Nutanix, risparmiare con il cloud

Il cloud di oggi permette flessibilità e rapidità di azione ma anche vantaggi economici, come è stato raccontato durante l’Economic Advantage Summit

Trasformazione Digitale Cloud
Innovazione sempre rapida, unita a maggiore flessibilità e più possibilità di scelta”, esordisce Andrew Brinded, Vice President e General Manager di Nutanix, per sintetizzare i vantaggi derivanti dall’adozione del cloud ibrido, che riunisce il meglio del cloud pubblico e di quello privato. L’occasione è l’Economic Advantage Summit, evento virtuale organizzato da Nutanix a fine marzo, nel quale è anche intervenuto Jon Cosson, Head of IT & CISO di JM Finn, società britannica specializzata in servizi finanziari e circa due anni cliente dell’azienda attiva nell’enterprise cloud computing.

Proprio l’esperienza di JM Finn è utile per dimostrare in maniera tangibile come un’infrastruttura cloud può essere la scelta ideale, soprattutto in questo momento storico nel quale le usuali esigenze di agilità nello sviluppare nuovi servizi per il business dettate dalla trasformazione digitale si sommano alle nuove necessità imposte dal mutamento di scenario dovuto alla pandemia. “L’approccio ibrido di Nutanix, che coniuga gli elementi positivi del cloud privato e quelli del pubblico con una piattaforma completamente software, permette di gestire al meglio i workload, sia on premise sia nel cloud”, prosegue Brinded,
andrew brinded nutanix
Andrew Brinded, VP e GM di Nutanix
introducendo le scelte tecnologiche di JM Finn.  

Sfide aggiuntive

Un anno fa, come è capitato a tutte le aziende del mondo in seguito al primo lockdown, anche la società specializzata in gestione degli investimenti JM Finn si è trovata da un giorno all’altro a dover mettere i propri dipendenti nella condizione di poter operare da remoto, con alcune sfide aggiuntive: da una parte, il fatto che la maggior parte dei dipendenti della società sono “power user”, ovvero operatori di Borsa e trader che necessitano di computer a elevate prestazioni, e dall’altra parte anche la circostanza di operare in un settore altamente regolamentato, come quello del Finance, dove la compliance va sempre garantita.  

Anche in considerazione di questi aspetti, prima della pandemia solo il 5 per cento di tutte le persone di JM Finn lavorava in toto da casa. In tempi immediatamente precedenti alla pandemia, l’intera struttura IT di JM Finn era però stata aggiornata con un cloud privato sulla piattaforma iperconvergente di Nutanix, con particolare attenzione alla virtualizzazione e alle soluzioni software-defined, ed è stato così possibile implementare in pochissimo tempo, praticamente in meno di una sola settimana, un'infrastruttura VDI per tutti i dipendenti essenziali, compresi i power user.

Infrastruttura virtualizzata

La nostra infrastruttura era già totalmente virtualizzata e questo ha fatto un’enorme differenza nell’implementazione del telelavoro”, ricorda Jon Cosson, sottolineando che “il nostro nuovo cloud privato basato su Nutanix, che gestisce tutti i nostri carichi di lavoro, VDI compresi, ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza e la produttività del nostro personale in telelavoro”.

Se prima della pandemia le persone di JM Finn operavano in sei uffici diversi nell’area di Londra, notoriamente una delle principali capitali mondiali del Finance, dall’oggi al domani il lavoro si è spostato in circa 350 abitazioni private di altrettanti dipendenti. Per i power user si parla di computer potenti con elevati livelli di fault tolerance, una notevole quantità di spazio di storage, e da quattro a otto monitor per poter far fronte a compiti complessi.

Ma, come è stato evidenziato nell’Economic Advantage Summit, grazie all’infrastruttura di cloud privato Nutanix, il team di JM Finn riesce a garantire che tutti i dati e le informazioni vengano archiviati in locale in modo sicuro, soddisfacendo anche i requisiti di compliance.  

telelavoro 5

Risparmi “fenomenali”

Sulla base di questa esperienza più che positiva, il prossimo passo di JM Finn è quello di prendere in considerazione altri cambiamenti in ambito IT, come per esempio lo spostamento dei data center in zone meno costose di quella attuale, che è ça va sans dire la City. “Con la nostra nuova infrastruttura basata su Nutanix, oggi le nostre esigenze in termini di dimensioni si sono ridotte a un terzo di quelle precedenti, e questo ci permetterà un trasloco più semplice e soprattutto risparmi che proiettati su un orizzonte di dieci anni non esito a definire fenomenali”, conclude Jon Cosson.
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