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Il parere di Check Point Software

Risponde Cristiano Voschion, Country Manager Italia per Check Point Software Technologies

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza?

Il livello di consapevolezza è cresciuto in modo significativo, ma il 2026 segnerà un’evoluzione ancora più profonda. Come evidenziato nelle più recenti analisi di Check Point, non ci si trova più di fronte alla difesa di singoli perimetri, bensì di governare ecosistemi complessi, dinamici e interconnessi, in cui innovazione e rischio evolvono alla stessa velocità.

La convergenza tra cloud, reti distribuite, intelligenza artificiale e sistemi fisici sta ridefinendo il concetto stesso di superficie di attacco. Nel 2026 la parola chiave sarà “convergenza”: l’AI diventerà il tessuto connettivo tra infrastrutture, applicazioni e processi decisionali. Questo scenario richiede alle organizzazioni un cambio di approccio: non più sicurezza frammentata o reattiva, ma resilienza continua e misurabile.

L’adozione dell’AI agentica, ovvero sistemi autonomi capaci di pianificare e agire con intervento umano minimo, introduce nuove lacune di governance, imponendo alle aziende di trattare i modelli di intelligenza artificiale come asset critici e di proteggerne l’intero ciclo di vita. Parallelamente, tecniche come prompt injection e data poisoning, così come l’evoluzione del ransomware verso operazioni di pressione sui dati, ampliano ulteriormente il livello di esposizione.

Le aziende hanno compreso il rischio, ma la sfida oggi è trasformare questa consapevolezza in resilienza misurabile e continua In questo contesto, la sicurezza non può più essere solo documentale o reattiva, ma deve diventare una capacità operativa costante e dimostrabile anche a livello di conformità.

Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience?

La nostra strategia si fonda su un modello di sicurezza unificata, prevention-first e guidata dall’intelligenza artificiale. Con Check Point Infinity Platform abbiamo ridefinito il concetto di architettura integrata, offrendo una piattaforma capace di proteggere in modo coerente infrastrutture multi-cloud, reti distribuite, workload, identità e dati attraverso una governance centralizzata e predittiva. Questo consente alle organizzazioni di superare la frammentazione tipica della cybersecurity tradizionale. Un elemento chiave è la Hybrid Mesh Network Security, che permette di applicare policy uniformi e prevenzione avanzata su cloud pubblici e privati, data center, SD-WAN e reti distribuite, garantendo continuità e scalabilità anche in ambienti eterogenei.

Abbiamo inoltre rafforzato la piattaforma attraverso acquisizioni strategiche nel 2025: con Lakera abbiamo introdotto capacità dedicate alla sicurezza dell’intelligenza artificiale, proteggendo modelli generativi, agenti AI e pipeline di dati lungo l’intero ciclo di vita. Con l’integrazione delle tecnologie di Veriti abbiamo potenziato l’exposure management, consentendo di identificare, prioritizzare e mitigare i rischi in modo predittivo.

Guardando al 2026, l’evoluzione della nostra piattaforma si concentra sull’estensione dell’AI-driven security, sull’automazione intelligente di risposta agli incidenti, sull’evoluzione del risk management verso modelli sempre più predittivi e sul rafforzamento dell’Hybrid Mesh Network Security per garantire protezione uniforme su cloud, edge e infrastrutture distribuite.

Con cyber resilience, oggi, si intende prevenzione, orchestrazione e visibilità continua sull’intero ecosistema digitale, integrando tecnologia, intelligenza artificiale e governance in un’unica strategia coerente.

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Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza? Il livello di consapevolezza è cresciuto in modo significativo, ma il 2026 segnerà un’evoluzione ancora più profonda. Come evidenziato nelle più recenti analisi di Check Point, non ci si trova più di fronte alla difesa di singoli perimetri, bensì di governare ecosistemi complessi, dinamici e interconnessi, in cui innovazione e rischio evolvono alla stessa velocità. La convergenza tra cloud, reti distribuite, intelligenza artificiale e sistemi fisici sta ridefinendo il concetto stesso di superficie di attacco. Nel 2026 la parola chiave sarà “convergenza”: l’AI diventerà il tessuto connettivo tra infrastrutture, applicazioni e processi decisionali. Questo scenario richiede alle organizzazioni un cambio di approccio: non più sicurezza frammentata o reattiva, ma resilienza continua e misurabile. L’adozione dell’AI agentica, ovvero sistemi autonomi capaci di pianificare e agire con intervento umano minimo, introduce nuove lacune di governance, imponendo alle aziende di trattare i modelli di intelligenza artificiale come asset critici e di proteggerne l’intero ciclo di vita. Parallelamente, tecniche come prompt injection e data poisoning, così come l’evoluzione del ransomware verso operazioni di pressione sui dati, ampliano ulteriormente il livello di esposizione. Le aziende hanno compreso il rischio, ma la sfida oggi è trasformare questa consapevolezza in resilienza misurabile e continua In questo contesto, la sicurezza non può più essere solo documentale o reattiva, ma deve diventare una capacità operativa costante e dimostrabile anche a livello di conformità. Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience? La nostra strategia si fonda su un modello di sicurezza unificata, prevention-first e guidata dall’intelligenza artificiale. Con Check Point Infinity Platform abbiamo ridefinito il concetto di architettura integrata, offrendo una piattaforma capace di proteggere in modo coerente infrastrutture multi-cloud, reti distribuite, workload, identità e dati attraverso una governance centralizzata e predittiva. Questo consente alle organizzazioni di superare la frammentazione tipica della cybersecurity tradizionale. Un elemento chiave è la Hybrid Mesh Network Security, che permette di applicare policy uniformi e prevenzione avanzata su cloud pubblici e privati, data center, SD-WAN e reti distribuite, garantendo continuità e scalabilità anche in ambienti eterogenei. Abbiamo inoltre rafforzato la piattaforma attraverso acquisizioni strategiche nel 2025: con Lakera abbiamo introdotto capacità dedicate alla sicurezza dell’intelligenza artificiale, proteggendo modelli generativi, agenti AI e pipeline di dati lungo l’intero ciclo di vita. Con l’integrazione delle tecnologie di
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