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Il parere di Fortinet

Risponde Antonio Madoglio, Senior Director Systems Engineering – Italy & Malta di Fortinet

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza?

La consapevolezza delle aziende sui rischi cyber è cresciuta in modo significativo, anche grazie all’impatto delle normative europee e nazionali. Regolamenti come GDPR, NIS2 e le linee guida dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale hanno portato la sicurezza al centro delle decisioni strategiche, spingendo molte aziende a rivedere processi e investimenti. Tuttavia, questa maturità non è uniforme: le realtà più strutturate hanno compreso che la cybersecurity è un fattore competitivo, mentre una parte del tessuto imprenditoriale – soprattutto le PMI – mantiene un approccio ancora reattivo, più orientato alla gestione degli incidenti che alla prevenzione.

Il vero divario oggi riguarda la capacità di cogliere la rapidità e la sofisticazione degli attacchi, sempre più automatizzati e distribuiti. La complessità degli ambienti moderni – cloud, lavoro ibrido, OT, supply chain – rende insufficiente qualsiasi modello tradizionale. Per molte aziende la sfida è evolvere verso una strategia di cyber resilience, che integri tecnologia, processi e competenze in un percorso continuo e misurabile.

Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience?

In Fortinet adottiamo un approccio integrato che combina piattaforme tecnologiche, servizi specializzati e competenze consulenziali. Al centro c’è la Security Fabric, la nostra architettura che unifica rete, sicurezza e cloud, riducendo complessità e offrendo una visibilità completa dell’infrastruttura. Su questa base si innestano le soluzioni di AI driven security, che permettono di individuare rapidamente comportamenti anomali e di accelerare la risposta agli incidenti. Un ruolo sempre più rilevante è svolto dalla Agentic AI, agenti intelligenti capaci di correlare eventi, prendere decisioni contestuali e orchestrare automaticamente le attività di remediation.

Parallelamente, l’adozione dell’AI generativa sta portando molte aziende a costruire vere e proprie AI factory. È un nuovo perimetro che richiede protezione dedicata: modelli, dati e pipeline devono essere difesi da attacchi mirati e manipolazioni. La sicurezza, quindi, non è solo abilitata dall’AI, ma diventa un elemento essenziale per proteggere l’AI stessa, oggi al centro di un’attenzione senza precedenti.

La convergenza tra networking e sicurezza – SD WAN, SASE, ZTNA – garantisce una protezione uniforme per utenti e applicazioni, indipendentemente da dove si trovino. A questo si affiancano soluzioni specifiche per ambienti multi cloud, applicazioni moderne e infrastrutture OT, oltre a tecnologie avanzate per endpoint, identità e accessi basati su Zero Trust.

Sul fronte dei servizi, mettiamo a disposizione SOC as a Service e MDR, che offrono monitoraggio continuo, threat hunting e capacità di risposta anche alle aziende prive di un SOC interno. I nostri Professional Services supportano nella progettazione e ottimizzazione delle architetture di sicurezza, nella migrazione al cloud e nel rafforzamento delle infrastrutture esistenti. In caso di attacco, i team di Incident Response intervengono rapidamente, mentre i programmi di formazione e certificazione contribuiscono a ridurre il gap di competenze.

Un elemento distintivo del nostro modello è che tutta la tecnologia e tutti i servizi Fortinet vengono veicolati attraverso la nostra rete di distributori e partner, un ecosistema che garantisce prossimità, competenze locali e supporto costante alle aziende.

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Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza? La consapevolezza delle aziende sui rischi cyber è cresciuta in modo significativo, anche grazie all’impatto delle normative europee e nazionali. Regolamenti come GDPR, NIS2 e le linee guida dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale hanno portato la sicurezza al centro delle decisioni strategiche, spingendo molte aziende a rivedere processi e investimenti. Tuttavia, questa maturità non è uniforme: le realtà più strutturate hanno compreso che la cybersecurity è un fattore competitivo, mentre una parte del tessuto imprenditoriale – soprattutto le PMI – mantiene un approccio ancora reattivo, più orientato alla gestione degli incidenti che alla prevenzione. Il vero divario oggi riguarda la capacità di cogliere la rapidità e la sofisticazione degli attacchi, sempre più automatizzati e distribuiti. La complessità degli ambienti moderni – cloud, lavoro ibrido, OT, supply chain – rende insufficiente qualsiasi modello tradizionale. Per molte aziende la sfida è evolvere verso una strategia di cyber resilience, che integri tecnologia, processi e competenze in un percorso continuo e misurabile. Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience? In Fortinet adottiamo un approccio integrato che combina piattaforme tecnologiche, servizi specializzati e competenze consulenziali. Al centro c’è la Security Fabric, la nostra architettura che unifica rete, sicurezza e cloud, riducendo complessità e offrendo una visibilità completa dell’infrastruttura. Su questa base si innestano le soluzioni di AI driven security, che permettono di individuare rapidamente comportamenti anomali e di accelerare la risposta agli incidenti. Un ruolo sempre più rilevante è svolto dalla Agentic AI, agenti intelligenti capaci di correlare eventi, prendere decisioni contestuali e orchestrare automaticamente le attività di remediation. Parallelamente, l’adozione dell’AI generativa sta portando molte aziende a costruire vere e proprie AI factory. È un nuovo perimetro che richiede protezione dedicata: modelli, dati e pipeline devono essere difesi da attacchi mirati e manipolazioni. La sicurezza, quindi, non è solo abilitata dall’AI, ma diventa un elemento essenziale per proteggere l’AI stessa, oggi al centro di un’attenzione senza precedenti. La convergenza tra networking e sicurezza – SD WAN, SASE, ZTNA – garantisce una protezione uniforme per utenti e applicazioni, indipendentemente da dove si trovino. A questo si affiancano soluzioni specifiche per ambienti multi cloud, applicazioni moderne e infrastrutture OT, oltre a tecnologie avanzate per endpoint, identità e accessi basati su Zero Trust. Sul fronte dei servizi, mettiamo a disposizione SOC as a Service e MDR, che offrono monitoraggio continuo, t
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