SAP, la sostenibilità è un lavoro di squadra ed entra nel Dna aziendale

Al centro della 15esima edizione del SAP Executive Summit a Cernobbio, il tema della sostenibilità, abilitata dall’innovazione tecnologica, nelle tre declinazioni portanti: ambientale, economica e sociale. Un tema oggi prioritario nelle agende dei Ceo da sviluppare in ecosistema. Premiati i clienti innovativi. Una recap sulla strategia del vendor

Trasformazione Digitale

La nuova sfida evolutiva che coinvolge SAP e il suo ecosistema – partner, clienti, dipendenti, stackholder,… – riguarda il tema della sostenibilità nella sua accezione più ampia, volta a portare benefici per tutta la filiera coinvolta ma anche per l’intero pianeta. Un tema che oggi si fa concreto da misurare e abilitare, al centro della 15esima edizione dell’atteso evento SAP Executive Summit, momento annuale di confronto e relazione, sempre caratterizzato da interventi di alto livello, ricco di spunti per la platea di partecipanti.Carla Masperi, Chief Operating Officer e acting Country Manager di SAP Italia

Titolo e fil rouge dell’edizione 2022 ‘Zero e lode – Rise a sustainable Innovation’. A presentarlo è Carla Masperi, nel duplice ruolo di Chief Operating Officer e acting Country Manager di SAP Italia: “Il piacere di essere qui è duplice: due anni fa questo è stato il primo evento cancellato a causa della situazione emergenziale e oggi è il primo evento da cui si riparte in presenza, in cui si affronta un tema molto caro a SAP, quello della sostenibilità.” Viene da dire baricentrico nell’anno in cui il vendor si appresta a celebrare il suo 50esimo anniversario.

La manager va dritta al punto: Zero e lode (che suona un po’ come 10 e lode) è il voto che si assegna alle aziende che ‘trattano’ la sostenibilità nella sua essenza completa:Non ci può essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale; tre dimensioni collegate tra loro. Un percorso abilitato e accelerato dall’innovazione tecnologica. E ‘zero e lode’ è una bella sintesi e riflette la visione strategica di SAP orientata al trinomio ‘zero waste, zero emission e zero inequality".

Oggi la sfida più grande secondo SAP è quella di riuscire a integrare questa visione di sostenibilità nei processi di business, spostandosi da un’economia lineare a un’economia circolare, prendendo in considerazione i modelli di business; significa, per esempio, ripensare all’ottimizzazione della catena logistica riducendo e minimizzando le emissioni di carbonio o come progettare e sviluppare i prodotti in ottica di minimizzare gli scarti, …: “Andare nei processi di business mette in luce i benefici dell’innovazione tecnologica verso la sostenibilità”.

Certo è che la strada da compiere in questo senso è ancora lunga, come emerge da molte analisi di mercato: un’ indagine condotta da SAP indica che il 79% degli intervistati non è soddisfatto dei modi in cui vengono raccolti e collezionati i dati relativi alla sostenibilità; così come non si discostano di molto i numeri del World Economic Forum secondo cui solo il 9% delle aziende è dotato di soluzioni software orientate alla misurazione della green line.“Diamo Zero e lode alle aziende che adottano una politica di sostenibilità in grado di mettere in coerenza il trinomio crescita (bottom line), profittabilità (top line) e sostenibilità (green line). Tre facce della stessa medaglia per disegnare le aziende del futuro. Per nulla in contrapposizione, anzi”.

E incalza: “Un’azienda che non ha un business sostenibile e non tiene conto della green line non può avere futuro. Non basta tinteggiare di verde e fare green washing mettendo in atto una strategia di facciata o solo comunicativa, serve concretezza, impegno, strumenti per misurarla non solo per capire la direzione verso cui andare ma avendo in mente un modello di business. Ed è un gioco di squadra, non uno sport individuale. Per questo valorizziamo la logica di ecosistema e il concetto di Business Network, per avere una scala diversa e un impatto vero sulla società e sul mondo. L’azienda del futuro deve avere questo trinomio nel proprio DNA”.

