Delineato un percorso pratico e scalabile per combinare informatica quantistica, classica e intelligenza artificiale attraverso software aperti e workflow coordinati
Da IBM arriva la prima architettura di riferimento per il quantum-centric supercomputing, per integrare i computer quantistici nell'attuale panorama dei supercomputer. L’architettura evidenzia come i processori quantistici possono lavorare insieme a GPU e CPU, nei sistemi on-premise, nei centri di ricerca e in cloud, per affrontare sfide scientifiche che nessun singolo approccio informatico può risolvere da solo.
Disegnata per i workload attuali ma sufficientemente flessibile da evolversi al loro variare, l’architettura riunisce sistemi quantistici e classici in un ambiente di elaborazione unificato, combinando hardware quantistico con l’infrastruttura classica ad alte prestazioni, inclusi cluster di CPU e GPU, reti ad alta velocità e storage condiviso per supportare workload computazionalmente intensivi e la ricerca di nuovi algoritmi.
Come evidenzia una nota, l’approccio di IBM consente workload coordinati che uniscono l’informatica quantistica a quella classica. L’orchestrazione integrata e i framework software aperti, tra cui Qiskit, consentono a sviluppatori e scienziati di accedere alle funzionalità quantistiche attraverso strumenti e workload conosciuti, semplificando l’applicazione del quantum computing a problemi reali in settori come la chimica, la scienza dei materiali e l’ottimizzazione.
Gli scienziati stanno già utilizzando i computer quantistici di IBM in architetture quantum-centric per fornire risultati accurati in esperimenti reali. Inoltre, con l’emergere di nuovi algoritmi quantistici, l’ecosistema globale di clienti e partner di IBM continuerà a sviluppare questa architettura per supportare risorse, reti e capacità software sofisticate. Per esempio, IBM e il Rensselaer Polytechnic Institute stanno lavorando per migliorare il modo in cui i workflow possano essere schedulati e orchestrati senza soluzione di continuità tra risorse di quantum computing e high performance computing. Con l'emergere di nuovi algoritmi questa architettura evolverà per guidare la prossima serie di applicazioni in chimica, scienza dei materiali e ottimizzazione, con una crescita esponenziale.
“Più di quattro decenni fa, il fisico teorico americano e premio Nobel Richard Feynman immaginò un computer capace di simulare la fisica quantistica. Da allora, IBM lavora per dare vita a quel sogno. I computer quantistici di oggi hanno dimostrato la loro capacità di affrontare le parti dei problemi scientifici governate dalla meccanica quantistica, dalla chimica, dal comportamento molecolare e da dinamiche complesse. Il futuro di questi ambiti di ricerca risiede nel quantum-centric supercomputing, in cui i processori quantistici collaborano con il calcolo ad alte prestazioni classico per risolvere problemi che oggi non sono affrontabili. IBM oggi sta sviluppando la tecnologia e i sistemi che trasformeranno questo futuro dell'informatica in realtà”, commenta Jay Gambetta, Direttore di IBM Research e IBM Fellow.