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Desertificazione bancaria in Italia: oltre 310mila imprese operano in comuni senza sportelli

L'ultimo report della CNA fotografa un decennio di tagli drastici alla rete fisica: quasi il 44% dei comuni italiani è privo di una banca, con pesanti ricadute sul tessuto produttivo locale, sui cittadini e sulle fasce più anziane della popolazione.

Mercato e Lavoro

La rete degli sportelli bancari italiani continua a contrarsi in modo inesorabile, disegnando una mappa del Paese sempre più frammentata e in difficoltà. Secondo un'analisi approfondita diffusa dalla CNA, tra il 2015 e il 2025 l'Italia ha perso più di un terzo della propria rete fisica, passando da 30.258 a circa 19.140 filiali (-36,7%, pari a oltre 11mila presìdi in meno). Una riduzione drastica che si traduce in un fenomeno di desertificazione bancaria sempre più esteso, capace di toccare da vicino non solo la vita quotidiana dei cittadini, ma anche la competitività di centinaia di migliaia di aziende.

I numeri del cambiamento raccontano una tendenza netta. Nel 2015 i residenti in comuni completamente privi di sportello bancario erano circa 2,26 milioni (il 3,8% della popolazione); nel 2025 questa cifra è più che raddoppiata, arrivando a 4,84 milioni di persone, pari all'8,2% dei residenti in Italia.

Parallelamente, il numero dei comuni senza banca è salito da 2.251 a circa 3.456, facendo sì che oggi quasi il 44% dei comuni italiani non disponga di alcuna filiale fisica sul proprio territorio. Il fenomeno colpisce in modo schiacciante i piccoli centri: oltre il 96% dei comuni senza sportello ha meno di 5mila abitanti e, tra le realtà con meno di mille residenti, ben nove su dieci sono ormai totalmente sguarnite di servizi bancari di prossimità.

A subire pesantemente le conseguenze di questa desertificazione è il cuore pulsante dell'economia reale. Nei comuni che al 31 dicembre 2025 risultano privi di banche si contano ben 310.893 imprese attive - pari al 6% del totale nazionale - all'interno delle quali lavorano circa 932.600 addetti. Solo nel corso del 2025, ben 79 comuni hanno perso la loro ultima filiale attiva, lasciando scoperte oltre 18mila unità locali e quasi 55mila lavoratori.

  • La mappa regionale delle imprese scoperte: La Lombardia guida la classifica con circa 53.500 imprese nei comuni senza sportello, seguita da vicino dalla Campania (oltre 52mila), dal Piemonte (48.300) e dalla Calabria (quasi 32mila).

  • Le province più colpite in valore assoluto: A livello provinciale il primato spetta a Torino (19.706 imprese), seguita da Caserta (16.474), Cosenza (12.398), Napoli (11.065) e Bergamo (11.037).

  • L'incidenza percentuale locale: Situazioni particolarmente critiche si registrano a Vibo Valentia, dove il 42,2% delle imprese opera in comuni senza banca, a Isernia (38,7%), ad Avellino (32,2%), in Valle d'Aosta (29,8%) e a Rieti (29,6%).

  • Esempi emblematici: Realtà come Grumo Nevano (in provincia di Napoli, con oltre 17mila residenti e 1.275 imprese), insieme a Lusciano e Parete (nel Casertano), hanno dovuto fare i conti nel corso del 2025 con la chiusura dell'ultimo presidio bancario rimasto.

La pressione operativa sulla rete residua è altissima: province come Crotone contano circa 713 imprese per ogni sportello attivo, mentre a Caserta si sale a 689 e a Reggio Calabria a 617.

Oltre alle ripercussioni economiche, la desertificazione bancaria comporta una forte valenza sociale. Nelle aree prive di sportelli vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila ultrasettantacinquenni. Gli anziani rappresentano il 26,3% della popolazione coinvolta, una fascia demografica che sconta maggiori difficoltà negli spostamenti e una minore diffusione delle competenze digitali necessarie per l'home banking.

Dal punto di vista territoriale, i divari sono profondissimi:

  • In Molise l'83,8% dei comuni è privo di sportello, seguito dalla Calabria (74,5%), dalla Valle d'Aosta (74,3%), dal Piemonte (65,8%) e dall'Abruzzo (61,3%).

  • Sul fronte opposto, la densità più elevata di sportelli in rapporto alla popolazione si registra nelle province di Trento (61,2 ogni 100mila abitanti), Sondrio (60,8) e Bolzano (60,1).

  • Tuttavia, un'elevata densità media non garantisce capillarità: province come Cuneo mantengono una filiale in appena 104 dei 247 comuni complessivi. Solo otto province italiane conservano oggi almeno uno sportello in ciascuno dei propri comuni (Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Pisa, Grosseto, Brindisi, Ragusa e Barletta-Andria-Trani).

In netta contrapposizione a questa desertificazione periferica si pone la forte iper-concentrazione urbana: grandi metropoli come Roma (848 filiali), Milano (572), Torino (274), Napoli (200) e Bologna (190) continuano a concentrare una fetta preponderante dei servizi finanziari del Paese, evidenziando una frattura territoriale che richiede interventi strutturali a sostegno dei territori periferici e del loro tessuto imprenditoriale.

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