Con il nuovo automation orchestrator e Ansible Automation Platform 2.7, Red Hat integra workflow deterministici e automazione AI‑driven per convertire gli insight in interventi operativi immediati e affidabili
Fonte: Foto Edoardo Bellocchi
Importanti innovazioni per Red Hat Ansible Automation Platform, pensate per rendere operativi gli agenti di intelligenza artificiale su scala enterprise. Con queste novità, Red Hat punta a consolidare il ruolo della piattaforma come punto di riferimento per le organizzazioni che vogliono portare l’AI nelle operazioni IT senza dover partire da zero.
Red Hat Ansible Automation Platform 2.7 e il nuovo automation orchestrator, disponibile in technology preview, sono progettati per offrire governance, controllo e precisione, aiutando le imprese a tradurre l’AI in valore operativo.
L’evoluzione di Ansible Automation Platform consente ai team IT di orchestrare workflow complessi integrando supervisione umana, automazione deterministica e insight generati dall’AI, con l’obiettivo di ottenere risultati più affidabili e scalabili. Le aziende possono infatti valorizzare il patrimonio di automazione già esistente, a partire dai playbook Ansible consolidati, utilizzandoli come base governata su cui gli agenti AI possono analizzare contesti, suggerire interventi e attivare workflow approvati.
Tra le principali novità, si segnalano: AI più contestuale, grazie alla possibilità di arricchire l’automation intelligent assistant con informazioni specifiche dell’organizzazione tramite funzionalità di bring-your-own-knowledge; un ponte universale verso l’AI, attraverso il server Model Context Protocol (MCP) per Ansible Automation Platform, che permette di collegare strumenti AI e automazione senza necessità di integrazioni personalizzate; AIOps più rapido da implementare, con solution guide sviluppate per partner dell’ecosistema come IBM Instana, ServiceNow e Splunk; fruizione semplificata dell’automazione, grazie a workflow più intuitivi nell’automation portal per creare, distribuire e riutilizzare contenuti; decisioni guidate dai dati, con metriche di performance e ROI visibili direttamente nella dashboard di automazione; e infine orchestrazione multimodale, tramite il nuovo automation orchestrator, che consente di combinare automazione deterministica, event-driven e AI-driven in un’unica trama di workflow.
Con le nuove funzionalità, Ansible Automation Platform punta a: colmare il divario tra osservabilità e azione, trasformando gli insight di monitoraggio in remediation automatizzata lungo l’intero stack tecnologico; estendere gli investimenti esistenti, portando i workflow di automazione già adottati nell’era agentica; e infine unificare le diverse modalità di automazione, integrando task-based, event-driven e AI-driven in un unico workflow visibile e governato.
“Con l’AI che sta rapidamente ridefinendo scala e velocità dell’ITOps, Red Hat offre una base di automazione governata capace di trasformare l’intelligenza in azione affidabile. Ansible Automation Platform agisce come control plane per l’automazione task-based, event-driven e AI-driven, permettendo di evolvere da un’automazione puramente deterministica a un’orchestrazione realmente orientata ai risultati. Scegliendo in modo intelligente quando ricorrere al ragionamento AI e quando affidarsi a un’automazione collaudata, aiutiamo i clienti a massimizzare efficienza e innovazione, mantenendo sotto controllo anche i costi di elaborazione e di utilizzo dei token AI”, commenta Sathish Balakrishnan, vice president e general manager, Ansible di Red Hat.
Red Hat Ansible Automation Platform 2.7 sarà disponibile nelle prossime settimane. L’automation orchestrator sarà disponibile entro la fine dell’anno.
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