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ACRN, un hypervisor per ambienti embedded ed edge

Secondo la Linux Foundation gli hypervisor tradizionali non vanno bene per il mondo embedded e IoT, da qui la nascita del progetto open source ACRN

Redazione Impresacity

La virtualizzazione si è fatta strada anche al di là dei datacenter e dei server aziendali. Un mondo in cui si sta affermando è quello dei sistemi embedded e dell'Internet of Things: anche dispositivi meno potenti di un computer o un server tradizionali avranno la necessità di eseguire più applicazioni virtualizzate. specie negli ambiti dell'edge computing. Un punto su cui si dibatte è quanto gli hypervisor tradizionali siano applicabili in queste applicazioni, che possono avere requisiti particolari in quanto a robustezza, prestazioni, sicurezza e dimensioni dell'hypervisor.

La Linux Foundation evidentemente ritiene che ci sia bisogno di un approccio specifico e ha sviluppato Project ACRN (da acorn, ossia ghianda), un hypervisor bare-metal pensato in particolare per le applicazioni automotive ed IoT. Il suo approccio prevede la creazione di macchine virtuali (con Linux o Android come sistema operativo guest) nettamente separate fra loro, soprattutto per motivi di sicurezza.

Nell'architettura di ACRN una macchina virtuale "privilegiata" esegue un sistema operativo derivato da Linux - denominato genericamente Service OS - che fa da tramite tra le richieste di I/O delle macchine virtuali "ospiti". Questo permette tra l'altro di mantenere ridotte le dimensioni dell'hypervisor in sé e di gestire meglio l'astrazione delle specifiche periferiche fisiche, che le macchine virtuali gestiscono come periferiche generiche emulate.

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Accanto a questo approccio convenzionale troviamo anche una particolarità di ACRN: il concetto di device passthrough. Prevede che una periferica o un dispositivo hardware siano utilizzati solo da una particolare macchina virtuale e direttamente, senza emulazione. Questo permette di avere prestazioni analoghe a un sistema non virtualizzato e rende più sicuro, proprio perché "compartimentalizzato", l'utilizzo di alcune componenti hardware.

ACRN ha ancora parecchia strada da fare ma implementa un approccio potenzialmente interessante. È evidente l'interesse che i sostenitori del progetto open source - specie Intel - hanno per il suo utilizzo in ambito automotive, con il limite che al momento il nuovo hypervisor opera solo su piattaforme x64. Per fare un esempio, l'altro hypervisor open source più noto e sempre gestito dalla Linux Foundation - Xen - supporta anche processori PowerPC, ARM e Mips.
Pubblicato il: 23/03/2018

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