L'analisi semestrale di Adami & Associati evidenzia il record storico di 134.000 dirigenti privati, trainati da innovazione digitale e sostenibilità, ma mette in luce forti divari territoriali e la difficoltà di reperimento delle competenze.
Il mercato del lavoro dirigenziale italiano fa registrare segnali di forte dinamismo, accompagnato tuttavia da sfide strutturali significative messe in luce dall’Analisi Semestrale sul Mercato Profili Direttoriali Italia 2026 diffusa da Adami & Associati. I dati elaborati dalle principali fonti istituzionali evidenziano che i dirigenti privati italiani hanno raggiunto nel duemilaventicinque il massimo storico di centotrentaquattromila unità, con una crescita del due percento rispetto all'anno precedente e un particolare traino da parte del settore terziario. Nonostante questo andamento positivo, il confronto europeo evidenzia un gap competitivo rilevante, poiché l'Italia conta meno di un dirigente ogni cento dipendenti nel settore privato, a fronte del due-tre percento registrato in Germania, Francia e Spagna. Questa criticità si concentra soprattutto nelle piccole e medie imprese, dove solo il trenta percento delle imprese familiari dispone di manager esterni, contro l'ottanta percento dei principali Paesi europei competitori.
A questo divario si aggiunge una forte disomogeneità geografica interna, con percentuali che variano dall'uno virgola otto percento della Lombardia allo zero virgola due-tre percento del Mezzogiorno, mentre le regioni più dinamiche si confermano Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna. Il sistema economico italiano deve inoltre fare i conti con un persistente mismatch strutturale, dal momento che, secondo i dati di Excelsior Unioncamere, oltre il cinquanta percento delle posizioni manageriali risulta oggi di difficile reperimento per la distanza tra le competenze richieste e il modo in cui i profili si propongono sul mercato.
In questo scenario in evoluzione, l'analisi individua tre aree di crescita prioritaria per i profili direttoriali, guidate dai ruoli legati all'intelligenza artificiale, dalle figure responsabili della governance ESG e della transizione sostenibile e dai profili HR di alto livello specializzati nella gestione del cambiamento organizzativo. Sul fronte economico, la RAL media dei dirigenti privati si attesta tra i centocinquemila e i centosettemila euro lordi annui, con differenziali che premiano con una retribuzione superiore del quindici-venti percento chi possiede competenze digitali avanzate. Infine, il mercato della mobilità manageriale registra un'accelerazione significativa, con il tempo medio di ricollocazione sceso a quattro virgola tre mesi nel duemilaventicinque, confermando che una preparazione mirata e tempestiva consente ai professionisti di muoversi agilmente in un contesto economico sempre più competitivo.
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