Axiante: per l'innovazione bene le strategie, meglio l'execution

Definire piani innovativi non basta se poi non si riesce a concretizzarli. Axiante vuole dare una mano alle imprese con MySP.

Trasformazione Digitale
Tre le tante "prese di coscienza" dell'IT aziendale ce ne sono due che vengono spesso ribadite, specie in periodi come quello che stiamo vivendo da un paio d'anni a questa parte. La prima, notissima, è che l'unica costante è il cambiamento. La seconda che c'è sempre una grande percentuale - la cifra esatta varia per settore e tecnologia del caso - di progetti innovativi e trasformativi che non si concretizza. In parte sono constatazioni ovvie, in parte però descrivono uno scenario delle imprese che, se è così diffuso come pare, qualche problema da affrontare lo pone.

"I cambiamenti in realtà - spiega Romeo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Axiante - si sono sempre presentati. Quello che non cambia è l'obiettivo di qualsiasi strategia evolutiva: mettere l’azienda in condizioni di operare al meglio anche quando l’ambiente esterno muta anche drasticamente". È certamente vero per la digitalizzazione, per altri versi si vede ora che la pandemia ha portato molti a mettere in discussione il modello dell'economia globalizzata. Tutte, o quasi, le aziende oggi si chiedono cosa fare. Tutte definiscono le proprie strategie per il cambiamento.

Quelle alte percentuali di progetti che non si completano, o che comunque non vanno come previsto, sono il campanello d'allarme che per Axiante non va ignorato: ovviamente serve definire una propria strategia per il cambiamento, ma poi quello che conta è anche la "strategy execution". Come quella strategia si concretizza, uscendo dal gruppo di chi vede e vuole il cambiamento per trasferirsi a tutta l'impresa. "In azienda di solito sono poche le persone che maturano l’esigenza di cambiare, guardando il mercato, le opportunità, i risultati finanziari", sottolinea Scaccabarozzi. Poi questa esigenza di cambiamento va assimilata dalle varie strutture che compongono l'impresa. E che anch'esse devono adattarsi ad un mondo che cambia velocemente.
romeo scaccabarozzi axiante ld (002)Romeo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di AxianteEstendere la spinta al cambiamento a tutta una grande impresa non è affatto semplice, ed è qui che molte iniziative strategiche di evoluzione si perdono. Da un lato "manca diffusamente una sensazione di urgenza" del cambiamento, sottolinea Scaccabarozzi. Con la conseguenza che molte imprese decidono di evolvere quando in effetti sono già in ritardo, senza quindi il tempo e le risorse per definire un percorso di trasformazione ideale. Dall'altro lato, spiega sempre il CEO di Axiante, "non si può concretizzare una strategia evolutiva senza un piano". E dalla bontà di questo piano deriva quella della strategy execution.

Il rischio concreto in moltissime imprese è che si sottovaluti il passaggio dalla strategia alla concezione dell'insieme di operazioni concrete che deve realizzarla. Ossia progetti, nuovi processi, allocazione di investimenti e risorse, equilibrio del nuovo con il "vecchio" che deve intanto continuare a operare. Tutto questo in aziende che possono coinvolgere migliaia di persone, in cui il "nuovo" ha impatti distribuiti e coinvolge stakeholder grandi e piccoli, interni ma anche esterni all'impresa. Motivo per cui un fattore chiave ma spesso sottovalutato è la comunicazione collegata al cambiamento.

"Bisogna riuscire a far cogliere i vantaggi che i progetti innovativi portano all’azienda", spiega Mirko Gubian, Senior Partner di Axiante: "collegare tangibilmente gli obiettivi strategici delineati nel tempo con i programmi e i progetti che li realizzano, arrivando magari al livello dei singoli 'deliverable' dei progetti". La tecnologia aiuta anche in questo, con i prodotti giusti. Per questo Axiante ha definito una partnership con la società israeliana MySP (My Single Point), che ha sviluppato una suite destinata alle grandi aziende che intendono intraprendere e guidare un percorso strategico di evoluzione.
mysp picture (002)Semplificando e sintetizzando, MySP ha sviluppato una piattaforma che definisce di "planning and execution", incentrata in particolare su tre aree: Strategy and Goal Management, Budget Portfolio Management, Project and Portfolio Management. L'obiettivo è colmare il gap tra una visione strategica e i passi anche di basso livello che la realizzano. Facendo da collettore per tutte le informazioni e gli indicatori chiave per capire a che punto si è del proprio percorso di trasformazione, identificare cosa eventualmente lo frena, rendere tutti consapevoli della trasformazione in atto, allocare al meglio le risorse necessarie. E molto altro, anche personalizzabile in funzione delle esigenze e delle caratteristiche della specifica azienda utente.

Una personalizzazione necessaria ma che, sostiene Axiante, non va scapito della velocità di implementazione. Un aspetto che è alla base della scelta stessa di definire una partnership con MySP. Idealmente, la piattaforma israeliana dovrebbe risolvere già nativamente buona parte delle esigenze di una impresa, lasciando alla customizzazione solo un ruolo minoritario (20-30% del progetto). Questo permette di avere una implementazione in tempi brevi (due-tre mesi), favorendo quelle aziende che si sono rese conto in corsa che la loro startegy execution non è poi così fluida come credevano.
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