IBM, per l’AI conta sempre più la sicurezza dei dati

Un’indagine condotta a livello mondiale rivela le preoccupazioni legate all’adozione dell’Intelligenza Artificiale in azienda, con interessanti risultati a livello italiano

Tecnologie

Da IBM arriva l’AI for business adoption study, un’indagine svolta per comprendere non solo a che punto è l’adozione dell’intelligenza artificiale, ma anche in quali direzioni si sta muovendo la sua applicazione, anche riguardo all’accelerazione della sostenibilità e dell’utilizzo etico, e di possono essere oggi i principali bias e gli ostacoli da superare.

Lo studio, svoltosi tra marzo e aprile 2022 coinvolgendo 7500 decision maker aziendali in più di 20 Paesi, Italia compresa, ha innanzitutto ha messo in luce come l'adozione dell'AI a livello globale sia cresciuta costantemente nel corso dell'ultimo anno per il 35% degli intervistati. Questa crescita è dovuta al fatto che le aziende hanno riconosciuto il valore dell'AI man mano che investivano nella loro trasformazione digitale. Lo studio mostra, infatti, che l'adozione dell'AI è aumentata di 4 punti percentuali rispetto al 2021, nonostante la carenza di talenti e competenze di settore.

Non solo: per la prima volta il rapporto ha verificato i piani di utilizzo dell'AI nelle iniziative di sostenibilità delle aziende e ha rilevato che questa tecnologia è pronta a svolgere un ruolo significativo in quest’ambito. Il 66% dei professionisti IT intervistati ha dichiarato che la propria impresa sta attualmente applicando l'intelligenza artificiale, o ha intenzione di farlo, per accelerare sulle iniziative di ESG.

Ma lo studio ha anche rivelato che per i professionisti IT a livello globale, la preoccupazione principale nell’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale rimane legata alla sicurezza dei dati: in Italia, è fattore di preoccupazione per il 42% degli intervistati, seguito dalla capacità di assicurare governance, compliance e privacy dei dati. In Italia, il 42% delle imprese sta considerando l’utilizzo del Natural Language Processing (NLP) per affrontare questioni di security.


Inoltre, sempre per quanto riguarda il nostro Paese, trasparenza e presenza di un quadro etico all’interno del quale i modelli di intelligenza artificiale sono costruiti, gestiti e utilizzati sono sempre più fattori determinanti del successo di un’azienda sul mercato. Per l’83% dei professionisti intervistati, i consumatori sono più propensi a rivolgersi a un’impresa che sia in grado di dare evidenza a questi aspetti.

Va però detto che tra le aspirazioni e la realtà si frappongono diversi ostacoli, primo fra tutti la mancanza di professionisti con le giuste competenze per sviluppare e gestire una AI etica: un aspetto indicato da circa 6 intervistati su 10. Non meno rilevante è il fatto che manchino linee guida a tutti i livelli, ovvero governativo, di settore e aziendale, e la presenza di bias già all’interno dei dati stessi.

È anche per questo che al fine di assicurare che la propria AI sia affidabile e responsabile, le aziende stanno implementando diverse strategie, prima fra tutte la salvaguardia della privacy dei dati lungo tutto il ciclo di vita dell’intelligenza artificiale. Per l’Italia, questa è la prima azione per il 43% degli intervistati, assieme alla capacità di monitorare l’AI lungo tutti gli ambienti cloud e AI (43%), oltre che l’attenzione a minacce e potenziali incursioni per assicurare che i sistemi rimangano intatti (42%).

"Più di un terzo delle aziende intervistate nell'IBM Global AI Adoption Index 2022 dichiara di utilizzare oggi l'AI per rispondere a una miriade di diverse necessità e pressioni. Si rivolgono all'AI per affrontare la mancanza di competenze e di manodopera, per rispondere alle pressioni della concorrenza e, sempre più spesso, anche per affrontare le questioni legate all’ambiente. La maggior parte degli intervistati ha dichiarato che sta già utilizzando o intende utilizzare l'AI nell'ambito delle proprie iniziative di sostenibilità. Tutte queste tendenze indicano il ruolo crescente che questa tecnologia sta svolgendo sia all'interno delle organizzazioni sia nella società", commenta Tom Rosamilia, Senior Vice President di IBM Software.

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