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L'Etna Valley al centro delle iniziative legate al Chips Act europeo

STMicroelectronics avvia la realizzazione di un nuovo sito produttivo: 5 miliardi di investimento grazie al contributo dello Stato italiano

Tecnologie

Cinque miliardi di euro di investimento complessivo, di cui due stanziati direttamente dallo Stato italiano (e già approvati dalla UE): è la sintesi (finanziaria) del nuovo impianto per la produzione in grandi volumi di carburo di silicio da 200 mm per dispositivi e moduli di potenza che STMicroelectronics realizzerà a Catania. Insieme all'impianto sono previste anche attività di test e packaging per i prodotti correlati.

Secondo il Mimit, il nuovo stabilimento produttivo offrirà nel capoluogo etneo circa duemila posti di lavoro. "Si realizza così il secondo più grande progetto mai approvato dalla Commissione Europea all’interno del pacchetto normativo sul settore che punta a raddoppiare la quota di mercato globale dell'UE nel settore dei semiconduttori entro il 2030, dal 10 ad almeno il 20%", spiega il Ministero, riferendosi al Chips Act di Bruxelles.

Insieme ad un impianto di produzione di substrati in SiC in allestimento sempre a Catantia, il nuovo stabilmento formerà il Silicon Carbide Campus di ST, realizzando - spiega l'azienda - una completa integrazione verticale degli impianti manifatturieri per la produzione su larga scala su SiC in un unico sito. La creazione del nuovo SiC Campus viene descritta come una tappa fondamentale per supportare la domanda di dispositivi SiC per applicazioni automotive, industriali e di infrastruttura cloud.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e Commissario Europeo per la Concorrenza, a Catania per il nuovo impianto STMicroelectronics

Il carburo di silicio è un materiale composto da silicio e carbonio, che offre numerosi vantaggi rispetto al silicio tradizionale per le applicazioni di potenza. Le sue caratteristiche intrinseche – migliore conducibilità termica, maggiore velocità di commutazione, bassa dissipazione – lo rendono particolarmente adatto per la produzione di dispositivi di potenza ad alta tensione, in particolare oltre i 1.200 V.

Il Silicon Carbide Campus di Catania sarà il polo centrale per l’ecosistema SiC globale di ST e integrerà tutte le fasi del flusso di produzione: sviluppo di substrati in SiC, processi di crescita epitassiale, fabbricazione front-end di fette da 200 mm e assemblaggio back-end dei moduli. Ma anche ricerca e sviluppo di processi, progettazione di prodotti, laboratori avanzati di ricerca e sviluppo per i die, sistemi e moduli di potenza e capacità complete di packaging.

Questo centro sarà secondo ST il primo nel suo genere in Europa per la produzione in grandi volumi di fette in SiC da 200 mm, con tutti i passaggi del processo – substrato, epitassia e front-end, e back-end – condotti con l’utilizzo di tecnologie a 200 mm per raggiungere rese e prestazioni superiori. Gli obiettivi per il nuovo impianto sono l’avvio della produzione nel 2026 e il ramp-up alla piena capacità entro il 2033, con una produzione a regime fino a 15.000 wafer a settimana.

La strategia dei chip

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato che la realizzazione del nuovo sito di STMicroelectronics è stato reso possibile dalla Strategia Italiana sulla Microelettronica che stanzia 4 miliardi per attrarre in Italia grandi investimenti. “L'annuncio di oggi è coerente con quanto stiamo facendo sin dall’insediamento di questo Governo con un piano nazionale sul settore, oramai in piena attuazione. Oggi l’Etna Valley diventa protagonista nel futuro dell’innovazione tecnologica".

Catania è tra l'altro stata scelta ad aprile tra le quattro linee pilota di produzione dei semiconduttori nell’ambito dell’European Chips Act, portando un investimento complessivo di 400 milioni di euro di cui più della metà sul territorio presso il CNR.

In questo contesto - ha evidenziato il ministro - rientrano anche la creazione della fondazione ChipsIT di Pavia e l’annuncio a marzo di un investimento di 3,2 miliardi da parte della società di Singapore Silicon Box per un sito produttivo nel Nord Italia. Con l’annuncio di oggi, arriviamo dunque a un totale di circa €8,3 miliardi messi a terra in Italia nel settore, ma andremo oltre: puntiamo a 10 miliardi entro l’anno, perché crediamo che l'Italia possa essere competitiva nelle tecnologie green e digitali”.

Per questo sarà sempre più importante lavorare in sinergia con la Commissione con cui - spiega il ministro - "stiamo stringendo un rapporto, anche in chiave G7, che ci porta a una comunanza di vedute sulla strategia del continente sui semiconduttori".

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