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L’Intelligenza Artificiale rivoluziona le aziende italiane: al via un massiccio piano di formazione tecnologica

Sette imprese su dieci investiranno in upskilling tech entro i prossimi 18 mesi, trasformando la cultura digitale non solo per gli specialisti IT ma per l'intera forza lavoro.

Tecnologie AI

L'Intelligenza Artificiale non è più solo una tecnologia di frontiera, ma il motore di una profonda trasformazione nelle imprese italiane, che stanno rapidamente adeguando i propri modelli organizzativi attraverso investimenti massicci in formazione. Secondo l'ultimo Osservatorio sulla Formazione Aziendale di Boolean, realizzato in collaborazione con Excellera Intelligence, circa nove aziende su dieci riconoscono l'upskilling tecnologico come una priorità assoluta, con il 69% delle realtà che ha già programmi di apprendimento attivi o in fase di avvio nei prossimi 18 mesi. Il dato più rilevante emerge dalla volontà di estendere queste competenze oltre i confini del reparto IT, coinvolgendo l'intera popolazione aziendale: quasi un'impresa su due punta infatti a formare tutto il personale, dimostrando che la trasformazione digitale è ormai considerata una leva strategica fondamentale per la competitività del business nel suo complesso.

A guidare questa domanda di aggiornamento professionale è soprattutto l'Intelligenza Artificiale, indicata dal 73% delle aziende come l'ambito formativo più rilevante per il futuro, distanziando altre aree cruciali come la Cybersecurity, il Cloud Computing e la Data Analysis. Questo cambiamento di rotta sta ridefinendo anche le strategie di budget, con il 72% delle imprese che prevede di aumentare le risorse dedicate alla formazione tech nel prossimo anno fiscale per colmare il divario di competenze. Gli investimenti si stanno consolidando su livelli importanti, con circa un terzo delle aziende che destina già oltre 100.000 euro annui a questo scopo, riservando in media un quarto del proprio budget formativo totale alle sole tecnologie avanzate. Fabio Forghieri, Founder di Boolean, evidenzia come le organizzazioni abbiano compreso che l'accesso agli strumenti tecnologici non è sufficiente, poiché l'AI genera valore solo quando le persone sanno utilizzarla in modo efficace all'interno dei processi quotidiani.

Parallelamente all'aumento della spesa, si assiste a una trasformazione delle modalità di apprendimento, dove emerge una netta preferenza per i modelli ibridi, capaci di combinare l'efficacia del digitale con l'interazione della presenza fisica per ottimizzare i percorsi di aggiornamento. La formazione non è tuttavia l'unico terreno su cui si gioca la partita dell'innovazione: le aziende italiane manifestano infatti una crescente domanda di servizi di supporto strategico. Oltre ai corsi di formazione, le organizzazioni cercano sempre più spesso consulenza strategica sull'evoluzione digitale, supporto nel recruiting di profili tecnologici specializzati e l'avvio di progetti concreti di AI adoption. Questo scenario conferma che il mercato italiano sta vivendo un momento di profonda maturazione tecnologica, dove la capacità di integrare l'AI nel lavoro quotidiano diventerà il vero discriminante per il successo aziendale nel prossimo futuro.

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