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Il parere di Cisco Italia

Risponde Fabio Panada, Technical Solutions Architect – Security di Cisco Italia

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza?

La cybersecurity è una priorità strategica per le aziende italiane. La consapevolezza dei rischi è cresciuta in modo significativo: un incidente cyber colpisce non soltanto la continuità operativa, ma anche la reputazione, la fiducia degli stakeholder e la conformità normativa. L’evoluzione delle minacce, alimentata dall’uso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale e dall’emergere di Agentic AI autonomi, impone però un cambio di passo deciso: dalla difesa perimetrale tradizionale a un ecosistema di sicurezza integrato e resiliente, capace di prevenire, rilevare e rispondere in modo coordinato.

In Cisco osserviamo una forte accelerazione verso architetture in cui rete e sicurezza convergono in un’unica piattaforma, superando logiche a silos che aumentano complessità e tempi di risposta. L’evoluzione del nostro portafoglio per l’era dell’Agentic AI riflette una visione chiara: proteggere non solo dati e infrastrutture, ma anche gli agenti intelligenti che operano in autonomia all’interno dei processi aziendali.

Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience?

Il passaggio da assistenti a veri e propri agenti autonomi amplia sensibilmente la superficie d’attacco. Gli agenti interagiscono con modelli linguistici, strumenti, API e servizi di terze parti: ogni elemento della catena può rappresentare un potenziale punto di vulnerabilità. I recenti aggiornamenti di Cisco AI Defense, annunciati durante Cisco Live, introducono maggiore visibilità e governance lungo l’intera supply chain dell’AI. Strumenti come l’AI BOM (Bill of Materials) e il MCP Catalog consentono di catalogare asset e dipendenze dell’infrastruttura AI e di valutarne le vulnerabilità. Allo stesso tempo, attività di red teaming avanzato e controlli in tempo reale sulle interazioni agentiche aiutano a prevenire manipolazioni e utilizzi impropri, integrando prevenzione e protezione in modo nativo e supportando i team nel far rispettare le policy di sicurezza.

La rete diventa così un punto di controllo strategico e un abilitatore di visibilità. Le funzionalità AI-aware integrate nell’architettura Secure Access Service Edge (SASE) permettono di rilevare e ottimizzare il traffico AI, garantendo prestazioni prevedibili anche durante i picchi di carico. La resilienza richiede inoltre un’infrastruttura sicura by design: grazie a IOS XE 26 e al supporto di router e smart switch di nuova generazione, sono state introdotte protezioni full-stack di crittografia post-quantistica, preparando le aziende alle minacce future e a normative in continua evoluzione. Le nuove funzionalità di Active Directory Defense integrate con Cisco Duo rafforzano visibilità, controllo e protezione delle identità negli ambienti on-premises, in linea con un modello Zero Trust.

Le aziende italiane hanno compiuto progressi significativi, anche grazie alla spinta regolatoria. La sfida ora è trasformare la sicurezza in leva di innovazione, adottando piattaforme integrate capaci di correlare eventi, ridurre la complessità operativa e accelerare la risposta agli incidenti. Nell’era dell’Agentic AI, sicurezza e innovazione devono avanzare insieme per garantire fiducia, controllo e continuità nel tempo.

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Dal vostro punto di osservazione, qual è oggi il livello di consapevolezza delle aziende sui rischi di cybersicurezza? La cybersecurity è una priorità strategica per le aziende italiane. La consapevolezza dei rischi è cresciuta in modo significativo: un incidente cyber colpisce non soltanto la continuità operativa, ma anche la reputazione, la fiducia degli stakeholder e la conformità normativa. L’evoluzione delle minacce, alimentata dall’uso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale e dall’emergere di Agentic AI autonomi, impone però un cambio di passo deciso: dalla difesa perimetrale tradizionale a un ecosistema di sicurezza integrato e resiliente, capace di prevenire, rilevare e rispondere in modo coordinato. In Cisco osserviamo una forte accelerazione verso architetture in cui rete e sicurezza convergono in un’unica piattaforma, superando logiche a silos che aumentano complessità e tempi di risposta. L’evoluzione del nostro portafoglio per l’era dell’Agentic AI riflette una visione chiara: proteggere non solo dati e infrastrutture, ma anche gli agenti intelligenti che operano in autonomia all’interno dei processi aziendali. Quali tecnologie, servizi e competenze mettete a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei rischi e nel percorso verso una reale cyber resilience? Il passaggio da assistenti a veri e propri agenti autonomi amplia sensibilmente la superficie d’attacco. Gli agenti interagiscono con modelli linguistici, strumenti, API e servizi di terze parti: ogni elemento della catena può rappresentare un potenziale punto di vulnerabilità. I recenti aggiornamenti di Cisco AI Defense, annunciati durante Cisco Live, introducono maggiore visibilità e governance lungo l’intera supply chain dell’AI. Strumenti come l’AI BOM (Bill of Materials) e il MCP Catalog consentono di catalogare asset e dipendenze dell’infrastruttura AI e di valutarne le vulnerabilità. Allo stesso tempo, attività di red teaming avanzato e controlli in tempo reale sulle interazioni agentiche aiutano a prevenire manipolazioni e utilizzi impropri, integrando prevenzione e protezione in modo nativo e supportando i team nel far rispettare le policy di sicurezza. La rete diventa così un punto di controllo strategico e un abilitatore di visibilità. Le funzionalità AI-aware integrate nell’architettura Secure Access Service Edge (SASE) permettono di rilevare e ottimizzare il traffico AI, garantendo prestazioni prevedibili anche durante i picchi di carico. La resilienza richiede inoltre un’infrastruttura sicura by design: grazie a IOS XE 26 e al supporto di router e smart switch di nuova generazione, sono state introdotte protezioni full-stack di crittografia post-quantistica, preparando le aziende alle minacce future e a normative in continua evoluzione. Le nuove funzionalità di Active Directory Defense integrate con Cisco Duo rafforzano visibilità, controllo e protezione delle identità negli ambien
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