizi applicativi, i log diventano il primo, se non l’unico, elemento da “attenzionare” in tempo reale.

Lo sforzo di Dynatrace per sensibilizzare il mercato prosegue con grande intensità soprattutto attraverso acquisizioni (Blindplane) e partnership di alto livello (ServiceNow), e l’impressione è che, anche in Italia e anche in contesti aziendali non necessariamente estesi, finalmente stia crescendo una maggiore consapevolezza per un’analisi e una gestione proattiva e non più reattiva del tipo: è successo questo, andiamo a vedere perché, quando ormai è tardi.

L’AI e il volume dei log

Emanuele Cagnola – Regional VP Italy e Spain di Dynatrace – parte dagli spunti di The State of Log Management 2026 pubblicato recentemente. L’evidenza principale è che i carichi di lavoro derivanti dall’incremento di utilizzo dell’AI hanno determinato un aumento del 93% del volume dei log nell’ultimo anno. Ancora, le aziende utilizzano in media 7 strumenti diversi per gestire log e telemetria, ed escludono in media l’86% dei dati di log perché, letteralmente, “non ci stanno dentro”, infine spendono circa 2,5 milioni di dollari all’anno in soluzioni per la gestione dei log.

Insomma, in un contesto già complesso e sfidante, ora ci si mette anche l’AI a complicare le cose. Focalizzandoci su quei 2,5 milioni di dollari all’anno spesi solo per la gestione dei log, cifra decisamente corposa, cerchiamo di capire se e come se ne possa uscire secondo Dynatrace. Ovvero, se proprio non si può immaginare una riduzione dei costi di gestione dei log, vediamo se non si riesca a ottenere un risultato migliore allo stesso prezzo.

Sempre secondo il report, le soluzioni di logging abilitano acquisizione, gestione, archiviazione, indicizzazione, ripristino e interrogazione dei log. Il problema è che la mole di dati da considerare sta crescendo esponenzialmente, mentre risorse e budget nella migliore delle ipotesi rimangono gli stessi. Dunque, che fare? La soluzione, secondo Dynatrace, si chiama centralizzazione e unificazione degli output e a un consolidamento dell’offerta che garantisca una gestione completa lungo tutto il ciclo di vita del log stesso.

Approccio unificato alla telemetria

La maggior parte dei sistemi di logging non è progettata per la scalabilità, la velocità o la complessità degli ambienti basati sull'AI – ci dice Mala Pillutla, Vice President of Log Management di Dynatrace -. Poiché gli agenti AI operano in modo probabilistico, trattare log, metriche, tracce ed eventi come segnali separati non è più praticabile. Per rendere i sistemi AI affidabili, le aziende hanno bisogno di un approccio unificato e intelligente che riunisca la telemetria in tempo reale, arricchendola con un contesto approfondito per consentire decisioni consapevoli”.

Per comprendere appieno il significato delle parole della manager Dynatrace, è necessario rinfrescarsi la memoria sul concetto di telemetria – il monitoraggio dei segnali raccolti a seguito delle attività dei servizi applicativi presenti in azienda. La telemetria non si occupa solo di analizzare i log ma può e deve considerare le metriche, ovvero dati di performance, e le tracce che lascia la singola operazione lungo i diversi sistemi aziendali. Secondo Dynatrace il momento dell’approccio unificato è ora.

Se è vero che il costo e il valore non sono proporzionalmente allineati – prosegue Pillutla – e che i dati di log stanno crescendo esponenzialmente, rinunciare all’86% dei dati di log, come sostiene la nostra ricerca, non è la soluzione perché si influenza l'osservabilità e si rischia di sacrificare un dato che, dopo una criticità, potrebbe risultare determinante da analizzare”.

È questa la considerazione alla base della acquisizione di Bindplane da parte di Dynatrace. “Se con Dynatrace i clienti possono gestire volumi di telemetria che nessun altro fornitore può garantire – ricorda Pillutla -, con l’acquisizione di Bindplane, possiamo garantire la piena fedeltà dei dati. Inoltre, BindPlane, a differenza di altre soluzioni è completamente basata su OTel (OpenTelemetry, lo standard aperto che tutti i servizi applicativi dovrebbero usare per condividere e unificare i dati di log). Il che garantisce evidentemente la massima interoperabilità tra i servizi applicativi”. Grazie all’acquisizione di Bindplane, insomma, Dynatrace si configura come l'unico fornitore che offre una pipeline di telemetria e log in un'unica piattaforma unificata.

La sfida – chiosa Pillutla - non è la mancanza di informazioni nelle organizzazioni, bensì la carenza di segnali di qualità. Quando le informazioni vengono raccolte senza essere filtrate, i team IT finiscono per dedicare più tempo alla loro gestione che all’analisi e all’apprendimento. Spostare l’intelligenza a monte significa filtrare, arricchire e instradare le informazioni più rilevanti prima che raggiungano i sistemi a valle. In questo modo, si riduce il volume da gestire, le spese si abbassano e la qualità complessiva migliora, poiché vengono mantenuti solo gli elementi più significativi”.

Siamo al sicuro?

Tutto molto chiaro, insomma. Un’ultima riflessione va al modello di protezione dei log, per evitare alterazioni e manomissioni. In un contesto già complesso di suo è garantito che l’attaccante ci sguazzi. Sappiamo dell’importanza di mantenere log e telemetrie al riparo da modifiche e osserviamo che, non da oggi, per Dynatrace il tema è caldissimo. La strategia dell’azienda per la protezione di questo tipo di dati prevede la realizzazione di un data lakehouse proprietario (Grail) in cui si memorizzano i log rendendoli immutabili e protetti in un luogo fisico invalicabile.

Inoltre, l’azienda applica tecniche di Data Masking e di monitoraggio preventivo prima della memorizzazione in Grail. Infine, è previsto un modello di permission in Gail orientato a far vedere solo quello che serve a un determinato utente e uno strumento di log forensic, ovvero un’indagine in tempo reale con l’ausilio di Davis AI – l’AI di Dynatrace – delle mutazioni anomale dei log.

Si comprende che, in fondo, il modello utilizzato è molto simile a ciò che propone un qualsiasi vendor di security allineato ai tempi in un qualsiasi contesto di protezione dei dati. E, come i suddetti modelli, le criticità non mancano. Chi ha dei dubbi punta il dito sui costi crescenti di gestione dei dati e sulla possibilità di modificare log e telemetrie in maniera trasparente e, magari, su applicazioni obsolete e legacy. Infine, attenzione alla presunta infallibilità di Davis AI: come tutti i modelli AI, anche Davis AI non è immune da allucinazioni.

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