Gartner: i trend dell'IT nel 2021 tra IoB, iperautomazione e cloud distribuito

Ma anche business intelligenti componibili, esperienze totali e operazioni ovunque: l'impronta della pandemia condiziona le tendenze tecnologiche

Tecnologie
In forma inevitabilmente digitale, si sta svolgendo in questi giorni l’IT Symposium/Xpo 2020 di Gartner il cui pezzo forte è costituito come di consueto dalle tendenze tecnologiche top individuate dalla società di analisi per il 2021.

"La necessità di resilienza operativa tra le diverse funzioni aziendali non è mai stata così forte", sottolinea Brian Burke, research vicepresident di Gartner. “I CIO cercano di adattarsi alle mutevoli condizioni per comporre il business futuro, e ciò richiede che l’organizzazione sia in grado di formarsi e riformarsi dinamicamente: le principali tendenze tecnologiche strategiche individuate da Gartner per il 2021 vanno proprio in questa direzione. Passando dalla risposta alla crisi Covid-19 alla spinta verso la crescita, le aziende devono concentrarsi sulle tre aree principali che formano i temi delle tendenze di quest'anno: centralità delle persone, indipendenza dalla posizione e focus sulla resilienza”.

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Ma ecco qui di seguito i principali trend tecnologici strategici per il 2021.

Internet of Behaviors

L'Internet dei comportamenti (IoB) sta emergendo per effetto del fatto che oggi molte tecnologie catturano e utilizzano la “digital dust”, ovvero le tracce digitali della vita quotidiana delle persone. L'IoB combina le tecnologie esistenti che si concentrano direttamente sull'individuo, come per esempio riconoscimento facciale, rilevamento della posizione e big data, e collega i dati risultanti a eventi comportamentali associati, come acquisti in contanti o utilizzo dei dispositivi quali gli smartphone.

Gartner prevede che entro la fine del 2025, oltre la metà della popolazione mondiale sarà soggetta ad almeno un programma IoB, sia esso commerciale o governativo. Sebbene l'IoB sia tecnicamente possibile, ci saranno ampi dibattiti etici e sociali sui diversi approcci impiegati per influenzare i comportamenti.

Total experience

"L'anno scorso, Gartner ha parlato della multiesperienza come di una tendenza tecnologica strategica di primo piano e quest'anno sta facendo un ulteriore passo avanti con la total experience (TX), una strategia che collega la multiesperienza con le discipline dell'esperienza dei clienti, dei dipendenti e degli utenti", sottolinea Burke. "Gartner si aspetta che le aziende in grado di proporre una total experience supereranno i concorrenti in tutte le principali metriche di soddisfazione nei prossimi tre anni".

Le aziende necessitano di una strategia di TX in quanto le interazioni diventano più mobili, virtuali e distribuite, principalmente a causa del Covid-19. La total experience riguarda il miglioramento delle esperienze di più componenti, in modo da ottenere un risultato di business trasformato. Queste esperienze intersecate sono momenti chiave per le aziende che si stanno riprendendo dalla pandemia e che cercano di differenziarsi capitalizzando su nuovi percorsi esperienziali.

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I calcoli per migliorare la privacy

Ovunque i CIO stanno affrontando più rischi che mai per la privacy e la non conformità, in seguito allo sviluppo globale della legislazione sulla protezione dei dati. A differenza dei comuni controlli di sicurezza dei dati inattivi, i calcoli per migliorare la privacy proteggono i dati in uso mantenendo la segretezza o la privacy.

Gartner ritiene che entro il 2025 la metà delle grandi aziende implementeranno i calcoli per migliorare la privacy, la “privacy enhancing computation”, per gestire i dati in ambienti non affidabili e per i casi d'uso di analisi dei dati multiparty. Le aziende dovrebbero iniziare a identificare i candidati per i calcoli che migliorano la privacy valutando le attività di elaborazione dei dati che richiedono trasferimenti di dati personali, monetizzazione dei dati, analisi delle frodi e altri casi d'uso per dati altamente sensibili.

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Il cloud distribuito

Il cloud distribuito è la distribuzione di servizi di cloud pubblico in diversi luoghi fisici, mentre il funzionamento, la governance e l'evoluzione dei servizi rimangono di responsabilità del fornitore di cloud pubblico. Fornisce un ambiente agile per scenari organizzativi con bassa latenza, esigenze di riduzione dei costi dei dati e requisiti di residenza dei dati. Risponde inoltre alla necessità per i clienti di disporre di risorse di cloud computing più vicine alla posizione fisica in cui si svolgono i dati e le attività di business.