Una transizione possibile

Ma come si raggiunge a questo obiettivo? Alcune risposte arrivano da Manuela Letizia Giorgetti, Professore Associato in Economia Applicata, Università degli Studi di Milano e dal 2020 nel team di esperti di politica industriale del Ministero dello Sviluppo Economico: “Le transazioni digitale ed ecologica non sono automatiche, vanno accompagnate. Serve confronto, scambio e ascolto. Bisogna adottare un sano pragmatismo, dando valore alle politiche industriali. C’è infatti necessità di una nuova politica industriale che sia anche ambientale, di innovazione … Una possibilità di riparlare di politiche industriali non antitetica a forme di competizione. Si deve imparare ad ascoltare e leggere il mercato e creare condizioni di sistema”.Manuela Letizia Giorgetti, Professore Associato in Economia Applicata, Università degli Studi di MilanoServe infatti una politica per sostenere le filiere industriali con similarità di tecnologie. Bisogna aiutare le imprese a crescere in modo endogeno, creando le corrette condizioni di sistema: “Ed una transizione che porta con sé costi: bisogna essere consapevoli che il problema c’è, deve essere affrontato e se possibile anticipato. Non si può non fare. Il costo della ‘non transizione’ è molto più alto”. E per fare tutto ciò bisogna investire sulle ‘persone’: “La principale sfida del 21esimo secolo è il capitale umano. Occorre partire da qui”.

Un tema quello della sostenibilità che oggi non può non tenere conto della situazione mondiale, in un mondo molto più fragile in cui si è alla ricerca di nuovi equilibri. E’ Dario Fabbri, analista geopolitico, a sviluppare in profondità l’argomento, parlando della transizione energetica: “La guerra in atto pone in modo drammatico la dipendenza nei confronti della Russia e non ha solo motivazione morale ma anche strategica e politica. Da chi si dipende dal punto di vista energetico conta molto, … “La gestione energetica e la transazione ecologica sono solo elemento di narrazione e finché non ci saranno piani singoli, concreti, responsabili, sinceri, comprensivi dei costi, la sostenibilità resterà strumento di scontro tra grandi potenze”.Dario Fabbri, analista geopoliticoSi torna in casa SAP con Emmanuel Raptopoulos, nominato di recente President South Europe Middle East & Africa, dopo un biennio a capo della filiale italiana, che in uno speach in un italiano quasi perfetto tocca i temi dell’evento dal suo osservatorio privilegiato, partendo dai tre temi prioritari nelle discussioni con i clienti: la trasformazione aziendale del proprio business, un fenomeno accelerato dalla situazione pandemica nell’ultimo biennio; il fatto di ‘blindare’ la supply chain messa a dura prova e’sfidata’ nella fase emergenziale; e la strategia ESG (Environmental, Social and corporate Governance), un aspetto prioritario sugli altri due. L’accento va in questa ultima direzione: I consumatori guardano a partner/vendor responsabili con atteggiamenti e politiche sostenibili. L’87% dei consumatori europei concorda sul fatto che l’azienda ha un’importante responsabilità nell’affrontare il cambiamento climatico/ambientale”.

E SAP, come azienda, sa di essere sulla strada giusta, con una strategia impostata già dal 2007.

“Quest’anno SAP festeggia 50 anni di innovazione continua in cui ha visto e vissuto molte trasformazioni - crisi petrolifera, bolla dot.com, affermazione del paradigma cloud, situazione pandemica - sempre con un punto fermo: il nostro sviluppo segue il cliente e le sue esigenze. Così operando, ha creato un circolo virtuoso che partendo dalle esigenze dei clienti ha guidato lo sviluppo dei propri prodotti”. Non una ricetta per l’innovazione quella di Manos Raptopoulos, ma suggerimenti sugli approcci da adottare: “E’ necessario focalizzarsi sui processi end-to-end, ma allo stesso tempo essere best-of-breed per abbassare il costo totale degli investimenti dei clienti, mantendo il focus sulle funzionalità applicative.”
E si ritorna al valore dell’innovazione legato alla sostenibilità, che si esprime attraverso la misurazione dei dati e la contabilizzazione degli impatti.

