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Gartner, i dati preliminari dell'IT Council italiano sul Cloud Computing

Nel corso del recente Gartner Italian Event sono stati presentati alcuni dati preliminari di una ricerca di mercato svolta tra i principali Cio italiani di grandi aziende. Dai primi dati preliminari emerge che vi è una larga maggioranza (58%) di aziende che sta valutando il Cloud Computing; un 25% lo ha pianificato per i prossimi 12 mesi, mentre un 17% lo sta già implementando.

Barbara Torresani

Oggi, come più volte detto, il Cloud Computing è un paradigma di forte attenzione e interesse per le aziende, che stanno valutando se e come aderire ad esso per fruire dell'IT negli anni futuri.
Come si posiziona l'Italia rispetto a questo nuono modello?
Proprio sul tema del Cloud Computing circa un anno fa a livello internazionale e, dallo scorso gennaio anche in Italia, Gartner, la nota società di analisi di mercato,  ha lanciato un'iniziativa denominata IT Council, al fine di identificare e definire i principali "issue" che influenzano l'IT, sia in termini di domanda sia di offerta. L'idea alla base dello studio è quella di individuare e razionalizzare alcuni temi, con l'obiettivo fornire alle realtà italiane alcuni spunti e indicazioni per fare evolvere il settore.
"In Italia c'è grande attenzione al tema. Siamo però solo all'inizio di un percorso, occorre accelerare il passo e capire come realmente utilizzarlo. Se nell'agenda dei Cio europei, infatti, il cloud si posiziona come la tecnologia numero 1, i Cio italiani non lo annoverano nella loro. E questo non è certo un fattore positivo. Non si possono capire le tecnologie se non sia ha una strategia che le contempla, che stabilisce dove e come applicarle", sostiene Regina Casonato, Managing VP e Country Leader della filiale italiana di Gartner, nel corso del primo Gartner Italian Event, svoltosi di recente a Milano.
Il primo IT Council italiano raccoglie  i principali Cio di differenti settori sul Cloud Computing. Sul tavolo della discussione i seguenti temi principali: la definizione univoca di Cloud Pubblico e Cloud Privato; processi di sicurezza per la privacy dei dati e la compliance; il cloud nel settore Pubblico; nuovi modelli di business (in termini di di delivering, pricing e Sla).
gartner-i-dati-preliminari-dell-it-council-italian-1.jpgNel corso del Gartner Italian Event sono stati presentati quindi alcuni dati preliminari di una ricerca di mercato svolta tra i principali Cio italiani di grandi aziende nei mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011. Molte valutazioni sono di tipo percettivo, in quanto dove non c'è una percezione diffusa di un fenomeno non vi è neanche una reale verifica sul campo del fenomeno stesso.
Dai primi dati preliminari emerge che vi è una larga maggioranza (58%) di aziende che sta valutando il Cloud Computing; un 25% lo ha pianificato per i prossimi 12 mesi, mentre un 17%  lo sta già implementando.
La maggioranza degli investimenti nel Cloud fino al 2012 si orienterà a un modello di Cloud privato (64% private cloud, 27% hybrid e 9% pubblic). E la declinazione Infrastructure as a service (computing, storage, backup,...) sarà il principale focus per i Cio italiani. Le aziende opteranno per il Cloud Computing soprattutto per fattori quali: una miglior efficienza dei costi, l'agilità e la velocità  La formula di pagamanto a consumo è molto apprezzata. La sicurezza dei dati, la privacy e la compliance risultano invece le principali preoccupazioni dei Cio italiani nella valutazione del Cloud Computing.
Tra i fattori che influenzano la scelta del fornitore di Cloud Computing i Cio italiani indicano la capacità di coniugare requisiti tecnologici e di business, uno staff skillato (in alcune situazioni capace di supplire a carenze interne dell'azienda), la fornitura di un modello di pricing flessibile, l'assunzione della responsabilità dei livelli di servizio. Nella selezione del fornitore diventano quindi fondamentali modelli di business chiari e trasparenti, che consentano di avvinarsi con fiducia ai nuovi paradigmi tecnologici.
Nel 2011 circa il 50% del Cio italiani conta di allocare tra l'1 e il 5% del della spesa annuale e raddoppiare tale percentuale negli anni a seguire. "Un dato che evidenzia la volontà a investire nel Cloud Computing anche se con cautela. In prospettiva, a fronte della realizzazione di business case e di modelli 'proof of concept' ci si aspetta una crescita anche sostenuta di investimenti in quest'area" afferma Casonato.
A questo passaggio saranno interessate le grandi organizzazioni ma anche le medio-piccole, che potranno beneficiare di questa modalità di fruizione dell'IT per mettersi a pari con le grandi in termini di innovazione. All'interno delle aziende affinché il cloud computing sia in grado di portare efficienza e avere impatti positivi sul business è necessario che le infrastrutture IT si trasformino e gli staff si formino sulle nuove tecnologie. Emergeranno quindi nuove figure professionionali (per esempio i competenti legali dell'IT). E se oggi le decisioni in materia Cloud Computing  sono nelle mani dei Cio e dei responsabili IT, Gartner ritiene che nel breve i decision maker saranno più varigati.
In conclusione, dice Casonato: "I Cio italiani stanno valutando e pianificando il Cloud Computing che guiderà la produttività. Si muovono a passi evolutivi, e il primo step è il Private Cloud. Efficienza nei costi, agilità e velocità sono i principali driver, mentre la sicurezza e la privacy dei dati i maggiori freni. E' una grande sfida per l'IT italiana, ma soprattutto un'enorme opportunità".
Pubblicato il: 13/04/2011

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