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Istat: timida ripresa industriale a fronte di una frenata nei servizi

I nuovi dati Istat mostrano una crescita dell’industria spinta dai mercati esteri e dai beni strumentali, mentre i servizi registrano una lieve flessione congiunturale nonostante l'ottima tenuta su base annua.

Mercato e Lavoro

L’economia italiana a febbraio 2026 presenta un volto a due velocità, dove la vitalità degli scambi internazionali compensa la timidezza della domanda interna. Secondo le ultime stime Istat, il fatturato dell’industria è aumentato dello 0,6% in valore rispetto al mese precedente, sebbene il volume abbia registrato una lieve contrazione dello 0,1%. A sostenere questo incremento è stato esclusivamente il mercato estero (+1,9% in valore), capace di bilanciare la flessione registrata sul fronte nazionale. Al contrario, il settore dei servizi ha vissuto un mese di assestamento, con una diminuzione congiunturale dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume, influenzata negativamente soprattutto dal commercio all'ingrosso.

Analizzando i raggruppamenti industriali, emerge una dinamica positiva per i beni strumentali (+1,8%) e i beni di consumo (+0,8%), segnali di una certa tenuta degli investimenti e della spesa. Di segno opposto i settori dei beni intermedi (-0,6%) e, in modo più marcato, dell’energia, che segna un calo dell’1,4% su base mensile. Guardando al trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026, il quadro complessivo resta comunque favorevole: l’industria cresce dello 0,3% in valore, mentre i servizi mostrano un incremento più robusto dello 0,8%.

Su base annua, la crescita appare ancora più consolidata. Il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, è cresciuto dello 0,5% in valore, mentre il comparto dei servizi ha segnato un balzo tendenziale del 2,4% in valore. All'interno di quest'ultimo, sia il commercio all'ingrosso che gli altri servizi hanno mostrato variazioni positive superiori al 2%, confermando una ripresa strutturale rispetto all'anno precedente. Unica nota dolente nel confronto annuo rimane il settore dell'energia, che registra un crollo dell'11,3%, in parte dovuto alla stabilizzazione dei prezzi rispetto ai picchi passati.

In sintesi, il commento dell'Istat sottolinea come, nonostante le flessioni congiunturali nei trasporti, nel magazzinaggio e nelle attività immobiliari, la maggiore vivacità delle vendite verso i clienti esteri stia agendo da scudo per l’industria manifatturiera italiana. Al netto della volatilità mensile, entrambi i comparti chiudono febbraio con una crescita tendenziale, suggerendo una resilienza del sistema produttivo nazionale pur in un contesto di mercato interno ancora debole.

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