Il cambiamento verso la sostenibilità è in atto: E’ reale ed è passo fondamentale per i clienti e il Sistema Paese. In Italia le aziende lo affrontano con differenti livelli di maturità, anche facendo capo a profili diversi: ceo, cfo, cio,… ma gli investimenti stanno partendo. Serve però un approccio più scientifico, sistemico, per misurare, allocare in modo corretto le risorse, gli sforzi, gli investimenti. Le aziende che investono avendo in mente l’impatto sull’ambiente hanno un vantaggio competitivo che è anche economico e puntano a farlo meglio e prima di altri. La sfida della transizione però si vince solo quando la farà tutto lo scheletro dell’Italia, le PMI italiane”.Emmanuel Raptopoulos, President South Europe Middle East & Africa, SAP

Il partner per la sostenibilità

Se la sostenibilità, come detto, è una delle principali priorità delle agende dei Ceo, è fondamentale capire come attuarla.

Già dal 2007 SAP acompagna il viaggio di sostenibilità dei propri clienti avendo una strategia a supporto dei temi ESG. Il vendor lavora al loro fianco per costruire una strategia di sostenibilità end to end, che faccia leva sul digitale: “Le aziende digitali sono anche quelle più sostenibili e la sostenibilità è una delle principali sfide che occorre affrontare nel breve termine”, rimarca Carla Masperi. E’ fondamente capire come misurare il dato di sostenibilità e come agire: il dato è l’elemento centrale nella sfida della sostenibilità: ”Si può migliorare solo ciò che si conosce e si misura. E i dati di sostenibilità devono assumere la stessa importanza di quelli finanziari e di crescita”, prosegue. E, non si stanca di dirlo: si fa in ecosistema:Nessuno vince da solo, occorre agire in squadra. Si pensi alla strategicità di un processo di procurement flessibile che proponga mercati alternativi di approvvigionamento in casi di fenomeni imprevisti”.
Nel duplice ruolo di modello e abilitatore, SAP porta avanti una strategia sostenibile a tutti i livelli aziendali, integrandola in tutti i processi, prodotti e investimenti. Riconosciuta anche dalla prima posizione nel Dow Jones Sustainability Index per la categoria da 15 anni.Come 'modello', il vendor adotta e propone un approccio triple bottom line (ambientale, sociale ed economico), rivedendo e riadattando i propri processi interni per essere allineato con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, e fissati dalle Nazioni Unite. In Italia, la sede di Vimercate è certificata Platinum Leed e tutte le sedi sono plastic free; inoltre, sta trasformando le flotte di auto aziendali verso l’elettrico con la possibilità di ricarica in ufficio, invio costi di elettricità sostenuti a casa in nota spese tramite app.

Nel ruolo di ‘abilitatore’ il vendor offre soluzioni tecnologiche in grado di abilitare processi aziendali sostenibili e in monitoraggio di KPI di sostenibilità, esempi semplici a portata di utente come per esempio SAP Concur.

“Puntiamo a rendere la sostenibilità profittevole e la profittabilità sostenibile, attraverso un approccio che integra la sostenibilità nel proprio DNA aziendale”, afferma Giacomo Coppi, Head of Supply Chani and Manufacturing, SAP Italia; un approccio che punta a portare la vision SAP nelle aziende clienti con l’obiettivo di un mondo con zero emissioni (azioni per il clima), zero rifiuti (agendo in termini di economia circolare) e zero disuguaglianze (lavorando sulla responsabilità sociale).

La sostenibilità si fa concreta

Dietro molte dichiarazione di intenti, c’è quindi un’offerta completa di prodotti e soluzioni concepita con un approccio per industry, in grado di agire sulle informazioni relative alla sostenibilità, i dati finanziari e operativi, i processi aziendali fondamentali, mission-critical.

Uno strumento di riferimento su tutti, illustrato da Coppi, è SAP Sustainability Control Tower, una piattaforma di gestione integrata dei dati di sostenibilità e di performance management, che va oltre la reportistica manuale: “Una ‘single source of truth’ di dati rilevanti in grado di integrarsi con altre fonti dati e supportare framework di reportistica sulla sostenibilità, fornendo ai clienti la flessibilità di scegliere le metriche pertinenti e specifiche per la loro attività”.

