Idrogeno: nuovi investimenti per l'Italia grazie ai progetti UE

Quattro imprese e progetti italiani saranno finanziati dalla UE con 500 milioni connessi all'IPCEI Hy2Use

Tecnologie

NextChem, Rina-CSM, SardHy e South Italy Green Hydrogen sono le quattro imprese/progetti italiani che, grazie all'avvio del secondo IPCEI europeo sull’idrogeno, riceveranno circa 500 milioni di finanziamento. La Commissione europea ha infatti dato il via libera al progetto di interesse comunitario Hy2Use, che prevede 5,2 miliardi di aiuti pubblici alle aziende di settore dell'Unione, selezionate in base ai progetti presentati.

Come sempre capita per gli investimenti approvati dalla UE in campo ricerca applicata, si punta anche al fatto che i fondi pubblici possano creare un circolo virtuoso di investimenti pubblici e privati. Si stima, nel caso di Hy2Use, che il progetto possa attivare ulteriori 7 miliardi di finanziamenti privati, di cui 1 miliardo in Italia.

Hy2Use - che tra l'altro è stato inserito dal Ministero dello Sviluppo Economico tra i progetti per i quali è prevista l’attivazione delle risorse del PNRR - mira ad incrementare la fornitura di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio. Ma anche a consentire lo sviluppo e la prima applicazione industriale di tecnologie pulite e innovative per l'idrogeno in altri settori industriali come il cemento, l'acciaio e il vetro.

Da NextChem, Rina-CSM, SardHy, South Italy Green Hydrogen sono stati presentati investimenti che si concentrano sullo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione dell'idrogeno, nonché sulle applicazioni nel settore della mobilità.

Il dettaglio dei progetti

NextChem, che è una controllata di Maire Tecnimont, riceverà 194 milioni per lo sviluppo di un impianto waste-to-hydrogen, collegato alla cosiddetta Hydrogen Valley di Casaccia, vicino Roma, che la società descrive come "il primo incubatore tecnologico su scala industriale per lo sviluppo della filiera nazionale per la produzione, trasporto, accumulo e utilizzo dell’idrogeno".

NextChem porta in dote una tecnologia proprietaria da usare per generare idrogeno a partire da rifiuti solidi non riciclabili. Si stima che - a regime, quindi prevedibilmente nella prima metà del 2027 - gli impianti della Hydrogen Valley produrranno, ogni anno, circa 1.500 tonnellate di idrogeno e 55 mila tonnellate di etanolo a partire da 200 mila tonnellate di rifuti. La produzione di idrogeno crescerà in funzione dell’evoluzione della domanda, fino a 20 mila tonnellate annue, riducendo proporzionalmente i volumi di etanolo.

SardHy Green Hydrogen è una società nata dal progetto congiunto di Enel Green Power e Saras legato allo sviluppo di idrogeno verde in Sardegna. Nell'ambito di Hy2Use si occuperà di installare un elettrolizzatore da 20 MW nel sito industriale di Sarroch, in provincia di Cagliari. L'impianto, alimentato esclusivamente da energia rinnovabile di Enel Green Power, sarà destinato a produrre idrogeno verde diretto alla raffineria di Saras con lo scopo di ridurre il "carbon footprint" dei processi di raffinazione.

Si muove sulla stessa linea il progetto South Italy Green Hydrogen, che è portato avanti da ENI ed Enel. Come per Sarroch, è legato alla decarbonizzazione delle attiviità delle raffinerie - in questo caso a Gela e Taranto - attraverso elettrolizzatori che produrranno idrogeno destinato ad alimentare gli impianti.

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