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Zing 2026, dalla tensione al valore. La lezione delle polarità di Var Group

In un mercato spaccato tra corsa all'intelligenza artificiale e gestione dei processi, Zing 2026 promuove il modello Symbionomy per trasformare i contrasti interni e operativi in valore d'impresa. La Ceo Francesca Moriani racconta l'evoluzione organizzativa di Var Group, dimostrando come governare le polarità del business per guidare il cambiamento

Trasformazione Digitale

Trasformare le polarità nel nuovo valore d'impresa. È la scommessa di Zing, che, nell’edizione 2026, evolve diventando lo spazio in cui visione strategica, tecnologia ed evoluzione organizzativa si incontrano per interpretare le grandi trasformazioni del nostro tempo. Organizzato nei giorni scorsi da Var Group al Palacongressi di Rimini – IEG Expo, l'evento Zone of Innovation & Growth ha catalizzato l’attenzione di oltre 2mila partecipanti, più di 600 imprese e 44 sponsor, affermandosi come luogo d'elezione per il confronto sul futuro del business.

Nella sua seconda edizione, ha dato voce all'innovazione in senso lato e nelle sue diverse forme, ponendo al centro il paradigma della Symbionomy: il filo conduttore per interpretare le tensioni che attraversano il mondo delle imprese, trasformandole in occasioni di crescita concrete. Un modello che riguarda il modo di affrontare queste tensioni senza semplificarle in una scelta tra due alternative: "Iniziativa e convergenza, scala e sartorialità, umiltà e ambizione, persone e agenti AI: quattro polarità che non impongono una scelta rigida tra opposti, ma richiedono la capacità di costruire un equilibrio dinamico in grado di generare valore", spiega il team di Var Group.

Attraverso la Zing Experience, l'evento ha mostrato come questa prospettiva si traduca in scelte concrete per accompagnare le aziende lungo i percorsi di trasformazione digitale, portando questo approccio sul piano operativo, attraverso esempi che spaziano dalla mappatura organizzativa alla sostenibilità, dal retail all’intelligenza artificiale. Il filo comune è la volontà di partire dai problemi reali delle imprese e di costruire risposte aderenti e proporzionate alle loro esigenze, offrendo una consulenza pratica e concreta e facendo della tecnologia uno strumento per generare risultati tangibili.

L’esempio Var Group e le prospettive di trasformazione

A incarnare questa visione è la stessa Var Group. Realtà di riferimento del made in Italy nei servizi e nelle soluzioni digitali con oltre 4.460 persone, un'operatività estesa a 16 Paesi e un fatturato di 908,8 milioni di euro chiuso al 30 aprile 2026, l'azienda guidata dalla Ceo Francesca Moriani rappresenta l'emblema di come l'innovazione tecnologica debba procedere di pari passo con quella organizzativa e culturale, coniugando una spiccata vocazione internazionale con la capacità di presidiare i mercati attraverso una rete diffusa di competenze.

Il punto di partenza di questa evoluzione, approfondita anche nel libro Riscrivere il potere scritto da Francesca Moriani con Francesco Frugiuele, è la necessità di superare la rigidità dei tradizionali modelli lineari e a silos ereditati dal passato. Di fronte a un mondo interconnesso e in forte accelerazione, in cui l’intelligenza artificiale la fa da padrona, il rischio più grande è rimanere immobilizzati dalla paura di sbagliare. Come sottolinea la stessa Moriani, "siamo abituati a vivere in un mondo lineare, lento e fatto a silos, ma non ce lo possiamo più permettere: serve il coraggio di liberarci e di non rimanere irrigiditi dalla paura". Un coraggio che poggia sulla capacità di ammettere ciò che non si sa e accettare l'errore come motore di apprendimento, ricordando che "il coraggio senza paura non esiste".

Francesca Moriani, Ceo di Var Group con Victoria Cabello, conduttrice di ZIng 2026

Spostare il potere decisionale

Un approccio che si traduce in una radicale ridefinizione del potere decisionale, che sposta la responsabilità laddove risiedono le competenze e le informazioni sul campo, vicino al cliente secondo il principio Zero Distance, con cui Var Group ha scelto di invertire le gerarchie posizionali. Come sottolinea Moriani, "le aziende sono ancora piene di gerarchie in cui chi ha l'informazione non decide e chi decide non ha l'informazione: dobbiamo avere il coraggio di riscrivere il potere".

