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Abacus Group, "one stop shop" per il digitale italiano

Il gruppo nato per acquisizioni successive debutta ufficialmente e si propone come partner tecnologico a tutto tondo delle PMI italiane, puntando a una crescita sostenuta

Trasformazione Digitale

Un progetto industriale ambizioso che potrebbe portare alla creazione di quello che molte PMI italiane cercano affannosamente da tempo: un partner che abbia sia l'offerta tecnologica sia le capacità consulenziali per affiancarle - e, spesso, guidarle - in una adozione efficace del digitale. Il progetto, avviato nel 2022, è quello che ha portato ora al debutto ufficiale di Abacus Group, organizzazione che parte con oltre 450 dipendenti e 14 sedi in Italia, "dote" delle aziende tecnologiche acquisite nel tempo e ora in via di "omogeneizzazione" nel nuovo gruppo.

La logica di crescita per acquisizioni di Abacus Group, seguita finora, è semplice: acquisire man mano società tecnologiche dotate di competenze verticali specialistiche complementari, per integrarle fra loro in un modello integrato di servizi ICT. In estrema sintesi, questo percorso - che non è affatto terminato, anzi è destinato dichiaratamente a proseguire - porta verso un operatore capace di giocare una partita a tutto tondo quando si tratta di Trasformazione Digitale delle imprese clienti. Con una ampia offerta di servizi e competenze che servono a risolvere il principale macro-problema delle aziende italiane: tradurre le potenzialità delle nuove tecnologie in risultati concreti.

"Riteniamo che buona parte delle società italiane abbia già fatto investimenti tecnologici consistenti, ma le nuove tecnologie non sono ancora pienamente integrate nei processi operativi di quelle imprese, soprattutto nel caso delle PMI", spiega infatti Michele Lamartina, Amministratore Delegato di Abacus Group. E il gap tra innovazione tecnologica, capacità di esecuzione e risultati misurabili è il punto principale su cui la neo-società intende lavorare. Perchè se le le priorità strategiche delle organizzazioni (efficienza, controllo dei costi, skill, resilienza, sicurezza, compliance...) sono chiare, meno chiaro è come identificare e poi applicare le leve tecnologiche che le indirizzano.

Michele LamartinaFonte: Business Press per Abacus Group

Abacus Group un suo metodo da proporre ce l'ha, e ben preciso. "Si parte - spiega Lamartina - da una roadmap chiara e coerente degli obiettivi di business dell'azienda, da cui capire quali tecnologie possono aiutare, e come, a soddisfare queste esigenze. Identificate le tecnologie chiave, si definisce un piano di adozione integrato in cui tutte procedono di pari passo, in un ciclo di vita ICT che guarda anche alla rapidità di esecuzione, dato che oggi qualsiasi progetto deve comunque avere un ritorno misurabile nell'arco di mesi, non certo di anni".

E se in questo percorso di innovazione il partner tecnologico è uno solo, come si propone di essere Abacus Group, è molto meglio per la tipica impresa italiana di dimensioni medio-piccole. "Questo tipo di clienti - sottolinea Lamartina - non ha bisogno di un ulteriore fornitore da aggiungere alla propria lista, perché ciò non farebbe altro che aggiungere complessità. Per questo la nostra proposta è consolidare: coprire l'intero ambito ICT mettendo a disposizione dei clienti tutte le competenze specialistiche delle società che Abacus ha acquisito, competenze che si integrano in un unico modello operativo trasversale".

La struttura dell'offerta

Le competenze e l'offerta di Abacus Group sono state man mano organizzate in tre linee di business battezzate Infrastructure & Managed Services, Digital & AI Transformation, Workforce & Talent. Si parte quindi dal "basso" - la parte Infrastructure & Managed Services - con una offerta di tecnologie di base che comprende tra l'altro servizi di connettività, hosting, business continuity e disaster recovery, unified communications, cybersecurity, un NOC, servizi a valore aggiunto in ambito data center e cloud. Qui gioca un ruolo importante la forte presenza di Abacus Group nel Centro-Sud, con il preciso obiettivo di colmare il gap del digital divide legato alla connettività di base.

La componente di Digital & AI Transformation comprende molti ambiti che sono in un certo senso abilitati e supportati dalla componente infrastrutturale: sviluppo, automazione, business platform, analytics, intelligenza artificiale, system integration, consulenza. Con in più un filone significativo di "Digital Products": soluzioni già strutturate e ingegnerizzate per una implementazione il più possibile veloce e concreta, in settori che spaziano dalla gestione delle performance operative alla farmacovigilanza, dalla compliance all'information management sino all'automotive.

La parte di Workforce & Talent Solutions è trasversale alle altre due linee di business, in quanto prevede essenzialmente la "fornitura" di competenze specialistiche e team qualificati di risorse che le aziende clienti possono sfruttare per supportare progetti complessi, picchi di lavoro ed evoluzioni organizzative. Con in più il valore aggiunto di applicare i modelli operativi e di integrazione strutturata che ha sviluppato più in generale Abacus Group.

Fonte: Abacus Group

Con questa offerta strutturata e ben organizzata, Abacus Group oggi intende rivolgersi principalmente al mercato delle piccole e medie imprese, una categorizzazione che per la neo-società è in effetti piuttosto estesa verso l'alto: comprende le aziende con un numero di dipendenti tra 50 e 500, un segmento di clienti dove può far valere la capacità di agire come "one stop shop" tecnologico e consulenziale. Non che ad Abacus Group non interessi anche il segmento più Enterprise, in cui tra l'altro già si trovano alcuni clienti importanti delle società del Gruppo. In questo ambito la società punta in particolare sulle sue competenze specialistiche, da veicolare direttamente o con l'intermediazione di qualche system integrator.

Il metaforico punto di partenza per Abacus Group è il consolidato a fine 2025: circa 45 milioni di euro di ricavi aggregati, generati in maggioranza (65% circa) dalle business line Infrastructure & Managed Services e Digital & AI Transformation. Da qui la prospettiva di sviluppo prevede di superare i 200 milioni di fatturato entro il 2029, con una crescita sia organica - già a breve termine c'è un buon potenziale di cross selling sui clienti esistenti del gruppo - sia per acquisizioni. In questo senso, aver raggiunto una dimensione di gruppo significativa apre la strada ad acquisioni più corpose ripetto a quelle completate sinora. Con un occhio dichiaratamente rivolto anche allo sviluppo internazionale.

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