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IBM e Red Hat risolvono più di 400 vulnerabilità open source finora sconosciute

Le correzioni apportate a librerie Java ampiamente utilizzate contribuiscono a risolvere vulnerabilità di sicurezza che gli agenti AI potrebbero combinare per lanciare attacchi

Cybersecurity Tecnologie AI

IBM e Red Hat rendono noto che Lightwell ha individuato e risolto oltre 400 vulnerabilità precedentemente sconosciute all’interno di librerie Java ampiamente utilizzate, comunicando anche la disponibilità generale di Lightwell Clearinghouse, una soluzione che consente ai clienti enterprise di stabilire le priorità di analisi e correzione di specifiche dipendenze software open source.

Questo traguardo risponde a un crescente rischio di business: dato che gli agenti AI autonomi sono ormai in grado di combinare diverse vulnerabilità software a basso rischio in attacchi più gravi, le aziende devono andare oltre la semplice individuazione delle vulnerabilità e necessitano di un metodo concreto per sviluppare, testare e implementare correzioni nel software alla base delle applicazioni critiche.

Molti strumenti di sicurezza sono in grado di individuare potenziali problemi, ma il solo rilevamento non elimina il rischio. Le aziende necessitano anche di soluzioni correttive compatibili con le versioni software già in produzione, che possano essere implementate senza interrompere le attività aziendali.

Grazie alla collaborazione su Lightwell, Red Hat e IBM hanno individuato e risolto oltre 400 bug precedentemente sconosciuti in software ampiamente diffusi in produzione, rilasciando le relative correzioni anche per le versioni precedenti. Questo mostra come anche basi di codice mature richiedano un'attenzione costante di fronte all'evoluzione delle minacce. Red Hat e IBM stanno concentrando le proprie risorse ingegneristiche su questi software fondamentali per contribuire a ridurre i rischi nei sistemi enterprise.

Lightwell si fonda sull'impegno di IBM e Red Hat volto a garantire la sicurezza del software open source per l'era dell'AI. L'iniziativa coniuga diverse capacità chiave: competenze ingegneristiche open source di Red Hat e IBM; solide relazioni di Red Hat con la comunità open source; flussi di lavoro ingegneristici avanzati supportati dall'AI; e infine capacità di Red Hat relative alla sicurezza della supply chain del software e alle infrastrutture di build. Questo motore sviluppa rapidamente correzioni specifiche per ogni versione, destinate alle dipendenze di applicazioni open source in sistemi di produzione. Tali correzioni vengono distribuite tramite repository sicuri che si integrano con i processi IT già in uso. Ciò consente alle organizzazioni di risolvere vulnerabilità complesse o precedentemente sconosciute senza dover sostituire i propri attuali scanner di sicurezza, repository software, pipeline di sviluppo o processi di test.


Tramite Lightwell Network, i team IT possono accedere a patch verificate, integrare software corretto nei propri flussi di lavoro esistenti e stabilire un processo continuo per la gestione delle vulnerabilità. Con la disponibilità generale di Lightwell Clearinghouse, le aziende clienti possono segnalare specifiche vulnerabilità open source a IBM e Red Hat, richiedendo una valutazione prioritaria e la realizzazione di correzioni applicabili anche a versioni software meno recenti ancora in uso.

Le correzioni sviluppate tramite Lightwell vengono condivise con i progetti open source "upstream", nel rispetto dei protocolli di divulgazione responsabile. Questo consente all'intero ecosistema open source, di cui Red Hat è uno dei player principali, di trarre vantaggio dalla portata di Lightwell, garantendo al contempo le tutele legate all'embargo per i partecipanti a Clearinghouse.

“Gli agenti AI hanno cambiato il panorama delle minacce da un giorno all’altro, sfruttando vecchie dipendenze a velocità di calcolo. Non importa se una codebase ha dieci anni di vita o è considerata stabile: basta una piccola crepa per generare un attacco. Trovare quei bug è solo metà dell’opera: il vero lavoro è applicare i fix direttamente nelle app di produzione attive, anche in modo retroattivo, in modo che i clienti non debbano più scegliere tra sicurezza e uptime. Trovare e neutralizzare oltre 400 vulnerabilità inedite così rapidamente dimostra la velocità con cui Lightwell può operare. E siamo solo all’inizio”, commenta Gunnar Hellekson, vice president e general manager, Lightwell di Red Hat.

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