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Pure Storage, nascono i Cloud Data Services per un cloud ibrido più facile all’interno di AWS

Tutte le potenzialità, in termini di intelligenza e di funzionalità, della data platform di Pure Storage vengono estese al cloud pubblico, iniziando da quello di Amazon

Dubbi residui non ce n’erano, ma per sottolineare una volta di più l’impegno deciso verso il cloud, Pure Storage ha anche coniato una variante a forma di nuvola del proprio logo, che campeggia nella home page del sito. E in effetti, la nuova offerta Cloud Data Services è rilevante in quanto estende al cloud pubblico, per ora su AWS e a seguire su altri provider, le caratteristiche che hanno portato Pure Storage a essere in breve tempo un protagonista dello storage flash, con lo scopo di offrire la stessa piattforma sia on premise sia in cloud


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Mauro Bonfanti

Nel cloud come on premise

In sintesi, con Pure Storage Cloud Data Services annunciamo oggi un prodotto completamente nuovo, una nuova funzionalità del sistema operativo e una tecnologia”, esordisce Mauro Bonfanti, Country Manager di Pure Storage Italia, presentando nell’ordine il prodotto Cloud Block Store per AWS, la funzionalità CloudSnap per AWS e la tecnologia StorReduce, quest’ultima frutto della recente acquisizione della omonima società. Nelle parole della società, si tratta di un’offerta “che i clienti ci chiedono spesso a gran voce, perché vogliono poter utilizzare anche nel cloud le nostre tecnologie delle quali dispongono già on premise, senza alcuna differenza funzionale nell’usare Pure Storage come appliance in casa oppure come software su AWS”, sottolinea Alfredo Nulli, Principal Systems Engineer Emea di Pure Storage.  





Beta pubblica

In sostanza, Pure Storage sta cominciando a soddisfare le esigenze dei clienti più avanzati, e lo fa partendo con Amazon Web Services: forse non a caso, visto che AWS è saldamente al primo posto nel mercato mondiale del cloud pubblico. La società ha comunque voluto sottolineare che la roadmap è definità: se l’offerta Cloud Data Services per AWS, attualmente in fase di beta pubblica, sarà pienamente completata entro la prima metà del 2019, le versioni per gli altri due maggiori provider di cloud pubblico, cioè Google e Microsoft Azure, seguiranno a ruota, anche perché “il porting su altre piattaforme non presenta particolari difficoltà”, ha fatto notare Nulli. 

pure unifies cloud press image
Cloud Block Store
Andando a vedere nel dettaglio i tre componenti di Pure Storage Cloud Data Services, il primo è Cloud Block Store: un block storage di livello enterprise che opera su AWS, il cui scopo è far funzionare “seamlessly” nel cloud le applicazioni mission-critical, oltre a consentire la mobilità ibrida. In sostanza, l’intelligenza del software Purity, che fino a ora era utilizzabile solo sulle appliance Pure Storage, quindi on premise, è adesso disponibile nelle istanze di storage su AWS. In questo senso, sottolinea Nulli, “Cloud Block Store non è una semplice installazione di un software su un server, ma è una mini-architettura con più istanze, con la nostra applicazione che per così dire va a calarsi dentro AWS”. In questo modo, anche in un contesto di cloud ibrido tutti i dati e le applicazioni dell’azienda possono muoversi liberamente, seamlessly, tra ambienti on-premise e cloud. 


alfredo nulli

Alfredo Nulli

CloudSnap e StorReduce

CloudSnap for AWS è invece la protezione dei dati cloud, che permette agli snapshot FlashArray, cioè alle copie di volumi di dati, di essere inviati su Amazon Simple Storage Service, cioè Amazon S3, consentendo così un’adeguata protezione a costi interessanti e soprattutto un recupero flessibile, sia on-premise sia sul cloud. Infine, StorReduce è la tecnologia di deduplica cloud-native, creata per abilitare il trasferimento dei dati non strutturati da e verso il cloud in maniera rapida semplice ed economica sullo storage AWS S3. Infatti, la recente acquisizione di StorReduce permette a Pure Storage di mettere a disposizione dei clienti un sistema avanzato di deduplica object storage, mettendo il flash al posto delle PBBA, ovvero le Purpose Built Backup Appliances, in modo da avere un recovery rapido, e rimpiazzando la tecnologia tape con l’object storage Amazon S3 ai fini della data retention offsite.  




Salto quantico

In altre parole, con StorReduce diventa ora possibile adottare una soluzione di backup, di tipo flash-to-flash-to-cloud, utilizzando il cloud pubblico per backup e recovery e soprattutto di risparmiare con un riutilizzo flessibile dei dati di backup grazie ai diversi servizi disponibili con AWS. “L’introduzione di StorReduce riguarda anche il concetto di tiering, perché inserire il paradigma nel flash nell’ambito del backup o del recovery determina un salto quantico rispetto al Tier 2 o al tape, con riduzioni notevoli nelle spese per i trasferimenti dei dati di backup, in quanto i dati sono deduplicati, protetti e compressi anche nell’online, e i tempi di ripristino che non si misurano più in ore ma in minuti”, conclude Alfredo Nulli.

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Pubblicato il: 21/11/2018

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