Broadcom offre 130 miliardi di dollari per l'acquisizione di Qualcomm

L'operazione porterebbe alla nascita di una nuova compagine tecnologica con un fatturato complessivo superiore ai 50 miliardi di dollari

Broadcom ha offerto 130 miliardi di dollari per l'acquisizione di Qualcomm. Se dovesse mai nascere, la nuova società avrebbe un fatturato pro-forma superiore ai 50 miliardi di dollari.

Qualcomm è uno dei principali produttori di microchip al mondo e la stessa Broadcom è uno dei suoi diretti concorrenti. Il deal porterebbe a una concentrazione di quote di mercato e di potere che le authority difficilmente vedrebbero di buon occhio. Senza contare che Qualcomm è ancora impegnata nell’acquisizione di Nxp: un affare da 38 miliardi di dollari che è ancora al vaglio dell’antitrust europeo (Nxp è olandese) e che ha visto mettersi di traverso diversi azionisti della società, come Elliott Management. Il parere dell’hedge fund è che l’offerta avanzata dal colosso californiano non rispecchi il vero valore di Nxp.

Per il mondo dei semiconduttori, si apre un futuro del tutto imprevedibile. La discontinuità che si sta verificando sul mercato favorisce la competizione su un terreno trasversale: quello dell’IoT. Da una parte l’intelligenza del silicio si diffonde in oggetti digitali, in grado di inviare dati in merito al proprio stato in una dimensione applicativa che implica una connessione in un network che può essere di tipo locale piuttosto che geografico; dall’altra la convergenza di interessi di due realtà, quella informatica e quella industriale, fa nascere un futuro nel segno dell’Internet of Things e del mobile computing.

Complessivamente il fatturato dell’industria globale dei semiconduttori non evidenzia incrementi significativi, tutt’altro. Come evidenziano i dati Gartner,nel 2016 il giro d’affari globale è stato di circa 333 miliardi di dollari, in contrazione dello 0,6% rispetto al 2015, anno in cui il valore aveva scontato una flessione superiore al 2%.

Più che a una rinnovata crescita del comparto, si assiste a una sua diversa profilazione, con quote di fatturato associate ai rispettivi segmenti che evidenziano alta volatilità e fluttuazione di valore.

Le nuove aree, che possiamo etichettare come next generation semiconductor industry, non hanno ancora un impatto significativo a livello globale e non compensano sufficientemente la tendenziale contrazione del mercato tradizionale associato al personal computing. Ma è solo questione di tempo.

Intel, Samsung, Qualcomm, Micron, Texas Insutruments, Toshiba, Broadcom, StMicroelectronics, Infeneon. Le aziende che fanno il mercato del silicio sono alle prese con un cambiamento epocale che porterà a una nuova sostenibilità di fatturato e a diversi rapporti di forza. Le acquisizioni e fusioni saranno un tema centrale all’interno del settore.
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