Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Il paradigma della cybersecurity si è evoluto ben oltre la semplice difesa, posizionandosi ormai come un abilitatore strategico della trasformazione digitale e del business nel suo complesso. Stiamo assistendo a un’intensa fase di sviluppo nel campo della sicurezza informatica. La digitalizzazione, ora profondamente influenzata dall’intelligenza artificiale, non rappresenta più una speculazione teorica, ma una realtà operativa consolidata, specialmente nel contesto delle grandi imprese italiane, destinata a rimodellare radicalmente le metodologie lavorative. L’esercizio delle funzioni di sicurezza porta con sé però una considerevole responsabilità, motivo per cui competenze specifiche e qualità dei livelli di servizio sono elementi imprescindibili. Per questo rileviamo con ottimismo la propensione delle aziende a rafforzare le proprie capacità, e ad accrescere e sviluppare le proprie competenze. L’incremento della consapevolezza, anche per effetto del contesto normativo, sta generando una domanda caratterizzata da maggiore maturità e discernimento. Il grado di sensibilizzazione è particolarmente elevato poiché, con le minacce cyber che tenderanno a una crescente sofisticazione sulla spinta dell’AI, è indispensabile intensificare con crescente determinazione gli investimenti in innovazione e ricerca, integrando le tecnologie più avanzate.
Il mercato persiste ancora in uno stato di frammentazione, caratterizzato da molteplici soluzioni puntuali che rispondono a bisogni specifici senza però una capacità di interazione e analisi sistemica. Sebbene si discuta di consolidamento, l’offerta è ancora dominata da strumenti verticali, con un processo di integrazione graduale: in questo contesto, il nostro posizionamento strategico si è orientato da anni verso la platformization.
L’architettura basata su piattaforma risponde all’esigenza impellente di integrare e automatizzare la difesa lungo l’intero perimetro digitale. La transizione a questo approccio è, principalmente, un cambio di mentalità e di metodo. I clienti necessitano di visibilità completa, automazione profonda e consolidamento operativo, aspetti che rendono il singolo prodotto non più sufficiente per le sfide attuali. Un approccio basato su piattaforma non solo offre maggiore trasparenza e una più elevata capacità di automazione, ma garantisce un ritorno sull’investimento superiore e un livello di protezione ottimizzato, grazie a una gestione unificata e sinergica. Questa è la risposta strategica alla complessità crescente del panorama cyber e un’opportunità significativa per generare valore aggiunto.
L’intelligenza artificiale è il perno centrale di questa strategia. Con il nostro principio “Combattere l’AI con l’AI”, la sfruttiamo per elevare gli standard di sicurezza e l’efficienza dell’automazione. L’opportunità è evidente: il 78% delle aziende si sta trasformando con l’AI, ma solo il 6% dispone dei guardrail per farlo in modo sicuro. In questo scenario, la nostra piattaforma Prisma AIRS 2.0 fornisce ai clienti una protezione end-to-end durante l’intero ciclo di vita delle applicazioni di AI, proteggendo ogni elemento, dagli agenti autonomi ai modelli stessi. Stiamo ridefinendo il significato di protezione dell’AI su larga scala, trasformando la sicurezza in un acceleratore per l’innovazione, non più un ostacolo. Questo segna la continuazione della nostra rapida innovazione nella sicurezza dell’AI, mentre offriamo nuove capacità avanzate per difenderci dalle minacce di domani
Allo stesso tempo, per affrontare la duplice sfida di “AI for security and security for AI”, è essenziale proteggere l’AI stessa - nella forma di agenti, set di dati o applicazioni - con soluzioni dedicate. Difendere l’intelligenza artificiale significa consentire alle aziende di innovare con fiducia e salvaguardare i propri investimenti nella trasformazione digitale in corso.
Approfondisci la notizia sulla rivista