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Istat: produzione industriale in calo a giugno 2026

Secondo i dati diffusi, l'indice destagionalizzato segna una flessione congiunturale dell'uno percento rispetto a maggio. Si registra tuttavia una crescita nella media trimestrale, mentre l'energia e i settori ad alta tecnologia sostengono i bilanci tendenziali.

Mercato e Lavoro

Secondo le ultime rilevazioni dell'Istat, l'attività manifatturiera ed energetica italiana registra una battuta d'arresto nel mese di giugno 2026, periodo in cui si stima una diminuzione dell'indice destagionalizzato della produzione industriale dell'1,0% rispetto a maggio. Nonostante questa flessione congiunturale mensile, il quadro economico generale mostra una tenuta di fondo se si guarda all'intero arco temporale: nella media del secondo trimestre del 2026, infatti, il livello della produzione evidenzia una crescita dello 0,4% rispetto al primo trimestre dell'anno.

Entrando nel dettaglio dei singoli comparti su base mensile, l'unico settore a mostrare un andamento positivo è quello dell'energia, che cresce dello 0,8%. Al contrario, si registrano cali diffusi negli altri raggruppamenti industriali, a partire dai beni strumentali in contrazione del 2,1%, passando per i beni intermedi in calo dello 0,9%, fino ad arrivare ai beni di consumo che cedono lo 0,7%.

Analizzando i dati in termini tendenziali e al netto degli effetti di calendario, a fronte di ventuno giorni lavorativi rispetto ai venti di giugno 2025, l'indice generale segna una flessione dello 0,6%. Il calo annuo penalizza in modo particolare i beni di consumo in calo del 3,2% e i beni intermedi in calo dell'1,2%, mentre continuano a registrare una crescita i beni strumentali in aumento dello 0,6% e, con maggiore intensità, l'energia in crescita dell'1,7%.

All'interno del tessuto industriale emergono forti divergenze tra i diversi settori di attività economica. Gli incrementi tendenziali più elevati si concentrano nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali e di misurazione con un incremento del 4,5%, nella fabbricazione di mezzi di trasporto in crescita del 3,2% e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria in aumento del 2,3%. All'opposto, le flessioni più consistenti colpiscono le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori in calo del 7,1%, le altre industrie manifatturiere e di riparazione in diminuzione del 3,6% e la fabbricazione di macchinari e attrezzature in flessione del 2,3%.

Guardando al bilancio complessivo della prima metà dell'anno, la produzione totale calcolata al netto degli effetti di calendario registra una crescita tendenziale modesta dello 0,5% nel primo semestre del 2026, sostenuta in modo particolarmente vigoroso dalla spinta continua del comparto dei mezzi di trasporto.

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