Secondo il rapporto Cybernews AI Trustworthiness Ranking 2026, la maggior parte delle società mostra una grave carenza di trasparenza in materia di privacy, conservazione delle informazioni e modelli predittivi.
Un recente studio denominato Cybernews AI Trustworthiness Ranking 2026 ha analizzato 500 aziende di intelligenza artificiale provenienti da 36 paesi, valutandole in quattro aree chiave tra cui la privacy dei dati, la sicurezza informatica, la trasparenza organizzativa e la percezione pubblica. L'analisi approfondita delle politiche sulla privacy ha evidenziato che il 63% delle società non dichiara chiaramente se utilizza le informazioni personali degli utenti per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale. In particolare, il 42% delle aziende ignora completamente l'argomento all'interno delle proprie informative, mentre il 21% fornisce soltanto informazioni vaghe e imprecise.
La ricerca ha inoltre rivelato che il 65% delle organizzazioni non specifica in modo chiaro per quanto tempo conserva i dati degli utenti, con un 9% che omette qualsiasi menzione sulla conservazione o sulla cancellazione e un 56% che affronta la questione in modo generico, privo di scadenze temporali precise. Tra gli aspetti emersi, lo studio ha evidenziato che le aziende di maggiori dimensioni tendono a mostrare politiche sulla privacy più trasparenti rispetto alle realtà più piccole, offrendo dettagli più definiti su raccolta, condivisione e utilizzo. Sottolineando l'urgenza di tali risultati, Voldemaras Kadys - AI Trustworthiness Ranking Advisory Board, ha rimarcato che gli utenti affidano ai sistemi di intelligenza artificiale i loro dati più sensibili e non dovrebbero essere costretti a interpretare un linguaggio vago per comprendere come vengano trattate le proprie informazioni personali.
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