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Il welfare aziendale diventa un pilastro per il potere d’acquisto degli italiani

Una ricerca realizzata da Pluxee Italia in collaborazione con Ipsos Doxa svela come i benefit aziendali stiano ridisegnando il benessere lavorativo e la stabilità economica delle famiglie.

Mercato e Lavoro

In un periodo storico caratterizzato da un'elevata pressione sui salari e da un costo della vita che mette a dura prova i bilanci domestici, il welfare aziendale sta vivendo una trasformazione profonda, passando da semplice benefit accessorio a vero e proprio sostegno concreto al potere d’acquisto. Secondo la recente ricerca intitolata “Circular Benefits & Impact”, realizzata da Ipsos Doxa per Pluxee Italia, quasi 7 italiani su 10 considerano il welfare aziendale uno strumento fondamentale per integrare la retribuzione e far fronte alle esigenze quotidiane. Questo dato evidenzia come i servizi offerti dalle imprese siano diventati essenziali per aiutare le famiglie a gestire le proprie finanze in modo più sereno, trasformando l’approccio alla retribuzione tradizionale in un modello capace di generare valore reale nella vita di tutti i giorni.

Il valore percepito di questi strumenti emerge chiaramente dall'analisi dei comportamenti dei lavoratori, dove si riscontra che il 59% degli intervistati ritiene che i piani welfare rappresentino un contributo diretto alle spese familiari, fungendo da importante integrazione al reddito mensile. Allo stesso modo, il 53% dei dipendenti associa i benefit alla possibilità di concedersi svaghi o spese extra senza dover intaccare il budget familiare, mentre la metà del campione sottolinea come queste tutele contribuiscano a generare un maggiore senso di sicurezza e stabilità economica per il futuro. L’integrazione di questi servizi nel pacchetto offerto dall’azienda permette dunque di affrontare le sfide quotidiane con maggiore flessibilità e tranquillità finanziaria.

L'impatto positivo del welfare non si ferma però alla dimensione economica, ma si riflette direttamente sul benessere professionale e sulla qualità della relazione tra dipendente e datore di lavoro. È stato infatti rilevato un divario significativo nella soddisfazione lavorativa tra chi beneficia di tali programmi e chi ne è escluso: tra i lavoratori che hanno accesso ai piani welfare, il 71% si dichiara soddisfatto della propria situazione professionale, una percentuale decisamente superiore rispetto al 60% registrato tra coloro che non usufruiscono di alcun tipo di benefit. Questo scarto conferma che l'attenzione dell'impresa verso il lavoratore non è solo una scelta etica, ma genera un ritorno misurabile nella percezione complessiva del rapporto di lavoro.

Anche dal punto di vista delle imprese, il welfare aziendale si consolida come una leva strategica imprescindibile per rafforzare l'engagement, l'attrattività e la fidelizzazione del personale. Le organizzazioni che hanno già implementato queste soluzioni riportano risultati concreti, con il 59% che osserva un aumento della motivazione dei dipendenti e l'81% che riconosce al pacchetto welfare un ruolo determinante nella fedeltà aziendale. Guardando alle prospettive future, la centralità di questo strumento è destinata a crescere ulteriormente, tanto che quasi 9 aziende su 10 ritengono che il welfare rappresenterà un elemento sempre più importante dell'offerta retributiva complessiva destinata ai propri lavoratori, confermandosi come un asset strategico nel mercato del lavoro contemporaneo.

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