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CA Technologies, con il cloud computing i Cio sono più strategici

Un recente studio rivela che il 54% degli intervistati ritiene che il cloud computing consenta di dedicare più tempo alla strategia del business e alle innovazioni e di far crescere le probabilità di una promozione alla carica di Ceo.

Autore: Chiara Bernasconi

CA Technologies ha reso noti i risultati di un nuovo studio mondiale, intitolato ‘The Changing Role of the CIO 2011', che ha rivelato come il cloud computing stia trasformando la percezione che i Chief Information Officer hanno del loro ruolo all'interno dell'azienda.
Dei 685 direttori dei sistemi informativi intervistati, il 54% ritiene che il cloud computing possa avvicinare ulteriormente le funzioni di business al Cio consentendo a quest'ultimo di focalizzarsi maggiormente sull'erogazione di servizi alle linee di business. Anche in Italia, sebbene il cloud computing non segua le stesse dinamiche del resto del mondo, oltre un quarto dei Cio si dice d'accordo con questa visione.
Il rapporto mette tuttavia in luce la differenza fra le ambizioni dei Cio italiani e quelle dei loro colleghi nel resto del mondo.
In Italia il 73% dei Cio afferma di vedere il proprio ruolo come punto d'arrivo e non di possibile ascesa verso la posizione di Ceo: una netta maggioranza quindi rispetto al 45% dei loro pari nel resto del mondo convinti di poter ambire al ruolo del numero uno in azienda.
Inoltre, mentre il 39% del totale dei Cio intervistati in tutto il mondo dichiara di vedere nell'adozione del cloud computing una prospettiva di crescita nella scala gerarchica aziendale, in Italia la percentuale scende a al 27%.
Oltre la metà dei Cio interpellati a livello mondiale ha altresì dichiarato che il cloud computing offre nuove opportunità di ascesa ai vertici aziendali perché consente di dedicare più tempo a progetti di innovazione, alle strategie commerciali e alla ricerca di una maggiore efficacia operativa.
Il cloud computing potrebbe quindi rappresentare un'opportunità anche per i Cio italiani, che secondo il 60% degli intervistati non sono ancora percepiti come funzione cruciale per l'azienda bensì come responsabili a supporto del business.
Oltre agli ostacoli organizzativi a un avanzamento di carriera, i Cio devono anche fare i conti con una feroce concorrenza. Poco più di metà dei Cio italiani (53%) ha ammesso che, pur avendo le competenze necessarie per ambire al ruolo di Ceo, esistono altri ruoli tra il management aziendale che vantano esperienze più rilevanti per salire ai vertici aziendali.
La scarsa ‘alfabetizzazione digitale' ai piani alti costituisce un ulteriore freno alle ambizioni di crescita dei Cio italiani, di cui soltanto il 27% vanta un CdA con competenze in materia di tecnologie digitali. Il 47% ha dichiarato di avere un Top Management non sempre in grado di comprendere l'impatto delle tecnologie emergenti. Il 59% dei Cio interpellati ha specificato che il CdA vede l'IT come un costo necessario per l'attività di business e secondo un quarto degli intervistati il Board non capisce il potenziale dell'IT per lo sviluppo del business.
A livello mondiale, i Cio riferiscono che, fermo restando l'esistenza di ostacoli organizzativi e del famoso "tetto di cristallo", le percezioni stanno cambiando. Il 50% dei CIO spiega che il management è consapevole della crescente rilevanza assunta dai CIO all'interno dell'organizzazione e che il Board sta iniziando a cogliere le loro potenzialità.
Lo studio indipendente su cui si basa il rapporto è stato commissionato da CA Technologies e condotto dalla Vanson Bourne, società inglese di ricerca di mercato specializzata in ambito tecnologico.
Nell'estate 2011 sono state eseguite 685 interviste telefoniche a Cio operanti in organizzazioni con almeno 500 dipendenti nei seguenti settori: telco, Gdo, finanziario e industria manifatturiera. Sono stati intervistati 30 Cio in ciascuno dei seguenti Paesi: Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Benelux, Austria/Svizzera, Israele, Scandinavia, Australia, Cina, Hong Kong, India, Malesia, Singapore, Corea, Taiwan, Tailandia, Canada, Stati Uniti, e 15 in Portogallo.
Servendosi di società estratte dalla classifica Forbes delle 2000 più grandi aziende quotate al mondo (stilata nell'aprile 2011), lo studio ha profilato l'iter di carriera di 685 Ceo in società operanti in quattro settori verticali in 21 Paesi e/o aree geografiche.
Per ogni azienda sono stati identificati ricavi e numero di dipendenti (min. 500) per mezzo di risorse quali Business Week e Reuters, insieme al ruolo precedente, esperienze all'estero e titoli professionali di ciascun CEO.
Pubblicato il: 23/05/2012

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