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L’iperconvergenza e il cloud per spingere sull’internazionalizzazione

Un’infrastruttura IT targata Nutanix per sostenere l’espansione all’estero di una media-grande impresa del Nord Est

Redazione Impresacity

Con un fatturato che nel 2017 ha superato i 250 milioni di euro, Carel Industries è una tipica medio-grande impresa italiana. Dalla sede centrale in provincia di Padova progetta, produce e commercializza soluzioni nell’ambito riscaldamento, ventilazione, condizionamento dell’aria e refrigerazione, con oltre 6.000 clienti attivi in tutto il mondo e più di 1.300 dipendenti. L’apertura di un nuovo stabilimento in Croazia, il settimo in tutto il mondo, ha reso necessario predisporre un data center locale per superare le limitazioni poste dall’approccio legacy, che dava limitate possibilità di supporto da remoto dell’infrastruttura.

Il problema era complicato dal fatto che era necessario garantire la business continuity per il nuovo impianto”, spiega Gianluca Nardin, IT Manager di Carel. Inoltre, data la distribuzione geografica delle fabbriche Carel (tre in Italia e una ciascuna in Cina, Usa, Brasile e Croazia), “ognuna delle quali era equipaggiata con data center locali basati su soluzioni IT diverse e standard non omogenei”, occorreva “eliminare il vincolo costituito dai data-center tradizionali, offrendo una soluzione distribuita”, aggiunge Nardin. Non solo: le linee guida “cloud first” per l’IT adottate da Carel prevedevano di cercare di realizzare sempre soluzioni basate su cloud. 

Il data center distribuito
Dopo una fase iniziale di scouting durata circa sei mesi, Carel Industries si è rivolta a diversi fornitori di soluzioni IT, tra cui Nutanix. Questa fase ha portato all’implementazione di una soluzione basata su due cluster presso la sede centrale: uno presso il data center principale, destinato a supportare tutti i workload aziendali, e l’altro nel sito di disaster recovery, per aumentare la resilienza e la continuità dei workload più critici. Nelle filiali estere sono invece state installate server room basate sulla soluzione Nutanix RoBo.

Per evitare i costi eccessivi derivanti da un approccio tradizionale basato su data center locali che avrebbe, inoltre, comportato problemi di scalabilità, si è deciso di procedere con un paradigma innovativo – continua Nardin –, consolidando le varie tecnologie dei data center e adottando un approccio iperconvergente”. In altri termini, slegarsi dal concetto del data center fisico per abbracciare una nuova visione di data center distribuito. “Per ridurre il rischio operativo, come strategia Carel parte sempre con un’installazione sperimentale limitata. Anche con Nutanix, inizialmente siamo partiti con tre nodi, per poi crescere”. 

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Miglioramento delle performance
L’implementazione di Nutanix presso lo stabilimento in Croazia è stata un successo: poco più di un anno dopo, l’abbiamo infatti replicata anche in Italia, con un perimetro e tempi d’intervento ovviamente maggiori”, prosegue Nardin. Non solo: Carel Industries ha deciso di confermare Nutanix per tutte le sedi, grazie alle doti di “affidabilità, scalabilità e costi, in termini di basso Total Cost of Ownership”. In questo modo, Carel è riuscita a “svecchiare” i propri sistemi informativi con un raddoppio delle capacità computazionali e di storage unito a una rete più performante, riscontrando tra l’altro un miglioramento della velocità dei back up remoti fino al 300 per cento. “Ma i vantaggi maggiori li abbiamo verificati, oltre che nella soddisfazione degli utenti, nel miglioramento delle performance degli ambienti di sviluppo e di disaster recovery, in precedenza fortemente penalizzati e poco sfruttati”.

Sviluppi futuri
Dopo il successo ottenuto con le implementazioni sin qui realizzate, che vedono sistemi Nutanix 1000 e 8000, virtualizzazione su VMware, oltre a data-base e suite eBusiness di Oracle, Carel ha deciso nel medio-lungo periodo di dedicarsi a nuovi sviluppi, che comprendono l’utilizzo di ciascun data center remoto come sito di disaster recovery per altri data center, per ridurre “notevolmente i tempi di ripristino delle attività in caso di inconvenienti”, Carel implementerà l’hypervisor di Nutanix e abbraccerà il paradigma cloud, come ha in parte già fatto. “L’assistenza dei professionisti Nutanix è sempre stata eccellente, sia per quanto riguarda la preparazione, sia per la disponibilità. In definitiva, sicuramente raccomanderei ad altri la soluzione Nutanix”, conclude Gianluca Nardin.

L'articolo è pubblicato anche sul numero 22 di ImpresaCity, consultabile a questo link
Pubblicato il: 12/10/2018

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