Red Hat: il valore del cloud anche nell'edge industriale

Il mondo industriale è oggi quello di riferimento per l'edge computing. E anche quello che mostra meglio il valore di piattaforme tecnologiche per un cloud "trasversale".

Industria 4.0

Da quando si è inizialmente affermato ad oggi, il concetto del cloud è molto cambiato. La sua prima interpretazione di cloud pubblico basato sui data center dei grandi hyperscaler ha lasciato il passo all'idea dal multicloud ibrido, fatto di una pluralità di nodi che possono essere tanto on-premise quanto localizzati nei data center di diversi provider. E che possono essere più o meno grandi, più o meno locali, più o meno specializzati. A seconda di quello che di volta in volta serve, e interessa, all'azienda utente.

La concezione del multicloud ibrido resta corretta ma, oggi, è forse ancora più preciso immaginare il cloud come una architettura di riferimento che si concretizza in un continuum di implementazioni. I grandi cloud pubblici, i cloud privati, le realtà ibride, i mini-cloud (o i Micro Data Center, per usare un'espressione in voga un paio di anni fa) alla periferia della rete. Che è periferia ormai solo topologicamente e non certo per importanza, dato il rilievo che sta assumendo l'edge computing. È all'edge che si generano i dati, quindi l'edge è per molti versi ancora più importante del centro della rete.

Dal cloud come luogo (i data center dei grandi nomi dell'IT) siamo man mano passati al cloud come paradigma: un modo di concepire l'attivazione e il consumo delle risorse IT, non importa dove questo poi accada in concreto. L'elemento unificante in questo scenario deve essere quello delle piattaforme tecnologiche di base: i "mattoncini" fondanti del cloud devono essere gli stessi, quindi adattabili a scenari d'implementazione ed uso anche molto diversi fra loro.

"La necessità di estendersi all'edge - spiega in questo senso Giorgio Galli, Manager Solution Architect & Sales Specialist Italy di Red Hat - deriva dalla domanda stessa del mercato, che ovunque va verso l'implementazione di casi d'uso edge, in tutti i settori di industria". Non è immediato fare sì che le medesime tecnologie che muovono un data center da migliaia di nodi possano funzionare allo stesso modo in ambienti edge anche molto specializzati, come ad esempio una fabbrica. Ma oggi è necessario non solo che questo accada, ma anche che l'estensione delle tecnologie dal centro all'edge sia funzionale ed efficace.

L'obiettivo è mettere l'azienda utente nelle condizioni di implementare ovunque nella propria infrastruttura ciò che sta sviluppando in logica cloud-native, come una nuova applicazione o un nuovo servizio. Una trasposizione attuale dell'ormai storico "write once, run anywhere" che da Java in poi ha sempre affascinato l'IT. E non solo per questioni tecniche: anche per capitalizzare meglio l'esperienza che si fa sulle nuove tecnologie, per non dipendere da fornitori o cloud provider specifici, per favorire la crescita di un ecosistema di sviluppatori e soluzioni.

Attenzione al manufacturing

L'edge computing è un settore sempre più ampio. Ma è evidente che oggi i suoi temi interessano soprattutto alle aziende del campo industriale e in particolare del manufacturing. Dove la complessità tecnologica non manca - pensiamo solo a quante piattaforme hardware diverse vanno "assorbite" in una implementazione edge - e dove l'ostacolo tecnologico si unisce a un altro, quasi culturale: le nuove applicazioni qui sono a cavallo di due mondi - l'IT e l'OT - che storicamente si sono parlati sempre molto poco, se non per nulla.

L'ostacolo tecnologico si supera, nella visione di Red Hat, utilizzando piattaforme mirate sia per lo scopo che ci si prefigge (raccogliere dati, analizzarli, eseguire workload...), sia per dove questo deve essere raggiunto (nel continuum che va dall'edge al centro della rete aziendale), sia per quali tipi di dispositivi si coinvolgono (dai sensori ai cluster centrali passando per i macchinari e i cluster periferici). Quindi, in pratica, tutta la parte OpenShift e Kubernetes per il layer più infrastrutturale, Ansible per l'automazione, i Red Hat Application Services combinati con i Red Hat Data Services per tutto ciò che è raccolta e gestione dei dati, analisi, logica applicativa.

"La vera difficoltà che oggi incontrano le aziende è poter integrare in maniera efficace i loro processi di business", spiega Alessandro Denicoli, Hybrid Cloud Solution Sales Specialist Italy di Red Hat: "Poter creare cioè un ciclo tra raccolta dati, analisi e azione che si basi su quella che spesso viene indicata come una 'single source of truth'. La quale non è semplice da creare nel mondo industriale, che storicamente opera con soluzioni molto verticali e separate".

Un portato storico che ovviamente ha ragioni ben valide per essersi affermato. "Nel mondo industriale la vera esigenza di business è garantire il funzionamento dell'OT. La sicurezza dei processi è fondamentale, questo è il motivo per cui nascono i silos che separano le diverse applicazioni e i loro dati. Inoltre la diversificazione delle componenti OT è comunque una esigenza di business, non uno svantaggio. La standardizzazione qui va raggiunta non certo sostituendo quelle componenti ma ponendo sopra di esse un livello di integrazione", sottolinea Denicoli.

Integrazione che è indispensabile per l'ambita single source of truth. Ma che va in un certo senso "venduta" all'OT. "Dobbiamo riuscire a far capire che, con le giuste garanzie tecnologiche, l'integrazione tra sistemi non ha impatti negativi sull'operatività: i sistemi critici possono essere connessi in modo sicuro", spiega Luca Bigotta, Application Services Solution Sales Specialist Italy di Red Hat. Fatto questo, man mano si possono sbloccare casi d'uso sempre più evoluti e interessanti. Mostrando che le nuove tecnologie hanno un valore di business anche per l'OT.

"Stiamo vivendo una fase particolarmente interessante del mercato - spiega in questo senso Bigotta - perché ora si può davvero dare, ai responsabili di contesti che prima erano magari molto chiusi, una nuova capacità di raccogliere e gestire informazioni". Gestione delle informazioni che ha anch'essa un continuum, estendosi dall'OT a tutta l'azienda e poi, nei casi d'uso più evoluti ma anche di maggior valore percepito, verso i clienti dell'azienda stessa.

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