Entro il 2025, la maggior parte delle piattaforme di servizi cloud fornirà almeno alcuni servizi cloud distribuiti che vengono eseguiti al momento del bisogno. "Il cloud distribuito può sostituire il cloud privato e fornisce edge cloud e altri nuovi casi d'uso per il cloud computing, oltre a rappresentare il futuro del cloud computing ", sottolinea Burke.

Le operazioni ovunque

Parlando di “anywhere operations”, cioè di operazioni svolte ovunque, si fa riferimento a un modello operativo IT progettato per supportare i clienti ovunque, abilitare i dipendenti ovunque e gestire l'implementazione dei servizi di business attraverso infrastrutture distribuite. Si tratta di qualcosa di più che lavorare semplicemente da casa o interagire con i clienti virtualmente, in quanto offre anche esperienze uniche a valore aggiunto in cinque aree principali: collaborazione e produttività, accesso remoto sicuro, infrastruttura cloud ed edge, quantificazione dell'esperienza digitale e automazione per supportare le operazioni da remoto.

Entro la fine del 2023, il 40% delle aziende avrà applicato le operazioni ovunque per offrire esperienze virtuali e fisiche ottimizzate e combinate sia ai dipendenti sia ai clienti.

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Il Cybersecurity Mesh

Il Cybersecurity Mesh permette a chiunque di accedere in modo sicuro a qualsiasi risorsa digitale, indipendentemente da dove si trova la risorsa o la persona, in quanto disaccoppia l'applicazione delle policy dal processo decisionale, e lo fa tramite un modello di cloud delivery, consentendo all'identità di diventare il perimetro di sicurezza.

Entro il 2025, il Cybersecurity Mesh supporterà oltre la metà delle richieste di controllo dell'accesso digitale. "La pandemia Covid-19 ha accelerato il processo pluridecennale di rivoluzione dell'azienda digitale", evidenzia Burke. "Abbiamo superato un punto critico: la maggior parte dei cyberasset aziendali è ora al di fuori dei tradizionali perimetri di sicurezza fisica e logica. Dato che le operazioni continuano a evolversi ovunque, il Cybersecurity Mesh diventerà l'approccio più pratico per garantire l'accesso sicuro da dispositivi non controllati, e il relativo utilizzo, delle applicazioni situate nel cloud e dei dati distribuiti".

Il business componibile intelligente

"I processi di business statici progettati per l'efficienza erano così fragili che sono andati in pezzi sotto lo shock della pandemia", spiega Burke. "Mentre i CIO e i leader IT lottano per raccogliere i pezzi, iniziano a comprendere l'importanza delle capacità di business che si adattano al ritmo del cambiamento."

Un business componibile intelligente riprogetta radicalmente il processo decisionale accedendo a informazioni migliori e rispondendo più agilmente a queste. Per esempio, le macchine miglioreranno il processo decisionale in futuro, grazie a un ricco tessuto di dati e insight. Il business componibile intelligente aprirà la strada a momenti di business digitale riprogettati, a nuovi modelli di business, e a operazioni autonome e nuovi prodotti, servizi e canali.

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L’ingegneria dell’AI

Le ricerche Gartner mostrano che solo il 53% dei progetti passa dai prototipi di intelligenza artificiale alla produzione. I CIO e i manager dell’IT trovano difficile scalare i progetti di AI perché mancano gli strumenti per creare e gestire una pipeline di AI di livello produttivo. La strada verso la produzione comporta il rivolgersi all'ingegneria dell'intelligenza artificiale, una disciplina incentrata sulla governance e sulla gestione del ciclo di vita di un'ampia gamma di modelli decisionali e operazionali di AI, come il machine learning o i grafi della conoscenza.

L'ingegneria dell'AI si basa su tre pilastri fondamentali: DataOps, ModelOps e DevOps. Una solida strategia di ingegneria dell'IA faciliterà le performance, la scalabilità, l'interpretabilità e l'affidabilità dei modelli di intelligenza artificiale, fornendo al contempo tutto il ritorno degli investimenti in AI.

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L’iperautomazione

L'iperautomazione guidata dal business è un approccio che le aziende utilizzano per identificare, esaminare e automatizzare rapidamente il maggior numero possibile di processi aziendali e IT approvati. Sebbene l'iperautomazione abbia avuto un trend inarrestabile negli ultimi anni, la pandemia ha aumentato la domanda con l'improvvisa esigenza che tutto sia "digital first".

Di conseguenza, il backlog di richieste da parte degli stakeholder aziendali ha spinto oltre il 70% delle organizzazioni commerciali a intraprendere numerosissime iniziative di iperautomazione. “L'iperautomazione è ormai inevitabile e irreversibile. Tutto ciò che può e deve essere automatizzato sarà automatizzato", conclude Burke.
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