Un framework sofisticato e automatizzato, repository di dati che se alimentato di continuo e utilizzato in modo granulare permette di prevedere quali azioni possono generare i risultati migliori ma anche favorire la comunicazione con gli stackholder sulle performance di sostenibilità e altresì avere una maggiore visibilità sugli aspetti relativi alla sostenibilità dell’intera value chain, fornendo anche dati di benchmark da confrontare e condividere con aziende del proprio settore.

Una soluzione che ben si combina con il concetto di ‘Intelligence Enterprise’ promosso da SAP per abilitare i processi in tempo reale, consentendo alle organizzazione di essere sempre avanti e affrontare i cambiamenti nel modo più consono e a questo punto anche sostenibile.

"Credo che la sostenibilità sia sostenibile quando allarga l’orizzonte temporale del beneficio … Qualsiasi scelta strategica fatta non deve essere solo per l’azienda, ma per la collettività. Siamo di fronte a una delle sfide tra le più entusiasmanti e belle di questo periodo da cogliere insieme”, conclude Carla Masperi.

Clienti che innovano. Premiati Enel, EssilorLuxottica e TIM

Come di consueto, nel corso del evento a Cernobbio SAP consegna gli Innovation Award ai clienti che hanno intrapreso percorsi di trasformazione innovativi. Quest’anno i premiati sono: Enel, EssilorLuxottica eTIM. Ecco i loro commenti.

Fabio Veronese, Head of the ICT Infrastructure & Networks Digital Hub di Enel dichiara: “Il progetto Grid Blue Sky spinge alla realizzazione di sistemi basati sul concetto di piattaforma, intesa prima di tutto come strumento che favorisce la collaborazione tra persone in una sinergia fra clienti, stakeholder, fornitori, reparto IT e business. In particolare, le reti elettriche possono essere viste come una piattaforma naturale in grado di facilitare questa condivisione e la transizione ecologica, che non prevederà più l’esistenza di pochissimi impianti di generazione con distribuzione top-down dell’energia, ma la coesistenza di molti piccoli e medi impianti che coopereranno in modo sinergico. Grid Blue Sky è un’iniziativa nata con l’obiettivo di creare nuovi modelli operativi a piattaforma, anche in ambiti come quello delle utility, che permettono di sviluppare schemi di collaborazione e soluzioni più efficienti di quanto attualmente in essere”.Giacomo Coppi, Head of Supply Chani and Manufacturing, SAP ItaliaEssilorLuxottica ha messo l’innovazione al centro della propria strategia. In un momento di forte crescita ed espansione del gruppo, il premio ha riconosciuto la grande accelerazione innovativa a sostegno dei processi in area Wholesales e Insurance basata sul portafoglio Cloud SAP Customer Experience, bilanciando al contempo forte governance centrale e flessibilità locale.

Dario Scagliotti, Head of Information Technology di EssilorLuxottica afferma: “EssilorLuxottica è la combinazione di due aziende che rappresentano da tantissimi anni un punto di riferimento nel settore dell’eyecare e dell’eyewear. Nel tempo ha saputo sviluppare nuove soluzioni per garantire un’eccellenza di prodotto e la massima qualità di servizio al cliente. La nostra sfida oggi è integrare le esperienze delle due realtà per offrire ai clienti il meglio di questa combinazione. SAP si posiziona come un partner importante che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi”.

TIM ha intrapreso un grande progetto di Digital Transformation, diventando di fatto una data-driven company. Il passaggio a SAP S/4HANA nelle società del Gruppo TIM - del progetto Digital Enterprise Transformation - ha consentito di integrare i processi di diverse aree aziendali in un’unica piattaforma. Il progetto, partito dal mondo Finance, si è esteso alle funzioni Risk&Compliance, Procurement, HR, Real Estate e Tax&Legal.

Pierpaolo Taccini, Head of Digital Trasformation Project Office di TIM, commenta: “Per TIM portare avanti questo progetto ha rappresentato una sfida complessa e incredibile, gestito in un periodo storico particolare che ha visto oltre 36.000 persone dell’azienda lavorare da remoto ma che si sono subito messe a disposizione per accelerare il passaggio al digitale. Con SAP, al nostro fianco non solo nella scelta della piattaforma, ma anche come consulenti di innovazione, stiamo già lavorando a nuovi progetti di trasformazione, dando continuità al nostro percorso di evoluzione digitale”.

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