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Helium, il wireless P2P per l'IoT

Helium punta a realizzare reti "comunitarie" per le comunicazioni dei device IoT, senza l'oligopolio dei grandi operatori

Redazione Impresacity

Molte piattaforme pensate per le applicazioni Internet of Things si basano su reti wireless controllate, direttamente o indirettamente, da un unico operatore. C'è però chi ritiene possibile creare una infrastruttura wireless per l'IoT, adatta anche a grandi progetti, senza delegare tutto ad un'unica realtà. Ma appoggiandosi a una community di hotspot indipendenti.

È questa in estrema sintesi l'idea di fondo del progetto Helium. Che ha già avviato test sul campo negli Stati Uniti e che ha coinvolto utenti del calibro di Nestlé e Lime. Con il significativo motto "Telcos aren't our future. The people are". Le telco non sono il nostro futuro, lo sono invece le persone. Un approccio "comunitario" in controtendenza rispetto ai messaggi di gran parte del mercato. Ma non così alieno da altri nati in questi anni come la rete Fon o come il Wow-Fi di Fastweb.

La differenza in questo caso è tecnologica. Helium punta alla creazione di una rete di 150-200 hotspot in ogni grande città, per ora negli USA. Ciascun hotspot viene installato da un privato o da una azienda. Ed è in grado di coprire in wireless diversi chilometri quadrati. La rete IoT si basa su un protocollo specifico: LongFi, che dovrebbe in futuro essere ceduto in open source. Ha una copertura indicata come duecento volte superiore al WiFi. Il che permette di coprire una città anche con un numero relativamente limitato di nodi.
helium hotspot
Ciascun hotspot riceve dati dai device IoT circostanti dei clienti di Helium, li cifra e li trasferisce al cloud di Helium stessa. Da questo passano ai sistemi dei clienti stessi. Con una piattaforma blockchain che garantisce l'attendibilità e la non modificabilità delle informazioni raccolte.

La peculiarità della rete Helium è che chi installa gli hotspot e offre copertura ai clienti di Helium non ha alcun rapporto con questi ultimi. Fa insomma da micro-provider indipendente. Tanto che Helium definisce la sua rete come la People's Network, ossia la "rete del popolo". Offrire la copertura wireless ovviamente ha un costo. Quello dell'acquisto dell'hotspot (495 dollari, al momento) e del suo consumo di energia. Che secondo Helium è equivalente a quello di una lampadina LED da 12 Watt.

L'incentivo a partecipare alla rete di Helium è che ogni hotspot fa mining di una criptovaluta propria di Helium, attraverso un algoritmo che consuma poca energia perché la sua Proof-of-Work è semplicemente la verifica che l'hotspot stia effettivamente dando copertura IoT costante ed efficace. In prospettiva, passata la fase di test, questa criptovaluta dovrebbe poter essere convertita in denaro o in altri servizi.

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Pubblicato il: 27/09/2019

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