Un cambiamento profondo che per essere sostenibile richiede però 'vincoli abilitanti' - un quadro che definisce le condizioni entro cui le persone possono agire - e regole condivise, trovando conferma nelle riflessioni sulla Dynamic Shared Ownership portate a Zing da Arianna Gregis (Amministratrice Delegata di Bayer Italia), la quale ha spiegato come l'innovazione organizzativa richieda un cambio di prospettiva: "Dynamic Shared Ownership significa che ognuno di noi lavora con la responsabilità di creare valore in maniera condivisa e dinamica. Per liberare l'energia delle persone serve però superare la paura di sbagliare, ricordandoci che il prezzo da pagare per fare cose straordinarie è rischiare ogni giorno una brutta figura e portare le decisioni sempre più vicine al cliente". Con regole chiare: "Troppa libertà senza direzione rischia di paralizzare; serve un framework trasparente entro cui le persone possano esprimere autonomia, creatività e spirito imprenditoriale”.

Arianna Gregis, Amministratrice Delegata di Bayer Italia

Grazie a questo cambio di paradigma, Bayer Italia ha ridotto il time-to-market dei farmaci approvati a livello europeo per i pazienti italiani, portando la media da 500 giorni a 250 giorni, dimezzando i tempi di attesa.
Un modello a cui tendere, come la ricerca di organizzazioni più umane e flessibili promossa da Pim de Morree (Co-founder di Corporate Rebels) sul superamento delle logiche di controllo tradizionali.

Dal ‘morianesimo’ alla Ripple Organization

Per governare questo nuovo assetto ed evitare che l'iniziativa individuale diverga dagli scopi aziendali, l'azienda punta sulla trasparenza radicale e sugli OKR (Objectives and Key Results). E proprio descrivendo la sua esperienza personale di trasformazione aziendale e tracciando le prospettive future, Francesca Moriani evidenzia le prossime tappe per Var Group: "Abbiamo iniziato questo percorso tre anni e mezzo fa, e oggi la mia vita è totalmente cambiata in meglio: ho avuto il coraggio di spostare tutte le decisioni nelle mani di chi ha le competenze e ho adorato perdere il controllo; non voglio controllare e sono felice quando intorno a me succedono cose belle di cui non ho il diretto controllo. In questo modo posso dedicarmi in profondità a sviluppare vision e strategia aziendale. Il disegno della nostra nuova struttura circolare è un continuo divenire: l'obiettivo fondamentale a breve termine è raggiungere il miliardo di fatturato, continuando da un lato a consolidare la nostra posizione di leadership in Italia e, dall'altro, accelerando sull'internazionalizzazione. Se questo modello funziona, non ci fermeremo".

Un approccio fluido - la Ripple Organization - che richiama la visione dell'ex comandante L. David Marquet (autore e relatore) sulla leadership come pratica condivisa, evidenziando come occorra "superare il linguaggio del periodo industriale e i comandi gerarchici per creare un team di pensatori autonomi e decision maker. Quando in un'organizzazione è solo il leader a parlare, si crea una struttura fragile; il nostro compito è modulare correttamente la voce e restituire autonomia alle persone», in sintonia con la prospettiva di Francesca Durighel (Vice Presidente Vicaria di Coop Alleanza 3.0), che ha descritto la convivenza delle polarità attraverso l'immagine dell'ecotono, ovvero "uno spazio terzo in cui due ecosistemi si incontrano e convivono le differenze; non è una linea di confine, ma il terreno più ricco di vita dove dall'abitazione delle tensioni può nascere qualcosa di nuovo".

Francesca Durighel, Vice Presidente Vicaria di Coop Alleanza 3.0

Le polarità in azione: tra scala, sostenibilità e intelligenza artificiale

La prospettiva tracciata a Zing 2026 si riflette anche nella seconda grande polarità del mercato: conciliare la capacità di operare su larga scala con la sartorialità delle risposte. Dalle evoluzioni del retail fino alle opportunità offerte dal Digital Product Passport (DPP) - che trasforma gli obblighi di conformità in un canale permanente di relazione con il consumatore -, l'analisi dei dati permette di mantenere un legame rilevante su vasta scala. È un equilibrio tra solidità industriale e identità che dialoga con le esperienze di crescita sostenibile vissute da grandi marchi della tradizione alimentare italiana come Sammontana Holding, raccontate dal Presidente Leonardo Bagnoli sul palco in merito alla necessità di “mantenere un sottile equilibrio tra cuore e ragione, tra storia e progetti, tra tradizione e sviluppo. Crescere senza perdere la propria unicità significa rispettare le proprie radici ma avere il pragmatismo di evolvere con prodotti nuovi e sostenibili”.

