Cloudera torna a essere privata

L’acquisizione da parte dei private equity prelude al delisting del campione dell’enterprise data cloud, che a sua volta annuncia acquisizioni nell’ambito low code e no code

Cloud Mercato e Lavoro
A quattro anni dall’ingresso alla Borsa di New York, avvenuto a fine aprile 2017, Cloudera si avvia a tornare privata. La società californiana dell’enterprise data cloud ha infatti accettato la proposta di acquisizione presentata il 1° giugno dai fondi di private equity KKR e Clayton, Dubilier & Rice, che hanno offerto un totale di circa 5,3 miliardi di dollari in contanti.

Vale a dire un premio del 24% per azione sul prezzo di chiusura del venerdì precedente: una valutazione giudicata congrua dal mercato, visto che a Wall Street i titoli Cloudera hanno subito messo a segno un balzo in avanti del 25%, arrivando a superare di un soffio il valore di 16 dollari per azione offerto dai fondi.  

In ogni caso, una nota ufficiale fa sapere che il deal si chiuderà entro la seconda metà di quest’anno, portando al delisting della società, che tornerà privata a tutti gli effetti. Al riguardo, Rob Bearden, CEO di Cloudera da inizio 2020, ha commentato che “la transazione fornisce valore sostanziale e certo ai nostri azionisti”, ma soprattutto “accelera il percorso di lungo termine di Cloudera verso la leadership negli analytics per l’hybrid cloud, coprendo l’intero ciclo di vita del dato dall’edge all’AI. Come azienda privata e con l’expertise e il supporto di investitori come KKR e CD&R, avremo tutte le risorse e la flessibilità per crescere con nuovi prodotti e per ampliare le nostre opportunità di mercato”.

Significativo è anche il fatto che contemporaneamente all’annuncio dell’investimento da parte dei fondi, Cloudera ha fatto sapere di essersi accordata per acquisire le società Datacoral e Cazena in due transazioni separate. Datacoral e Cazena, evidenzia una nota ufficiale, supporteranno l'evoluzione dell'offerta di cloud pubblico di Cloudera e amplieranno le opportunità di mercato di Cloudera nel passaggio dai big data verso il mondo self-service.

Non a caso, Rob Bearden ha sottolineato che “le acquisizioni consentiranno a Cloudera di inaugurare una nuova era nel self-service low-code e no-code, automatizzando operazioni complesse e permettendo ai nostri clienti di concentrarsi sul trarre ancora maggior valore dai propri dati, invece che sul configurare, operare e gestire l'infrastruttura sottostante
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