Ambizione e umiltà

La dimensione culturale dell'ambizione e dell'umiltà trova ulteriore riscontro nell'ascolto attento del contesto. Percorsi guidati presenti a Zing come 'Il filo di Arianna' aiutano le imprese a misurarsi con la governance dei dati, la sostenibilità e la compliance, verificando la sostenibilità effettiva degli investimenti tecnologici. Un ascolto che richiede il rigore metodologico e l'onestà intellettuale richiamati nel racconto dalla giornalista Silvia Boccardi: "Capire la complessità del mondo richiede di rifiutare la spinta alla polarizzazione che divide la realtà in due campi. L'obiettività nei media non è una posizione neutrale, ma un metodo rigoroso con cui provare a comprendere i fatti: la verità non è un trofeo per confermare ciò che già crediamo, ma uno sforzo costante di analisi che deve saper abitare le contraddizioni senza confondere il proprio racconto con la realtà". Ad essa si affianca la maturità emotiva evocata dalla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida, lche sul palco ha sottolineato come "la vulnerabilità non sia una debolezza, ma il punto di partenza imprescindible per riconoscere i propri limiti, ripartire e puntare a nuovi traguardi". Questa identità culturale trova espressione anche in progetti come VAR Digital Art, in cui la tecnologia e gli algoritmi diventano strumenti per esprimere la cultura d'impresa.

Intelligenza umana a braccetto con l'AI

Sul fronte operativo, l'integrazione tra intelligenza umana e agenti AI rappresenta la quarta grande sfida. Come evidenziato dalla metodologia iSquared, l'intelligenza artificiale non deve essere introdotta come fine a sé stessa, ma inserita in processi definiti e a valle di un'attenta analisi del problema. Sia nei sistemi di infrastruttura self-healing sia nella cybersecurity con soluzioni come Egyda, l'AI potenzia l'analisi e accelera l'esecuzione, lasciando tuttavia la supervisione e la responsabilità della decisione finale alle persone.

Una visione che si sposa con le riflessioni portate dalla giornalista Monica Maggioni sulla necessità di governare l'innovazione tecnologica con senso critico, ammonendo sul fatto che “il tema non è essere trascinati nel dibattito per cui bisogna dire che va tutto bene o va tutto male, ma il tema è come fare in modo che le migliori qualità dell'uomo siano in relazione anche in questo momento per rivedersi al futuro, un futuro straordinariamente positivo se l'uomo è al centro". A cui si unisce il pensiero di Andrea Pezzi (Socio Fondatore e presidente di Mint) sul ruolo dell'intelligenza artificiale quale stimolo a ripensare profondamente il lavoro e la società: "l'intelligenza artificiale obbliga a farci domande sul senso della vita e a trasformare il lavoro non più in una necessità di sopravvivenza, ma nel luogo della realizzazione e della vocazione umana".

Simona Pelli, Zing Leader, in apertura evento con Victoria Cabello

Dalla visione al valore delle relazioni

Questa edizione di Zing ha dimostrato che l'innovazione non risiede nella tecnologia in quanto tale, ma nella capacità di inserirla in un ecosistema di competenze, processi e relazioni. Come sottolineato in plenaria dall'esperto di branding e business transformation Martin Lindstrom, la dissoluzione dei confini tra vita privata e professionale sposta l'asse dei mercati verso il paradigma Human to Human (H2H): "in un mondo in cui la tecnologia è ovunque, la merce più rara e preziosa è l'empatia, e il valore reale di un'organizzazione continuerà a misurarsi nel segno emotivo profondo che sa lasciare nelle persone".

In definitva, un evento che si fa percorso, come ha spiegato Simona Pelli, Zing Leader, dando appuntamento alle prossime edizioni: 22 aprile 2027 a Madrid – si va oltre confine per la prima volta – e 21/22 ottobre 2027 a Rimini.

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